LE MIE PROPOSTE PER ATTRAVERSARE UN'APOCALISSE. E LE TUE?
Venerdì 26 marzo, ore 21:00. LE MIE PROPOSTE PER ATTRAVERSARE UN'APOCALISSE. E LE TUE? (con Ivan Sirtori).
Presso Torreluna, via Marco D'Oggiono 15, Oggiono LC.
SOPRAVVIVERE, VIVERE, MORIRE, TRASCENDERE
L'apocalisse è lo sconvolgimento del noto, è la crisi: dalla più piccola crisi personale alla più grande crisi sociale.
INFORMAZIONE (mente): spegnere la televisione, accendere internet; fruire solo di libri, film, opere d'arte che nutrano.
ESPRESSIVITA (cuore)': occuparsi ogni giorno di attività espressive (attive o ricettive) ed artistiche appaganti, emozionanti, nutrienti.
VITALITA' (corpo): attività fisica quotidiana fondata sul piacere del movimento (come i bambini). Nutrimento essenziale, sano, consapevole, scelto. Sessualità vitale e libera.
SEMPLICITA', AUTENTICITA' (atteggiamento): limitare la quantità di cose, essenzializzare la casa, gli spazi. Mettere in crisi le ideologie politiche, religiose, filosofiche, culturali. Cercare la propria autenticità, nelle azioni, nelle scelte, nei pensieri, nelle parole.
LAVORO, PRODUTTIVITA' (azione): considerare le proprie attività quotidiane, lavorative e non, come il terreno sul quale si coltiva la conoscenza del Sé, attraverso l'esperienza, il conflitto, il dolore, l'elaborazione, la saggezza.
INDIVIDUALISMO SOCIALE (intenzione): considerare il valore relazionale e sociale delle proprie attività.
SILENZIO, OSSERVAZIONE (spirito): imparare a chiudere gli occhi e osservare il mondo interno (sensazioni, emozioni, immagini, pensieri) senza interferire. Meditare in azione.
Attraversare un'Apocalisse, significa assistere la sofferenza dell'Ego che annaspa nella crisi e accompagnarne la morte. Quale esito? La rinascita al Reale. L'individuazione. La realizzazione. L'emersione dal velo dell'Illusione e dell'Incoscienza Inconsapevole.
Eccoci.
Nati.
Vivi.
Presso Torreluna, via Marco D'Oggiono 15, Oggiono LC.
SOPRAVVIVERE, VIVERE, MORIRE, TRASCENDERE
L'apocalisse è lo sconvolgimento del noto, è la crisi: dalla più piccola crisi personale alla più grande crisi sociale.
INFORMAZIONE (mente): spegnere la televisione, accendere internet; fruire solo di libri, film, opere d'arte che nutrano.
ESPRESSIVITA (cuore)': occuparsi ogni giorno di attività espressive (attive o ricettive) ed artistiche appaganti, emozionanti, nutrienti.
VITALITA' (corpo): attività fisica quotidiana fondata sul piacere del movimento (come i bambini). Nutrimento essenziale, sano, consapevole, scelto. Sessualità vitale e libera.
SEMPLICITA', AUTENTICITA' (atteggiamento): limitare la quantità di cose, essenzializzare la casa, gli spazi. Mettere in crisi le ideologie politiche, religiose, filosofiche, culturali. Cercare la propria autenticità, nelle azioni, nelle scelte, nei pensieri, nelle parole.
LAVORO, PRODUTTIVITA' (azione): considerare le proprie attività quotidiane, lavorative e non, come il terreno sul quale si coltiva la conoscenza del Sé, attraverso l'esperienza, il conflitto, il dolore, l'elaborazione, la saggezza.
INDIVIDUALISMO SOCIALE (intenzione): considerare il valore relazionale e sociale delle proprie attività.
SILENZIO, OSSERVAZIONE (spirito): imparare a chiudere gli occhi e osservare il mondo interno (sensazioni, emozioni, immagini, pensieri) senza interferire. Meditare in azione.
Attraversare un'Apocalisse, significa assistere la sofferenza dell'Ego che annaspa nella crisi e accompagnarne la morte. Quale esito? La rinascita al Reale. L'individuazione. La realizzazione. L'emersione dal velo dell'Illusione e dell'Incoscienza Inconsapevole.
Eccoci.
Nati.
Vivi.
argomento:
[EVENTI],
Ivan Sirtori
DIARIO DELLA NUOVA NASCITA
16 MARZO 2010 19.36
Essere il nuovo Essere è scivolare in ciò che è, nonostante le abitudini , che inizi a vivere come limiti,” trattenere” al confine delle abitudini
è frustrante, perché sei permeata dalla potenzialità di un “altro vivere” e lo vedi, lo senti, lo percepisci.
Nonostante : nel senso di riconoscere e accettare le abitudini come un “fare” creatosi in un passato che non c’è più , disponibile ora ad evolvere, a “proseguire”
passandoci attraverso dando Vita a ciò che è .
Sentire , constatare nel tuo nuovo modo di sentirti nel mondo, che una forza tua , che viene da “TE” ti possiede e ti porta a “volare” verso altre situazioni, ti accompagna ad assaporare i momenti del quotidiano diversamente…..tutto questo è meraviglia e in questo “acquisti” anche fiducia
,Cresce , con te ,la fiducia come “capacità” di darsi un valore e Amare iniziando da te.
Ti accorgi , che da dentro ,non da fuori , giunge questo , e se prima fingevi una verità per vivere tra gli altri, per essere qualcuno o arrivare ad essere qualcuno , adesso con continuo stupore e serenità vivi tra gli altri nel sentire te in ciò che è Vero.
Nell Accadere ciò che è in cui responsabilmente partecipi, sei la realizzazione.
Essere il nuovo Essere è scivolare in ciò che è, nonostante le abitudini , che inizi a vivere come limiti,” trattenere” al confine delle abitudini
è frustrante, perché sei permeata dalla potenzialità di un “altro vivere” e lo vedi, lo senti, lo percepisci.
Nonostante : nel senso di riconoscere e accettare le abitudini come un “fare” creatosi in un passato che non c’è più , disponibile ora ad evolvere, a “proseguire”
passandoci attraverso dando Vita a ciò che è .
Sentire , constatare nel tuo nuovo modo di sentirti nel mondo, che una forza tua , che viene da “TE” ti possiede e ti porta a “volare” verso altre situazioni, ti accompagna ad assaporare i momenti del quotidiano diversamente…..tutto questo è meraviglia e in questo “acquisti” anche fiducia
,Cresce , con te ,la fiducia come “capacità” di darsi un valore e Amare iniziando da te.
Ti accorgi , che da dentro ,non da fuori , giunge questo , e se prima fingevi una verità per vivere tra gli altri, per essere qualcuno o arrivare ad essere qualcuno , adesso con continuo stupore e serenità vivi tra gli altri nel sentire te in ciò che è Vero.
Nell Accadere ciò che è in cui responsabilmente partecipi, sei la realizzazione.
argomento:
Marusca Pozzoni
L'ANIMA E IL TESTO. Fine settimana letterario
UN WEEK END IN COMPAGNIA DELLA LETTURA... AD ALTA VOCE, INTIMA, CONDIVISA
17 e 18 aprile 2010 - presso la residenza teatrale del seicentesco Palazzo Gambassi nel suggestivo borgo rurale di Campsirago sul Monte di Brianza (LC). Dalle 14.30 del sabato, alle 18.30 della domenica.
Un fine settimana residenziale all'insegna della lettura, in tutte le sue poliedriche e giocose forme. Il programma della due giorni alternerà momenti di lettura ad alta voce ad altri di lettura personale, ad altri ancora di animazione letteraria, guidati dai leggistorie Gianni Trezzi e Ivan Sirtori. Una proposta originale, riservata a chi ama leggere e vuole provare l'emozione di un temporaneo "ritiro letterario" dalla follia del mondo. Un'oasi per rilassarsi e per pensare...
I partecipanti condivideranno i costi "vivi" (alloggio e vitto: merenda, cena, colazione, pranzo) per un totale di 60€ cad. (considerando c.ca 20 partecipanti).
Per informazioni e iscrizioni:
Ivan Sirtori, 328.916.2954 ivan.sirtori@torreluna.com
Gianni Trezzi, gianni.trezzi@alice.it
17 e 18 aprile 2010 - presso la residenza teatrale del seicentesco Palazzo Gambassi nel suggestivo borgo rurale di Campsirago sul Monte di Brianza (LC). Dalle 14.30 del sabato, alle 18.30 della domenica.
Un fine settimana residenziale all'insegna della lettura, in tutte le sue poliedriche e giocose forme. Il programma della due giorni alternerà momenti di lettura ad alta voce ad altri di lettura personale, ad altri ancora di animazione letteraria, guidati dai leggistorie Gianni Trezzi e Ivan Sirtori. Una proposta originale, riservata a chi ama leggere e vuole provare l'emozione di un temporaneo "ritiro letterario" dalla follia del mondo. Un'oasi per rilassarsi e per pensare...
I partecipanti condivideranno i costi "vivi" (alloggio e vitto: merenda, cena, colazione, pranzo) per un totale di 60€ cad. (considerando c.ca 20 partecipanti).
Per informazioni e iscrizioni:
Ivan Sirtori, 328.916.2954 ivan.sirtori@torreluna.com
Gianni Trezzi, gianni.trezzi@alice.it
argomento:
[EVENTI]
CASA DI FINE VITA, CON L'ESPERIENZA DEI BAMBINI
Accompagnamento di fine vita, Istituto di ricerca sull'arte di morire, Robindart Factory workshop, Formazione alla trasformazione personale, agriturismo e azienda agricola biodinamica, formazione al counseling del senso di vita, centro di arte relazionale e di ecopsicologia applicata.
PROSSIMAMENTE...
Robindart factory (Ivan Sirtori, Lara Elli, Davide Giuseppe Mauri, Ruggero Meles, Mario Casalone, Saul Casalone)
Torreluna
Attendeteci...
...Gaetano Besana e la Galbusera Bianca
...Loris Audato Muner e Mary Saitta, DiaLogos
...KORE
...Momcilo Jankovic
...Virginio Brivio
...Paolo Mottana
...Leonardo Lenzi
...Anna Zanardi
...Marcella Danon e la Scuola Europea di Ecopsicologia
...Ely Galante
...Sara Munari
...Riccardo Sirtori
...Alessio Oggioni
...Maurizio Volpi
...Salvatore Bellocco GDS COM
...Genti in Viaggio
PROSSIMAMENTE...
Robindart factory (Ivan Sirtori, Lara Elli, Davide Giuseppe Mauri, Ruggero Meles, Mario Casalone, Saul Casalone)
Torreluna
Attendeteci...
...Gaetano Besana e la Galbusera Bianca
...Loris Audato Muner e Mary Saitta, DiaLogos
...KORE
...Momcilo Jankovic
...Virginio Brivio
...Paolo Mottana
...Leonardo Lenzi
...Anna Zanardi
...Marcella Danon e la Scuola Europea di Ecopsicologia
...Ely Galante
...Sara Munari
...Riccardo Sirtori
...Alessio Oggioni
...Maurizio Volpi
...Salvatore Bellocco GDS COM
...Genti in Viaggio
argomento:
CASA DI FINE VITA,
UniBuntu Università da Campo
PASSEGGIATA ALL'ALBA
Rettifichiamo. Non si può non approfittare dell'alba a Febbraio, quando è ancora in orario accessibile, su un monte che mostra a 360° l'infinito intorno a sé, dunque...
Scrivere sull'agenda: domenica 28 febbraio, ore 6.40 appuntamento con il sole. Sulla cima del monte Tesoro. Il sole verrà, come sempre, da oriente e noi da Valcava con una semplice passeggiata di circa un'ora. Percorso di andata al buio con le pupille aperte alla prima luce tra i faggi, ritorno con le l'anima che sbircia, dalle pupille socchiuse, l'incontro tra le cose e il sole giovane di gennaio.
Note tecniche: incontro alle 5.00 al parcheggio dell'oratorio di San Gottardo, Comune di Torre de Busi (poco prima del bivio per Valcava) o alle ore 5.30 al passo di Valcava. Portare, zaino, racchette da neve, scarponi impermeabili e coprirsi bene (impermeabili, meglio).
Ruggero Meles
Scrivere sull'agenda: domenica 28 febbraio, ore 6.40 appuntamento con il sole. Sulla cima del monte Tesoro. Il sole verrà, come sempre, da oriente e noi da Valcava con una semplice passeggiata di circa un'ora. Percorso di andata al buio con le pupille aperte alla prima luce tra i faggi, ritorno con le l'anima che sbircia, dalle pupille socchiuse, l'incontro tra le cose e il sole giovane di gennaio.
Note tecniche: incontro alle 5.00 al parcheggio dell'oratorio di San Gottardo, Comune di Torre de Busi (poco prima del bivio per Valcava) o alle ore 5.30 al passo di Valcava. Portare, zaino, racchette da neve, scarponi impermeabili e coprirsi bene (impermeabili, meglio).
Ruggero Meles
argomento:
[EVENTI]
C'E' NELL'UOMO UN DESIDERIO DI PIENEZZA E DI VITA...
"C’è nell’uomo un desiderio di pienezza e di vita, di felicità e di infinito, di verità e di bellezza, che va al di là delle contingenze religiose e culturali." (Raimon Panikkar)
E naturalmente al di là del potere, che per difendere la sua immagine egoica, sempre offenderà.
Ma, sempre a parer mio, non c'è necessità alcuna di potere, necessitiamo solamente di risvegliare in noi il senso dell’essere parte di una relazione creativa e non distruttiva, un movimento continuo e inseparabile tra pensiero e azione, tra mente e cuore. E' in questo luogo dell'essere - un verbo, un movimento - che nasce la vera Etica, dove non c'è necessità di “obbedienza” a leggi e dogmi, ma è l'ascolto interiore a guidare il movimento esteriore, in un dialogo dialogante, dove libertà e responsabilità sono inseparabili.
"Sono convinto che il mondo si trovi dinanzi a un dilemma di proporzioni planetarie o avviene un cambio radicale di “civiltà”, di senso dell’humanum, o una catastrofe di proporzioni cosmiche. Questo porta a vedere nell’interculturalità un primo passo verso una metanoia pregna di speranza” (R.Panikkar)
Patrizia Gioia
E naturalmente al di là del potere, che per difendere la sua immagine egoica, sempre offenderà.
Ma, sempre a parer mio, non c'è necessità alcuna di potere, necessitiamo solamente di risvegliare in noi il senso dell’essere parte di una relazione creativa e non distruttiva, un movimento continuo e inseparabile tra pensiero e azione, tra mente e cuore. E' in questo luogo dell'essere - un verbo, un movimento - che nasce la vera Etica, dove non c'è necessità di “obbedienza” a leggi e dogmi, ma è l'ascolto interiore a guidare il movimento esteriore, in un dialogo dialogante, dove libertà e responsabilità sono inseparabili.
"Sono convinto che il mondo si trovi dinanzi a un dilemma di proporzioni planetarie o avviene un cambio radicale di “civiltà”, di senso dell’humanum, o una catastrofe di proporzioni cosmiche. Questo porta a vedere nell’interculturalità un primo passo verso una metanoia pregna di speranza” (R.Panikkar)
Patrizia Gioia
argomento:
Da leggere,
Etica civile
GENTI IN VIAGGIO
Laboratorio di arte e trasformazione sociale
Genti in Viaggio è un movimento di liberi cittadini, artisti e operatori sociali educativi e culturali che ha come presupposto l’arte come motore di trasformazione sociale, aperto a chi vorrà dare il proprio contributo.
Genti in Viaggio è la metafora di un movimento di avvicinamento, di scambio, di contaminazione di idee, saperi e progetti che serve a generare nuovo senso nel fare, nel fare insieme.
Genti in Viaggio è tema generico, per permettere riflessioni ampie, per dare un senso del nostro agire all'interno di un tema denso di impegno sociale, come quello del rapporto tra arte e comunità.
L’origine di questo movimento viene dal lavoro condiviso e dal dibattito seguito ad una serie di eventi artistici del 2008, che ha avuto tra i protagonisti artisti e operatori di tante realtà associative culturali, del volontariato, della disabilità, delle scuole, uniti ad alcuni rappresentanti di enti locali del territorio.
I tanti incontri che hanno seguito gli eventi sono confluiti in tavoli di confronto e progettazione: i tavoli costitutivi di Genti in Viaggio .
Il primo obiettivo è stato la condivisione del progetto del 2009 con il maggior numero di realtà e artisti, operatori lecchesi e di altre città.
Il secondo quello di mettere le basi per una collaborazione su temi condivisi, dove le produzioni artistiche diventano “luoghi” di incontro, di scambio e relazione; progetti per il cambiamento sociale e per l’aumento del “ tasso di accoglienza” della nostra comunità .
Genti in Viaggio si svilupperà in un’area unica, per caratteristiche ambientali e sociali: il Monte Barro.
La eleggiamo a luogo simbolico di incontro delle genti che ne abitano le falde, affinché divenga un grande laboratorio sociale a cielo aperto, dove sperimentare l’arte come motore di trasformazione sociale responsabile , e indagare attraverso questa centralità di nuova e civile sensibilità , un nuovo rapporto tra natura e tecnologia attraverso un conveniente condominio per un futuro sostenibile. Il Monte Barro come Montagna delle Genti
Angelo Riva
Genti in Viaggio è un movimento di liberi cittadini, artisti e operatori sociali educativi e culturali che ha come presupposto l’arte come motore di trasformazione sociale, aperto a chi vorrà dare il proprio contributo.
Genti in Viaggio è la metafora di un movimento di avvicinamento, di scambio, di contaminazione di idee, saperi e progetti che serve a generare nuovo senso nel fare, nel fare insieme.
Genti in Viaggio è tema generico, per permettere riflessioni ampie, per dare un senso del nostro agire all'interno di un tema denso di impegno sociale, come quello del rapporto tra arte e comunità.
L’origine di questo movimento viene dal lavoro condiviso e dal dibattito seguito ad una serie di eventi artistici del 2008, che ha avuto tra i protagonisti artisti e operatori di tante realtà associative culturali, del volontariato, della disabilità, delle scuole, uniti ad alcuni rappresentanti di enti locali del territorio.
I tanti incontri che hanno seguito gli eventi sono confluiti in tavoli di confronto e progettazione: i tavoli costitutivi di Genti in Viaggio .
Il primo obiettivo è stato la condivisione del progetto del 2009 con il maggior numero di realtà e artisti, operatori lecchesi e di altre città.
Il secondo quello di mettere le basi per una collaborazione su temi condivisi, dove le produzioni artistiche diventano “luoghi” di incontro, di scambio e relazione; progetti per il cambiamento sociale e per l’aumento del “ tasso di accoglienza” della nostra comunità .
Genti in Viaggio si svilupperà in un’area unica, per caratteristiche ambientali e sociali: il Monte Barro.
La eleggiamo a luogo simbolico di incontro delle genti che ne abitano le falde, affinché divenga un grande laboratorio sociale a cielo aperto, dove sperimentare l’arte come motore di trasformazione sociale responsabile , e indagare attraverso questa centralità di nuova e civile sensibilità , un nuovo rapporto tra natura e tecnologia attraverso un conveniente condominio per un futuro sostenibile. Il Monte Barro come Montagna delle Genti
Angelo Riva
argomento:
GENTI IN VIAGGIO
DIARIO DELLA NUOVA NASCITA
13 MARZO 2010 08.55
Essere ostentatamente come ci si sente, non è Essere.
Esternare pensando di potere permetterselo, solo perchè ci si sente in un determinato modo....è rafforzare un ego che si crede sincero, che si aspetta ciò che vuole, e che giudica guardando cieco ,ma in realtà solo se stesso , immaginando di sentire.
Un ego sottile ,che entra subdolamente sempre più a far parte del corpo e del cuore più ottiene soddisfazioni, perchè trova ragioni anche dentro di te.
Si guarda attorno facendo credere di starsene sullo sfondo , ma ti ha accompagnato dove anche il tuo cuore "sente" di andare.
Un ego che dell' individualità ne ha fatto un vanto, che in verità ricerca il mostrarsi fingendo d' essere trasparente.
Tutto va bene fin che trovi approvazioni, chi ti segue o chi se ne frega, ma nel momento in cui sei preso a "schiaffi"per i più svariati motivi, tra cui anche l' Amore ,ne rimani sorpreso e ti SVEGLI.
Senti male? sei confuso? ....tanta , tantissima rabbia , perchè il tuo ego vacilla , non possiede più ragioni in te , che ti sostengono a tasta così alta da permetterti di non soffrire , da ignorare "messaggi" che arrivano ...e che mettono in dubbio TUTTO.
Essere ostentatamente come ci si sente, non è Essere.
Esternare pensando di potere permetterselo, solo perchè ci si sente in un determinato modo....è rafforzare un ego che si crede sincero, che si aspetta ciò che vuole, e che giudica guardando cieco ,ma in realtà solo se stesso , immaginando di sentire.
Un ego sottile ,che entra subdolamente sempre più a far parte del corpo e del cuore più ottiene soddisfazioni, perchè trova ragioni anche dentro di te.
Si guarda attorno facendo credere di starsene sullo sfondo , ma ti ha accompagnato dove anche il tuo cuore "sente" di andare.
Un ego che dell' individualità ne ha fatto un vanto, che in verità ricerca il mostrarsi fingendo d' essere trasparente.
Tutto va bene fin che trovi approvazioni, chi ti segue o chi se ne frega, ma nel momento in cui sei preso a "schiaffi"per i più svariati motivi, tra cui anche l' Amore ,ne rimani sorpreso e ti SVEGLI.
Senti male? sei confuso? ....tanta , tantissima rabbia , perchè il tuo ego vacilla , non possiede più ragioni in te , che ti sostengono a tasta così alta da permetterti di non soffrire , da ignorare "messaggi" che arrivano ...e che mettono in dubbio TUTTO.
argomento:
Marusca Pozzoni
Appello per Lecco: CULTURA E PARTECIPAZIONE
La vivibilità di questa città è in stretta dipendenza dalla qualità delle relazioni che si riuscirà ad instaurarvi nei prossimi 5 anni
Dopo i due incontri iniziali e aver assunto le idee che provengono dal programma di costituzione dell’associazione APPELLO PER LECCO, poniamo alcune riflessioni sul tema della cultura, dell’arte come motore di trasformazione sociale responsabile, della identità antropologica e del contesto naturale (il tema della montagna e dei bacini e corsi d’acqua), segnalando proposte soprattutto sul tema dell’espressività delle marginalità (siano esse del disagio e delle disabilità) che delle culture dei migranti.
Il tema delle parità di accesso e di espressione ci sta particolarmente a cuore.
Il tema della valorizzazione degli spazi, anche quelli non convenzionali o che di primo acchito, non ci sognerebbe di mettere nella lista dei “cantieri” di produzione e fruizione culturali…insomma lo sguardo sulla città e sull’ambiente che la circonda svelato attraverso una lettura simbolica delle forme e della memoria che questi luoghi rappresentano.
Dunque dell’arte come modalità di partecipazione collettiva alla produzione di senso, condivisa, con una sottolineatura sulla “cifra” della contemporaneità, volta a reinventare ruoli e funzioni della produzione culturale in un luogo che forse ne ha dimenticato, o peggio si è fatto in disparte, lasciando giocare altri attori e territori.
Fatta questa premessa, ci associamo a chi ha detto che forse non c’è da inventare nulla, ma di prendere esempio dalle buone pratiche, e soprattutto:
1) tirare fuori dai cassetti alcuni progetti di sistema che dormono, non sono stati bene interpretati, o semplicemente non hanno avuto diffusione:
mi riferisco ai progetti:
a) dell’ecomuseo (le preziose linee guida ed elaborazioni del consulente Aster)
b)lo studio di prefattibilità del piano strategico di Lecco del centro impresa Lecco..”progettare il futuro”, l’esempio delle 5 T (Talenti, tecnologia, tempo libero, tolleranza, tensione 1)
c)La foresta del Ferro proposta dall’equipe di Total Tool
d)Genti in viaggio – Barro Montagna delle Genti che rappresenta un’iniziativa emblematica di messa a sistema di reti associative e istituzionali attraverso la tematica dell’arte motore di trasformazione sociale.
2) valorizzare aree di memoria e di identità
proposta di sottoporre a vincoli dei beni culturali (come aggiunta a quelli di azzonamento per produzione industriale) le aree del Caleotto , del Garabuso (e in aggiunta anche quella della File), uniche nel loro genere a livello nazionale, per costruire luoghi di produzione culturale ed artistica che valorizzino e creino quella rete dei saperi, anche qui unica , del ferro e dell’acciaio ( progetto Foresta del ferro, e vedi collegamento con Biella con la filiera del tessile )
3)Ruolo del terzo settore in primis nello sviluppo della nostra comunità.
I primi incontri sono stati fatti nella sede del Solevol, in uno dei luoghi della costruzione del bene comune del ns territorio e della nostra comunità.
Il terzo settore deve poter portare le sue istanze sui tavoli di pianificazione strategica territoriale: sviluppare quello della progettazione in ambito dei servizi sociali, ma entrare anche su quelli dell’economia, della mobilità, del turismo. Il welfare del ns territorio deve essere guidato verso meccanismi di partecipazione e di operatività economica del terzo settore, l’unico che può, in maniera disinteressata sviluppare il bene comune di un territorio e dare un contributo alla costruzione di scenari di sviluppo condivisi, sostenibili dal punto di vista sociale ed ambientale.
4) cultura ed identità : la montagna come comunità e come produttrice di senso della ns comunità, può essere uno dei fari del ns territorio.
le aziende della montagna e le associazioni di alpinismo e di tutela naturalistica, assieme alle componenti del terzo settore possono rappresentare un sorta di Marca territoriale.
a) formare un cluster di aziende che lavorano con e sulla montagna e di prodotti per la montagna e fornire progetti che integrino creatività, arte e produzioni ecosostenibili.
b) creare un network con aziende del settore a livello internazionale con cui confrontarsi sui temi della eco sostenibilità e della RSI e della creatività
c) istituire , un premio internazionale etica ed estetica proposto da una commissione del terzo settore (novità assoluta) con lo scopo di far emergere e mettere a sistema le buone pratiche della RSI territoriali
d) promuovere convegnistica a livello internazionale e mostre sui temi di cui sopra che richiami le persone che nel mondo della montagna e della sua industria sono più attenti e sensibili a questi nuove tendenze
e) Allargare gli ambiti: cercare il confronto anche con i mondi dell’ambiente e dell’arte dell’ambiente. È da ricercare il collegamento ad altre istituzioni ed aree che a livello europeo stanno lavorando sui temi della salvaguardia dell’ambiente montano
f) supportare le iniziative di promozione degli archivi (vedi Modisca), iniziative sportive collaterali e collegate come spirito alle precedenti
g) sviluppare e promuovere iniziative d’arte e cultura della montagna : vedi suoni delle dolomiti, Barro montagna delle Genti,
Parola d’ordine: Lecco di nuovo capitale internazionale “morale” dell’alpinismo e della montagna
5) new deal della cultura:
ri-animare valorizzando le risorse locali collegando competenze e vissuti trasversali a diverse settori e discipline
collegarsi a centri di produzione nazionali ed internazionali,
valorizzare spazi informali e ottimizzare quelli istituzionali (completando le carenze infrastrutturali di base)
creazione di nuovi centri di produzione artistica coinvolgendo
identificare e valorizzare le marche territoriali
non possiamo fare ancora la banale lista della spesa indifferenziata (..il palazzetto , l’isola Viscontea..). Deve essere invece essere fatta un’analisi seria sulle infrastrutture della cultura differenziando ruoli e situazioni di depositi e magazzini dell’arte e della cultura, i luoghi della partecipazione, i luoghi della produzione.
Sono i bisogni e le opzioni di crescita del tessuto sociale, culturale, dell’arte dell’economia, e a creare le necessità di configurazione degli spazi .
Senza una visione del fine non si può partire a stabilire a lista.
Partire dal fondo del problema non si cava nulla.
Anzi deve essere criticato aspramente il metodo fin qui tenuto dalle amministrazioni. Piuttosto che fare a vanvera (vedi museo d’arte contemporanea che costerà sia in edificazione che manutenzione) bisogna capire qual è la strategia dello sviluppo culturale nei prossimi 10 – 20 anni.
Basterebbe capire cosa è successo nella città gemellata di Maçon egli ultimi 20 anni e paragonarla a Lecco, per capire, anche attraverso le buone pratiche del confronto, che dovrebbero animare i gemellaggi (se no servono solo a organizzare mangiate) quali possibilità ci siamo persi nella valorizzazione di cultura e territorio.
La proposta dovrà anche tenere presente la valorizzazione di spazi anche non convenzionali, assieme a proposte di messa a sistema delle tante eccellenze che questo territorio possiede. Vedi ad esempio quello di costruire una Cittadellarte nel Garabuso, dove potrebbero trovare spazio parecchi progetti anche legati alla memoria del ferro.
Di Territorio si parla perché lecco è parte di un territorio: anche le partecipazioni al Consorzio del parco monte barro ed alla Comunità montana devono trovare spunto di rilancio e di collegamento ad una visione collaborativa.
6) la pianificazione strategica economica della città nel territorio, il ruolo di Lecco nell’Expo 2015 :
ridiscutere il piano di sviluppo del territorio proposto dalla CCIAA, dove il benessere della nostra comunità viene derivato soprattutto da una migliore mobilità???
Alla povertà di contenuti e proposte, ma soprattutto per i modelli di sviluppo proposti vedi sopra ai progetti del punto 1, per una visione integrata, e soprattutto partecipata.
Ci sono oltre 200 mio di € allocati in una trentina di capitoli. Parecchi di questi vanno riletti, discussi, condivisi alla luce di una diversa visione.
L’expo 2015 deve essere un occasione per farlo diventare l’occasione per sviluppare i luoghi del bene comune: i tavoli della cultura e del terzo settore soprattutto devono giocare un ruolo anche nella nostra città
Primi firmatari
Angelo Riva (presid. CRAMS)
Lara Elli (Robindart Factory)
Ruggero Meles (Modisca)
Cesare Perego (ex presid. Comunità Montana Lario Occidentale)
Ivan Sirtori (Robindart Factory)
Uberto Pozzoli ( Istituto Medea - La Nostra Famiglia)
Dopo i due incontri iniziali e aver assunto le idee che provengono dal programma di costituzione dell’associazione APPELLO PER LECCO, poniamo alcune riflessioni sul tema della cultura, dell’arte come motore di trasformazione sociale responsabile, della identità antropologica e del contesto naturale (il tema della montagna e dei bacini e corsi d’acqua), segnalando proposte soprattutto sul tema dell’espressività delle marginalità (siano esse del disagio e delle disabilità) che delle culture dei migranti.
Il tema delle parità di accesso e di espressione ci sta particolarmente a cuore.
Il tema della valorizzazione degli spazi, anche quelli non convenzionali o che di primo acchito, non ci sognerebbe di mettere nella lista dei “cantieri” di produzione e fruizione culturali…insomma lo sguardo sulla città e sull’ambiente che la circonda svelato attraverso una lettura simbolica delle forme e della memoria che questi luoghi rappresentano.
Dunque dell’arte come modalità di partecipazione collettiva alla produzione di senso, condivisa, con una sottolineatura sulla “cifra” della contemporaneità, volta a reinventare ruoli e funzioni della produzione culturale in un luogo che forse ne ha dimenticato, o peggio si è fatto in disparte, lasciando giocare altri attori e territori.
Fatta questa premessa, ci associamo a chi ha detto che forse non c’è da inventare nulla, ma di prendere esempio dalle buone pratiche, e soprattutto:
1) tirare fuori dai cassetti alcuni progetti di sistema che dormono, non sono stati bene interpretati, o semplicemente non hanno avuto diffusione:
mi riferisco ai progetti:
a) dell’ecomuseo (le preziose linee guida ed elaborazioni del consulente Aster)
b)lo studio di prefattibilità del piano strategico di Lecco del centro impresa Lecco..”progettare il futuro”, l’esempio delle 5 T (Talenti, tecnologia, tempo libero, tolleranza, tensione 1)
c)La foresta del Ferro proposta dall’equipe di Total Tool
d)Genti in viaggio – Barro Montagna delle Genti che rappresenta un’iniziativa emblematica di messa a sistema di reti associative e istituzionali attraverso la tematica dell’arte motore di trasformazione sociale.
2) valorizzare aree di memoria e di identità
proposta di sottoporre a vincoli dei beni culturali (come aggiunta a quelli di azzonamento per produzione industriale) le aree del Caleotto , del Garabuso (e in aggiunta anche quella della File), uniche nel loro genere a livello nazionale, per costruire luoghi di produzione culturale ed artistica che valorizzino e creino quella rete dei saperi, anche qui unica , del ferro e dell’acciaio ( progetto Foresta del ferro, e vedi collegamento con Biella con la filiera del tessile )
3)Ruolo del terzo settore in primis nello sviluppo della nostra comunità.
I primi incontri sono stati fatti nella sede del Solevol, in uno dei luoghi della costruzione del bene comune del ns territorio e della nostra comunità.
Il terzo settore deve poter portare le sue istanze sui tavoli di pianificazione strategica territoriale: sviluppare quello della progettazione in ambito dei servizi sociali, ma entrare anche su quelli dell’economia, della mobilità, del turismo. Il welfare del ns territorio deve essere guidato verso meccanismi di partecipazione e di operatività economica del terzo settore, l’unico che può, in maniera disinteressata sviluppare il bene comune di un territorio e dare un contributo alla costruzione di scenari di sviluppo condivisi, sostenibili dal punto di vista sociale ed ambientale.
4) cultura ed identità : la montagna come comunità e come produttrice di senso della ns comunità, può essere uno dei fari del ns territorio.
le aziende della montagna e le associazioni di alpinismo e di tutela naturalistica, assieme alle componenti del terzo settore possono rappresentare un sorta di Marca territoriale.
a) formare un cluster di aziende che lavorano con e sulla montagna e di prodotti per la montagna e fornire progetti che integrino creatività, arte e produzioni ecosostenibili.
b) creare un network con aziende del settore a livello internazionale con cui confrontarsi sui temi della eco sostenibilità e della RSI e della creatività
c) istituire , un premio internazionale etica ed estetica proposto da una commissione del terzo settore (novità assoluta) con lo scopo di far emergere e mettere a sistema le buone pratiche della RSI territoriali
d) promuovere convegnistica a livello internazionale e mostre sui temi di cui sopra che richiami le persone che nel mondo della montagna e della sua industria sono più attenti e sensibili a questi nuove tendenze
e) Allargare gli ambiti: cercare il confronto anche con i mondi dell’ambiente e dell’arte dell’ambiente. È da ricercare il collegamento ad altre istituzioni ed aree che a livello europeo stanno lavorando sui temi della salvaguardia dell’ambiente montano
f) supportare le iniziative di promozione degli archivi (vedi Modisca), iniziative sportive collaterali e collegate come spirito alle precedenti
g) sviluppare e promuovere iniziative d’arte e cultura della montagna : vedi suoni delle dolomiti, Barro montagna delle Genti,
Parola d’ordine: Lecco di nuovo capitale internazionale “morale” dell’alpinismo e della montagna
5) new deal della cultura:
ri-animare valorizzando le risorse locali collegando competenze e vissuti trasversali a diverse settori e discipline
collegarsi a centri di produzione nazionali ed internazionali,
valorizzare spazi informali e ottimizzare quelli istituzionali (completando le carenze infrastrutturali di base)
creazione di nuovi centri di produzione artistica coinvolgendo
identificare e valorizzare le marche territoriali
non possiamo fare ancora la banale lista della spesa indifferenziata (..il palazzetto , l’isola Viscontea..). Deve essere invece essere fatta un’analisi seria sulle infrastrutture della cultura differenziando ruoli e situazioni di depositi e magazzini dell’arte e della cultura, i luoghi della partecipazione, i luoghi della produzione.
Sono i bisogni e le opzioni di crescita del tessuto sociale, culturale, dell’arte dell’economia, e a creare le necessità di configurazione degli spazi .
Senza una visione del fine non si può partire a stabilire a lista.
Partire dal fondo del problema non si cava nulla.
Anzi deve essere criticato aspramente il metodo fin qui tenuto dalle amministrazioni. Piuttosto che fare a vanvera (vedi museo d’arte contemporanea che costerà sia in edificazione che manutenzione) bisogna capire qual è la strategia dello sviluppo culturale nei prossimi 10 – 20 anni.
Basterebbe capire cosa è successo nella città gemellata di Maçon egli ultimi 20 anni e paragonarla a Lecco, per capire, anche attraverso le buone pratiche del confronto, che dovrebbero animare i gemellaggi (se no servono solo a organizzare mangiate) quali possibilità ci siamo persi nella valorizzazione di cultura e territorio.
La proposta dovrà anche tenere presente la valorizzazione di spazi anche non convenzionali, assieme a proposte di messa a sistema delle tante eccellenze che questo territorio possiede. Vedi ad esempio quello di costruire una Cittadellarte nel Garabuso, dove potrebbero trovare spazio parecchi progetti anche legati alla memoria del ferro.
Di Territorio si parla perché lecco è parte di un territorio: anche le partecipazioni al Consorzio del parco monte barro ed alla Comunità montana devono trovare spunto di rilancio e di collegamento ad una visione collaborativa.
6) la pianificazione strategica economica della città nel territorio, il ruolo di Lecco nell’Expo 2015 :
ridiscutere il piano di sviluppo del territorio proposto dalla CCIAA, dove il benessere della nostra comunità viene derivato soprattutto da una migliore mobilità???
Alla povertà di contenuti e proposte, ma soprattutto per i modelli di sviluppo proposti vedi sopra ai progetti del punto 1, per una visione integrata, e soprattutto partecipata.
Ci sono oltre 200 mio di € allocati in una trentina di capitoli. Parecchi di questi vanno riletti, discussi, condivisi alla luce di una diversa visione.
L’expo 2015 deve essere un occasione per farlo diventare l’occasione per sviluppare i luoghi del bene comune: i tavoli della cultura e del terzo settore soprattutto devono giocare un ruolo anche nella nostra città
Primi firmatari
Angelo Riva (presid. CRAMS)
Lara Elli (Robindart Factory)
Ruggero Meles (Modisca)
Cesare Perego (ex presid. Comunità Montana Lario Occidentale)
Ivan Sirtori (Robindart Factory)
Uberto Pozzoli ( Istituto Medea - La Nostra Famiglia)
argomento:
GENTI IN VIAGGIO
DIARIO DELLA NUOVA NASCITA
10 MARZO 2010 15.26
La realtà è fatta di “cose” che si fanno, e di “cose” che si ricevono, essere in questo mutare consiste nell’ essere sulla stessa onda, ci si capisce e ci si giudica….
Sentire evolvere dentro un “modo” d’ Essere , che sta al di fuori di quell’ onda in cui si oscilla a diverse intensità tra tristezza e apatia, tra gioia e vivacità( espressioni in qualche modo tutte esteriori ) è Essere “fermo” , al di fuori di un movimento che si vede in un determinato tempo.
Una persona che si trasforma , che entra in contatto con le proprie “ risoluzioni” attraverso un “tipo” di energia che si autoalimenta, da dentro,Può essere
conosciuta non vista.
La maschera reale è da lasciar sciogliere come ghiaccio nell’ energia di ciò che è , per “meritarsi” la propria, totale responsabilità.
Le realtà mutanti create in anni , dal fuori, dalle esperienze necessitano di una “sistemata” dal succo nutriente dall’ interno dell’ acino … è Potere.
Essere abita oltre ciò che appare e quando una situazione, è il fondersi della realtà che ci ha accompagnato fin qui , con l’ energia di ciò che SEI, accade qualcosa
che non ha a che fare con quello che noi o gli altri ci aspettiamo o aspettano.
Ci si dimentica di sé stessi e ciò che arriva, può o non può corrispondere alla nostra idea, o idea altrui , di persona realizzata o gioiosa o libera o Tutto questo, è l’ ego che è alla ricerca , che vuole arrivare ad essere questo o quello.
Tu sei in pace , tranquillo anche se si può presentare un “sapore” nuovo , diverso ……..
08 MARZO 2010 20.19
Il sé regala gratificazioni fintanto che trova consensi , sostenitori dall’ esterno ,ma nel momento in cui non è così ,ego e sofferenza sono la stessa cosa.
Una sofferenza che induce a trovare negli altri la colpa…non ci si assume la propria responsabilità e si sopravvive di giudizi nei confronti del mondo, aspettando una “vittoria” che dia ragione e soddisfazione all’ ego, ci si dibatte nel voler creare qualcosa e si deve continuamente mentire a se stessi e agli altri ,galleggiando in una falsa gioia che è sottile , “molle”…..E’ una gioia come l’ acqua tiepida, non ti infiamma non “brucia” fino a scuoterti nelle ossa, fino a sentirti fluttuare da terra.
Anche il dolore dell’ego è qualcosa che non ha a che fare con “Te” , non arriva al cuore , non ti lascia tranquillo, “meditativo” , è rabbia contro il mondo che non ti capisce.
Oscilli dall’ euforia alla rabbia per un nulla , se le cose non vanno nel verso che il tuo sé è abituato a vivere , e provi anche la paura di essere scoperto mentre “menti”.
C’è la paura di mostrare qualcosa che all ‘ ego non piace,perché non troverebbe le solite soddisfazioni…. in cui si sta” bene”!??’
“ Smetti di intessere una rete intorno a te stesso: avventura la tua vita e la tua anima nel sentiero della sincerità…..
Lotta con tutte le tue forze per passare dal nulla all’ Essere, e fa in modo di essere inebriato dal vino di Dio “ Hakim Sanai
l’ ego ti accompagna fino a metà strada ,ti dona e ti toglie in superficie , ma poi lascialo sciogliere come il ghiaccio al sole,lascialo fondere nella tua ricerca, mentre bruci guardando oltre.
Sembra che ti fai male da solo, sembra sciocco ,inutile, sbagliato non accontentarsi , c’ è chi ti dice di non farlo , chi ti suggerisce il “silenzio “, ma nel cuore senti un urlo sordo : noooo!!!!
, si può provare e ti accorgi del Reale che rimane ,che nonostante tutto è ciò che sei, ti accorgi della trasformazione del tuo modo d’ Essere ,di sentirti e lentamente il bisogno di mostrare
qualcosa di “TE” che non è Reale si dissolve sullo sfondo.
Forse ti senti triste , ma in quella tristezza sei “bellissimo”.
Accorgendoti di questa sottile ma ampia differenza , puoi scegliere.
La realtà è fatta di “cose” che si fanno, e di “cose” che si ricevono, essere in questo mutare consiste nell’ essere sulla stessa onda, ci si capisce e ci si giudica….
Sentire evolvere dentro un “modo” d’ Essere , che sta al di fuori di quell’ onda in cui si oscilla a diverse intensità tra tristezza e apatia, tra gioia e vivacità( espressioni in qualche modo tutte esteriori ) è Essere “fermo” , al di fuori di un movimento che si vede in un determinato tempo.
Una persona che si trasforma , che entra in contatto con le proprie “ risoluzioni” attraverso un “tipo” di energia che si autoalimenta, da dentro,Può essere
conosciuta non vista.
La maschera reale è da lasciar sciogliere come ghiaccio nell’ energia di ciò che è , per “meritarsi” la propria, totale responsabilità.
Le realtà mutanti create in anni , dal fuori, dalle esperienze necessitano di una “sistemata” dal succo nutriente dall’ interno dell’ acino … è Potere.
Essere abita oltre ciò che appare e quando una situazione, è il fondersi della realtà che ci ha accompagnato fin qui , con l’ energia di ciò che SEI, accade qualcosa
che non ha a che fare con quello che noi o gli altri ci aspettiamo o aspettano.
Ci si dimentica di sé stessi e ciò che arriva, può o non può corrispondere alla nostra idea, o idea altrui , di persona realizzata o gioiosa o libera o Tutto questo, è l’ ego che è alla ricerca , che vuole arrivare ad essere questo o quello.
Tu sei in pace , tranquillo anche se si può presentare un “sapore” nuovo , diverso ……..
08 MARZO 2010 20.19
Il sé regala gratificazioni fintanto che trova consensi , sostenitori dall’ esterno ,ma nel momento in cui non è così ,ego e sofferenza sono la stessa cosa.
Una sofferenza che induce a trovare negli altri la colpa…non ci si assume la propria responsabilità e si sopravvive di giudizi nei confronti del mondo, aspettando una “vittoria” che dia ragione e soddisfazione all’ ego, ci si dibatte nel voler creare qualcosa e si deve continuamente mentire a se stessi e agli altri ,galleggiando in una falsa gioia che è sottile , “molle”…..E’ una gioia come l’ acqua tiepida, non ti infiamma non “brucia” fino a scuoterti nelle ossa, fino a sentirti fluttuare da terra.
Anche il dolore dell’ego è qualcosa che non ha a che fare con “Te” , non arriva al cuore , non ti lascia tranquillo, “meditativo” , è rabbia contro il mondo che non ti capisce.
Oscilli dall’ euforia alla rabbia per un nulla , se le cose non vanno nel verso che il tuo sé è abituato a vivere , e provi anche la paura di essere scoperto mentre “menti”.
C’è la paura di mostrare qualcosa che all ‘ ego non piace,perché non troverebbe le solite soddisfazioni…. in cui si sta” bene”!??’
“ Smetti di intessere una rete intorno a te stesso: avventura la tua vita e la tua anima nel sentiero della sincerità…..
Lotta con tutte le tue forze per passare dal nulla all’ Essere, e fa in modo di essere inebriato dal vino di Dio “ Hakim Sanai
l’ ego ti accompagna fino a metà strada ,ti dona e ti toglie in superficie , ma poi lascialo sciogliere come il ghiaccio al sole,lascialo fondere nella tua ricerca, mentre bruci guardando oltre.
Sembra che ti fai male da solo, sembra sciocco ,inutile, sbagliato non accontentarsi , c’ è chi ti dice di non farlo , chi ti suggerisce il “silenzio “, ma nel cuore senti un urlo sordo : noooo!!!!
, si può provare e ti accorgi del Reale che rimane ,che nonostante tutto è ciò che sei, ti accorgi della trasformazione del tuo modo d’ Essere ,di sentirti e lentamente il bisogno di mostrare
qualcosa di “TE” che non è Reale si dissolve sullo sfondo.
Forse ti senti triste , ma in quella tristezza sei “bellissimo”.
Accorgendoti di questa sottile ma ampia differenza , puoi scegliere.
argomento:
Marusca Pozzoni
L'ARTE NELLA COMUNICAZIONE SOCIALE - Riflessioni sul ruolo sociale dell’arte
“L’arte nella comunicazione sociale”, vuole essere un’occasione per riscoprire e valorizzare l’arte come strumento di comunicazione umana.
L’arte dice l’indicibile, offre espressione a ciò che non ha accesso alla parola, perché la trascende, perché non si lascia catturare dalle sue strette maglie, le maglie grammaticali, sintattiche, lessicali, che deformano e riformano, per adattare ad una forma-altra precostituita. Ogni parola è necessariamente un pregiudizio: una categorizzazione concettuale della realtà.
Il linguaggio artistico allarga le possibilità del comunicabile, oltrepassando la dimensione del significato, e accedendo a quella del senso, puntando quindi sulla dimensione evocativa, sinestesica; agendo come fonte di insight, intuizioni; fecondando l’UOMO-UNO, pronto a partorire nuove visioni di sé.
“Ciò di cui non si può parlare bisogna tacere”, sosteneva Wittgenstein. A questo Eco rispondeva: “Ciò di cui non si può teorizzare, bisogna narrare”. Esistono dunque espressioni vive dell’indicibile, sue trasformazioni alchemiche in forme molteplici. E dove vi è autenticità espressiva, lì s’annida la potenzialità artistica.
L’arte porta l’immagine trasformata della realtà, sottoposta al filtro-uomo.
Crediamo che l’arte possa essere riconosciuta per la sua capacità di moltiplicare i mondi, attraverso quella che Hillman (1984) definisce la base poetica della mente, una “redenzione della psiche dal suo pedestre realismo, un risveglio del cuore che immagina, delle sensibilità, delle intimità, dei ricordi”.
L’arte porta all’uomo il poetico. Rileggendo Kierkegaard: “La cosa fondamentale è mettere in tutti i modi il poetico in rapporto alla vita, esercitando un potere magico, far scintillare all’improvviso uno sprazzo di luce inaspettata…”.
Ciò significa affermare che il poetico ha una funzione reale. Non soddisfa un semplice piacere esteriore effimero, futile dimensione oziosa che elude il pragmatismo della vita. La vita è anche dimensione poetica, e l’arte può svelarla.
Non riconoscere il poetico come parte dell’umano, porta ad una scissione e ad una riduzione dell’uomo a frammento, ad arto, conducendo l’essere al nulla della pura materialità: superstizione della materia.
L’arte propone un linguaggio vivo, non alienato dalle componenti affettive e spirituali dell’umano. Un linguaggio che non si riduce a puro intelletto: linguaggio del pensiero e pensiero del linguaggio. L’arte aggiunge il soggetto alla comunicazione.
L’arte conserva fortemente l’aspetto analogico, che permette una rappresentazione del sottile, dello sfumato, del dinamico. Così conserva traccia della pluralità, della molteplicità, aprendo la possibilità ad un pensiero complesso, che non si arrende a forme stereotipate e unilaterali.
L’arte apre voragini di senso.
Sebbene sia impossibile definire icasticamente l’arte, certamente possiamo affermare che essa è in stretta relazione con la funzione digestivo-elaborativa dell’uomo, come suggerisce Hillman (ibidem):
“Un avvenimento diventa esperienza, si sposta dall’esteriore all’interiore, si fa anima, quando passa attraverso un processo psicologico, quando l’anima vi fluisce in uno dei suoi tanti modi […].
Questo permette un’altra importante operazione:
“L’anima rallenta la parata della storia; la digestione doma l’appetito; l’esperienza coagula gli avvenimenti. Credo che, se sapessimo esperire di più, ci sarebbe minor bisogno di avvenimenti, e avrebbe fine lo scorrere troppo rapido del tempo; credo anche che quanto non digeriamo si riversi altrove, negli altri, nel mondo politico, nei sogni, nei sintomi del corpo, diventando letterale ed esteriore (e lo chiamiamo storia), perché è troppo duro per noi e troppo opaco per poter essere squarciato o intuito […]. Quello che sperimentiamo davvero, filtrandolo attraverso un processo immaginativo, è tolto dalle strade del tempo e dal mare ignaro della nostra turbolenza mentale”.
L’arte, dunque, trasforma gli eventi in esperienza, digerendoli e venendo ad arricchire il bagaglio dell’umano - in ogni uomo - liberando dalla dimensione indigesta, che ha come unico destino, quello di inquinare (relazionalmente, emotivamente, culturalmente, spiritualmente).
Arte, dunque, come traghettatrice verso un territorio dove le regole sono diverse dalle consuete, poco note o addirittura sconosciute. Canale d’accesso, che sviluppa importanti facoltà umane:
- l’agire all’interno di mutamenti repentini, che permette di adattarsi meglio alla dimensione del reale: “sei più accessibile al mondo e il mondo è più accessibile a te”. Dall’adeguarsi - che comporta una privazione dell’IO - all’adattarsi, rendersi cioè “adatti a”;
- la possibilità di diventare attore, di portare innovazione e mutamento, in una situazione non passiva;
- la sospensione del tempo storico, dove il prima e il dopo cronologici vengono superati, per far emergere la dimensione del DURANTE; questo in una situazione in cui la soglia tra mondo interno e mondo esterno è più sottile. Ciò richiede un IO cosciente, che diriga le nostre azioni e torni a percepire il tempo biologico, il tempo delle cose vive.
L’azione è sempre del presente, perché “nulla può fermare la forza maestosa degli atti”.
Ivan Sirtori, Emilio Giossi
L’arte dice l’indicibile, offre espressione a ciò che non ha accesso alla parola, perché la trascende, perché non si lascia catturare dalle sue strette maglie, le maglie grammaticali, sintattiche, lessicali, che deformano e riformano, per adattare ad una forma-altra precostituita. Ogni parola è necessariamente un pregiudizio: una categorizzazione concettuale della realtà.
Il linguaggio artistico allarga le possibilità del comunicabile, oltrepassando la dimensione del significato, e accedendo a quella del senso, puntando quindi sulla dimensione evocativa, sinestesica; agendo come fonte di insight, intuizioni; fecondando l’UOMO-UNO, pronto a partorire nuove visioni di sé.
“Ciò di cui non si può parlare bisogna tacere”, sosteneva Wittgenstein. A questo Eco rispondeva: “Ciò di cui non si può teorizzare, bisogna narrare”. Esistono dunque espressioni vive dell’indicibile, sue trasformazioni alchemiche in forme molteplici. E dove vi è autenticità espressiva, lì s’annida la potenzialità artistica.
L’arte porta l’immagine trasformata della realtà, sottoposta al filtro-uomo.
Crediamo che l’arte possa essere riconosciuta per la sua capacità di moltiplicare i mondi, attraverso quella che Hillman (1984) definisce la base poetica della mente, una “redenzione della psiche dal suo pedestre realismo, un risveglio del cuore che immagina, delle sensibilità, delle intimità, dei ricordi”.
L’arte porta all’uomo il poetico. Rileggendo Kierkegaard: “La cosa fondamentale è mettere in tutti i modi il poetico in rapporto alla vita, esercitando un potere magico, far scintillare all’improvviso uno sprazzo di luce inaspettata…”.
Ciò significa affermare che il poetico ha una funzione reale. Non soddisfa un semplice piacere esteriore effimero, futile dimensione oziosa che elude il pragmatismo della vita. La vita è anche dimensione poetica, e l’arte può svelarla.
Non riconoscere il poetico come parte dell’umano, porta ad una scissione e ad una riduzione dell’uomo a frammento, ad arto, conducendo l’essere al nulla della pura materialità: superstizione della materia.
L’arte propone un linguaggio vivo, non alienato dalle componenti affettive e spirituali dell’umano. Un linguaggio che non si riduce a puro intelletto: linguaggio del pensiero e pensiero del linguaggio. L’arte aggiunge il soggetto alla comunicazione.
L’arte conserva fortemente l’aspetto analogico, che permette una rappresentazione del sottile, dello sfumato, del dinamico. Così conserva traccia della pluralità, della molteplicità, aprendo la possibilità ad un pensiero complesso, che non si arrende a forme stereotipate e unilaterali.
L’arte apre voragini di senso.
Sebbene sia impossibile definire icasticamente l’arte, certamente possiamo affermare che essa è in stretta relazione con la funzione digestivo-elaborativa dell’uomo, come suggerisce Hillman (ibidem):
“Un avvenimento diventa esperienza, si sposta dall’esteriore all’interiore, si fa anima, quando passa attraverso un processo psicologico, quando l’anima vi fluisce in uno dei suoi tanti modi […].
Questo permette un’altra importante operazione:
“L’anima rallenta la parata della storia; la digestione doma l’appetito; l’esperienza coagula gli avvenimenti. Credo che, se sapessimo esperire di più, ci sarebbe minor bisogno di avvenimenti, e avrebbe fine lo scorrere troppo rapido del tempo; credo anche che quanto non digeriamo si riversi altrove, negli altri, nel mondo politico, nei sogni, nei sintomi del corpo, diventando letterale ed esteriore (e lo chiamiamo storia), perché è troppo duro per noi e troppo opaco per poter essere squarciato o intuito […]. Quello che sperimentiamo davvero, filtrandolo attraverso un processo immaginativo, è tolto dalle strade del tempo e dal mare ignaro della nostra turbolenza mentale”.
L’arte, dunque, trasforma gli eventi in esperienza, digerendoli e venendo ad arricchire il bagaglio dell’umano - in ogni uomo - liberando dalla dimensione indigesta, che ha come unico destino, quello di inquinare (relazionalmente, emotivamente, culturalmente, spiritualmente).
Arte, dunque, come traghettatrice verso un territorio dove le regole sono diverse dalle consuete, poco note o addirittura sconosciute. Canale d’accesso, che sviluppa importanti facoltà umane:
- l’agire all’interno di mutamenti repentini, che permette di adattarsi meglio alla dimensione del reale: “sei più accessibile al mondo e il mondo è più accessibile a te”. Dall’adeguarsi - che comporta una privazione dell’IO - all’adattarsi, rendersi cioè “adatti a”;
- la possibilità di diventare attore, di portare innovazione e mutamento, in una situazione non passiva;
- la sospensione del tempo storico, dove il prima e il dopo cronologici vengono superati, per far emergere la dimensione del DURANTE; questo in una situazione in cui la soglia tra mondo interno e mondo esterno è più sottile. Ciò richiede un IO cosciente, che diriga le nostre azioni e torni a percepire il tempo biologico, il tempo delle cose vive.
L’azione è sempre del presente, perché “nulla può fermare la forza maestosa degli atti”.
Ivan Sirtori, Emilio Giossi
argomento:
Ivan Sirtori
DIARIO DELLA NUOVA NASCITA
Scritti di Marusca Pozzoni, a testimonianza in progress dell'esperienza che segue la sua realizzazione, datata 6 dicembre 2009, lo sbriciolamento dell'Ego e la rinascita nella presenza dell'Essere.
05 MARZO 2010 19.21
Essere qui e ora è sentire ciò che è vivendolo in ciò che Sei …è Potere : tutti i sensi convogliano uniti nel donare “consenso” all’ energia che abbraccia
in sé un altro po’ di niente “ entrando così nel Tutto , ascolti accorgendoti che sei tu ospite accolto di una grande forza.
Spostare un sasso da qui a lì, correre in un prato anche nudo se ti va , ululare alla luna , scalare le montagne , battere un tamburo fino a sentire qualcosa che non sentiresti…….sono un “fare” più o meno eccentrico o più o meno normale , dipende da chi è l’ osservatore.
Osservatore inteso come persona esterna o anche te stesso che ti osservi ,mentre compi quelle azioni.
Sono occasioni in cui si fa uso dell’ energia, l’ energia viene utilizzata per fare ciò che …ti…senti.
Tu usi l’ energia e ne osservi l esprimersi ,le conseguenze più o meno evidenti, più o meno da guardare e sentire, sei tu e l’ energia :
“Tu che non sai nulla della vita che si sprigiona dal nettare dell’ uva, fino a quando resterai inebriato dalla forma esteriore dell’acino?
Perché menti affermando di essere ubriaco?” Hakim Sanai
Nel non più interesse , attaccamento, abitudine all’ essere “separato “ dall’ Energia , nella non speranza paura , nell’ esserci abbastanza coraggio e amore
di scomparire come piccola forza energia , sei al cospetto, sei ospite del fuoco e ti trasformi in fuoco…devi scomparire come piccola fiamma e diventi sole , scomparire come goccia nell’ oceano per Essere oceano ,NON SEI TU che cerchi è lui che ti trova.
L’ energia possiede e attraversa il tuo corpo senza diventare nulla : senza diventare soddisfazione , sfogo, appagamento, realizzazione dell’ ego.
“colui che conquista l’ amore è colui che l’ amore conquista. L ho potuto amare perché il suo amore ha elettrizzato il mio cuore, questo è l’ avvio “,si, questo è l’ avvio e ti stupisci , ti meravigli e nel meravigliarsi è insito il non aspettarsi nulla e accogliere ciò che accade.
Non ci sei più tu e l’ energia , l’ energia è presente a te e viceversa , allora Veramente non sai e lasci……
Sei “pieno”, nessun tipo di fare può entrare per nutrire alcun tipo di ego e non c’ è nessuna soglia da attraversare per giungere ad un agire che ti possa nutrire.
Non sai come ti senti , NON LO PUOI SAPERE non si può più scindere, puoi SOLO accogliere Tutto : la tristezza , la gioia, la solitudine, il dolore , stai con quello che c’è e nasce INSIEME un sorriso ,non si possono più separare, ti dimentichi di te stesso e rimembri l’ energia che possiede ogni tutto.
Vibri , bruci , tremi , sei “ubriaco” di qualcosa che non sei più tu ad usare o a credere di usare , non c ‘è due in cui uno pretendeva ancora di poter guardare,
ma UNO.
05 MARZO 2010 19.21
Essere qui e ora è sentire ciò che è vivendolo in ciò che Sei …è Potere : tutti i sensi convogliano uniti nel donare “consenso” all’ energia che abbraccia
in sé un altro po’ di niente “ entrando così nel Tutto , ascolti accorgendoti che sei tu ospite accolto di una grande forza.
Spostare un sasso da qui a lì, correre in un prato anche nudo se ti va , ululare alla luna , scalare le montagne , battere un tamburo fino a sentire qualcosa che non sentiresti…….sono un “fare” più o meno eccentrico o più o meno normale , dipende da chi è l’ osservatore.
Osservatore inteso come persona esterna o anche te stesso che ti osservi ,mentre compi quelle azioni.
Sono occasioni in cui si fa uso dell’ energia, l’ energia viene utilizzata per fare ciò che …ti…senti.
Tu usi l’ energia e ne osservi l esprimersi ,le conseguenze più o meno evidenti, più o meno da guardare e sentire, sei tu e l’ energia :
“Tu che non sai nulla della vita che si sprigiona dal nettare dell’ uva, fino a quando resterai inebriato dalla forma esteriore dell’acino?
Perché menti affermando di essere ubriaco?” Hakim Sanai
Nel non più interesse , attaccamento, abitudine all’ essere “separato “ dall’ Energia , nella non speranza paura , nell’ esserci abbastanza coraggio e amore
di scomparire come piccola forza energia , sei al cospetto, sei ospite del fuoco e ti trasformi in fuoco…devi scomparire come piccola fiamma e diventi sole , scomparire come goccia nell’ oceano per Essere oceano ,NON SEI TU che cerchi è lui che ti trova.
L’ energia possiede e attraversa il tuo corpo senza diventare nulla : senza diventare soddisfazione , sfogo, appagamento, realizzazione dell’ ego.
“colui che conquista l’ amore è colui che l’ amore conquista. L ho potuto amare perché il suo amore ha elettrizzato il mio cuore, questo è l’ avvio “,si, questo è l’ avvio e ti stupisci , ti meravigli e nel meravigliarsi è insito il non aspettarsi nulla e accogliere ciò che accade.
Non ci sei più tu e l’ energia , l’ energia è presente a te e viceversa , allora Veramente non sai e lasci……
Sei “pieno”, nessun tipo di fare può entrare per nutrire alcun tipo di ego e non c’ è nessuna soglia da attraversare per giungere ad un agire che ti possa nutrire.
Non sai come ti senti , NON LO PUOI SAPERE non si può più scindere, puoi SOLO accogliere Tutto : la tristezza , la gioia, la solitudine, il dolore , stai con quello che c’è e nasce INSIEME un sorriso ,non si possono più separare, ti dimentichi di te stesso e rimembri l’ energia che possiede ogni tutto.
Vibri , bruci , tremi , sei “ubriaco” di qualcosa che non sei più tu ad usare o a credere di usare , non c ‘è due in cui uno pretendeva ancora di poter guardare,
ma UNO.
argomento:
Marusca Pozzoni
DIARIO DELLA NUOVA NASCITA
Scritti di Marusca Pozzoni, a testimonianza in progress dell'esperienza che segue la sua realizzazione, datata 6 dicembre 2009, lo sbriciolamento dell'Ego e la rinascita nella presenza dell'Essere.
04 MARZO 2010 20.30
Essere ciò che è, è al di quà di ogni quà...
è quì e ora senza tempo, è l' origine : c'è si sente ,ti senti.
Vai al prima di te stesso, non ci sei più ed esisti.
La Vita al di là della morte fisica dovrebbe essere questo STATO D' ESSERE?
Ma la domanda cade da sola ,Adesso c' è Vita, è la verità che è presente,non è teoria è una realtà sperimentata.
Essere nello STATO D'ESSERE è come "passare" in un solo senso ,il Tutto : TUTTO ciò che sei è Potere ,convoglia in un'UNICA energia e da quì la spinta , le spinte che non hanno nome .........
04 MARZO 2010 20.30
Essere ciò che è, è al di quà di ogni quà...
è quì e ora senza tempo, è l' origine : c'è si sente ,ti senti.
Vai al prima di te stesso, non ci sei più ed esisti.
La Vita al di là della morte fisica dovrebbe essere questo STATO D' ESSERE?
Ma la domanda cade da sola ,Adesso c' è Vita, è la verità che è presente,non è teoria è una realtà sperimentata.
Essere nello STATO D'ESSERE è come "passare" in un solo senso ,il Tutto : TUTTO ciò che sei è Potere ,convoglia in un'UNICA energia e da quì la spinta , le spinte che non hanno nome .........
argomento:
Marusca Pozzoni
CHI AIUTA I GENITORI?
Ciclo di cinque incontri rivolti ai genitori d'ogni età.
Presso le Scuole elementari di Barzanò, Via Leonardo da Vinci.
Promosso da Comune, Scuola e associazione Mano Amica.
CONDUCONO:
Dottor Ivan Sirtori, Psicologo, Poeta, Cantautore, Papà
Dottoressa Elena Galante, Formatrice, Fisica, Coach, Mamma
1° Venerdì 12 Febbraio 2010 – ore 20.45
Dottoressa Elena Galante
LE FRONTIERE DELLA COMUNICAZIONE
Suggerimenti per evitare incomprensioni e vivere
serenamente nella vita di tutti i giorni.
2° Venerdì 26 Febbraio 2010 – ore 20.45
Dottor Ivan Sirtori
LA COPPIA CRESCE O SCOPPIA
L’importanza di coltivare la relazione tra moglie e marito per alimentare la genitorialità e il benessere dell’intera famiglia – “Regole” e suggerimenti.
3° Giovedì 11 Marzo 2010 – ore 20.45
Dottoressa Elena Galante
PAPA' E MAMMA: CHI FIRMA LA PAGELLA?
L’importanza di un patto educativo tra genitori e scuola.
4° Giovedì 25 Marzo 2010 – ore 20.45
Dottor Ivan Sirtori
I SENSI DELLA FAMIGLIA
La famiglia che percepisce attraverso i suoi sensi e la famiglia che ricerca il suo senso.
5° Venerdì 9 Aprile 2010 – ore 20.45
Dottor Ivan Sirtori e Dottoressa Elena Galante
DENTRO E FUORI LA FAMIGLIA
Prendersi cura delle relazioni, all’interno e all’esterno di quella cellula che è la famiglia.
Presso le Scuole elementari di Barzanò, Via Leonardo da Vinci.
Promosso da Comune, Scuola e associazione Mano Amica.
CONDUCONO:
Dottor Ivan Sirtori, Psicologo, Poeta, Cantautore, Papà
Dottoressa Elena Galante, Formatrice, Fisica, Coach, Mamma
1° Venerdì 12 Febbraio 2010 – ore 20.45
Dottoressa Elena Galante
LE FRONTIERE DELLA COMUNICAZIONE
Suggerimenti per evitare incomprensioni e vivere
serenamente nella vita di tutti i giorni.
2° Venerdì 26 Febbraio 2010 – ore 20.45
Dottor Ivan Sirtori
LA COPPIA CRESCE O SCOPPIA
L’importanza di coltivare la relazione tra moglie e marito per alimentare la genitorialità e il benessere dell’intera famiglia – “Regole” e suggerimenti.
3° Giovedì 11 Marzo 2010 – ore 20.45
Dottoressa Elena Galante
PAPA' E MAMMA: CHI FIRMA LA PAGELLA?
L’importanza di un patto educativo tra genitori e scuola.
4° Giovedì 25 Marzo 2010 – ore 20.45
Dottor Ivan Sirtori
I SENSI DELLA FAMIGLIA
La famiglia che percepisce attraverso i suoi sensi e la famiglia che ricerca il suo senso.
5° Venerdì 9 Aprile 2010 – ore 20.45
Dottor Ivan Sirtori e Dottoressa Elena Galante
DENTRO E FUORI LA FAMIGLIA
Prendersi cura delle relazioni, all’interno e all’esterno di quella cellula che è la famiglia.
argomento:
[EVENTI]
DIARIO DELLA NUOVA NASCITA
Scritti di Marusca Pozzoni, a testimonianza in progress dell'esperienza che segue la sua realizzazione, datata 6 dicembre 2009, lo sbriciolamento dell'Ego e la rinascita nella presenza dell'Essere.
02 MARZO 2010 20.25
Ciò che vive "può" morire, pensare alla morte, come affrontarla …incontrarla ,conduce a sentire la Vita , è inevitabile.
Cercare di “scoprire” la morte , di “meditare” sulla morte fisica è uscire da ciò che siamo qui e ora, si riduce a fantasticare su cosa ci potrebbe essere o non- essere, o a trovarsi in un vivere angosciati, ansiosi, impauriti.
Non si pùò pensare alla morte fisica se non come abbandono di ciò che c’ è in vita, è un salto possibile , Reale, ma nel momento in cui accade …senza ritorno, o comunque è un segreto ,che forse non ci è lecito conoscere ?
“morire” qui e ora nel mentre di ciò che è : è Essere niente e Tutto, “uscendo” da questo stato beato , ti senti addosso ,ti senti permeato da quello che hai sperimentato , da cosa SEI…questo sentire spinge, conduce....ad evolvere in ciò che è Vero: energia , essenza, agire nella totalità dell’ Essere che “funziona”come fonte di vita , come fonte di guarigione .
Accorgersi, sentirsi addosso la vita, accettare la Vita che possiede Potere è tendere alla guarigione Adesso, senza tempo, la morte accadrà nel momento che è restando per ora un segreto..
L’ uomo nasce per vivere, è nella sua natura , è innaturale dire di voler prepararsi alla morte , perché in Realtà non fa altro che accorgersi della Vita.
Fare qualcosa per avvicinarsi in un certo modo alla morte è “riconoscere “ naturalmente la Vita è accorgersi di cosa si è, questa è la morte in vita ,la morte è Vita,non c’è altro di Vero fin che il” segreto “della morte fisica non accade.
02 MARZO 2010 20.25
Ciò che vive "può" morire, pensare alla morte, come affrontarla …incontrarla ,conduce a sentire la Vita , è inevitabile.
Cercare di “scoprire” la morte , di “meditare” sulla morte fisica è uscire da ciò che siamo qui e ora, si riduce a fantasticare su cosa ci potrebbe essere o non- essere, o a trovarsi in un vivere angosciati, ansiosi, impauriti.
Non si pùò pensare alla morte fisica se non come abbandono di ciò che c’ è in vita, è un salto possibile , Reale, ma nel momento in cui accade …senza ritorno, o comunque è un segreto ,che forse non ci è lecito conoscere ?
“morire” qui e ora nel mentre di ciò che è : è Essere niente e Tutto, “uscendo” da questo stato beato , ti senti addosso ,ti senti permeato da quello che hai sperimentato , da cosa SEI…questo sentire spinge, conduce....ad evolvere in ciò che è Vero: energia , essenza, agire nella totalità dell’ Essere che “funziona”come fonte di vita , come fonte di guarigione .
Accorgersi, sentirsi addosso la vita, accettare la Vita che possiede Potere è tendere alla guarigione Adesso, senza tempo, la morte accadrà nel momento che è restando per ora un segreto..
L’ uomo nasce per vivere, è nella sua natura , è innaturale dire di voler prepararsi alla morte , perché in Realtà non fa altro che accorgersi della Vita.
Fare qualcosa per avvicinarsi in un certo modo alla morte è “riconoscere “ naturalmente la Vita è accorgersi di cosa si è, questa è la morte in vita ,la morte è Vita,non c’è altro di Vero fin che il” segreto “della morte fisica non accade.
argomento:
Marusca Pozzoni
USCITA DI SICUREZZA
L'unica via d'uscita dalla prigione (Matrix) è dentro di te (sempre che tu sappia di essere in una enorme, complessa e ben mascherata prigione) e si trova attraverso la delicatezza, la tenerezza, la percezione... papìp papìp papìp!!!
argomento:
Da vedere
SEI TU
Quando mi guardi io sono una stella che brilla nell’oscurità
leggo negli occhi
la luce emanata dall’essere che vive nel corpo tuo
e canta
Quando cammino le strade mi parlano d’uomini che piangono urlando
alzo lo sguardo
e vedo quel cielo vastissimo che avvolge ogni cosa
e respira
Quando io prego con gli occhi chiusi e la mente che vaga e ristà
sento quel vuoto
silente che grida e richiama attenzione a ogni azione
e mi ispira
Tornato a casa dentro il suo regno il Re alza la schiena e sospira
depone il vestito
e canta ballando il suo viaggio che informa la vita
e si rinnova
Ivan
leggo negli occhi
la luce emanata dall’essere che vive nel corpo tuo
e canta
Quando cammino le strade mi parlano d’uomini che piangono urlando
alzo lo sguardo
e vedo quel cielo vastissimo che avvolge ogni cosa
e respira
Quando io prego con gli occhi chiusi e la mente che vaga e ristà
sento quel vuoto
silente che grida e richiama attenzione a ogni azione
e mi ispira
Tornato a casa dentro il suo regno il Re alza la schiena e sospira
depone il vestito
e canta ballando il suo viaggio che informa la vita
e si rinnova
Ivan
argomento:
[MUSICA]
DIARIO DELLA NUOVA NASCITA
Scritti di Marusca Pozzoni, a testimonianza in progress dell'esperienza che segue la sua realizzazione, datata 6 dicembre 2009, lo sbriciolamento dell'Ego e la rinascita nella presenza dell'Essere.
28 FEBBRAIO 2010
L’ unica morte possibile Adesso è la morte che è vita :
la morte di “chi sono” ,e la vita di “ciò che è”.
La Vita di ciò che è : è energia, è essenza ,è origine….,questo sussiste ,è assenza di morte, “ non devi guardare il corpo, ma le forze invisibili in campo”.
Noi sappiamo chi siamo, lo sappiamo benissimo , lo vediamo tutti i giorni e tutti i giorni cerchiamo ,lottiamo ,ma c’ è la paura di lasciare andare ,la paura
della “morte” di tutti i piccoli sé , che si costruiscono ogni momento, e se sparissero non ci sarebbe nulla in sostituzione :nulla di meglio o comunque nulla a cui attaccarsi .
Se accadesse la morte fisica, saremmo obbligati a lasciare andare chi siamo,tutti i piccoli sé… resterebbe….? Ciò che è : niente e tutto.
La morte fisica non è Adesso ,morire è la fine ,il termine di chi siamo , vivere con la morte ogni momento sentendo la vita in ciò che è, in cosa siamo :
energia, essenza ,ciò che è Vero, pace ,quiete che sussiste fin che la morte fisica non accade….e oltre….,ma le parole che nascono dal nulla dell’ esperienza
possono indicare solo fin qui.
Essere e seguire la mente che pensa è impossibile : nel momento in cui segui la mente che pondera ,non puoi Essere, che è assenza di tempo è Potere qui e ora , la mente non gestisce le situazioni, ogni situazione è così vicina , che nemmeno vicina va bene , perché è il momento stesso e non c’ è tempo per pensare e ponderare, ci sei Tutto , hai agito nella totalità : hai fatto un salto !! Non è un susseguirsi di situazioni che si legano le une alle altre creando dolore o gioia o anche malattia come conseguenza……è scomparire in niente essenti Tutto nell’”istante “in cui si E’ : è un salto !
Può essere così anche per il salto nella morte ?
01 MARZO 2010 1
Anonimo ha detto...
Essere nella totalità è senza tempo , è Essere senza prima e dopo, la mente “cade “ prima di aver portato a compimento il suo intento e resti con niente: sei niente ,sei tutto ciò che è , sei tutto ciò che è in Potere.
La “malattia” è fatta di sintomi fisici che causano sofferenza anche emotiva, le paure si manifestano anche attraverso sintomi fisici.
La malattia ti coinvolge nella totalità, la salute è : Tutto Uno ,e nel “ momento”in cui sei niente , cioè lo stato in cui non sussiste il prima e la speranza nel dopo,
sei Tutto e lì , proprio lì , le cause dello stare male non possono più agire concatenate nel corpo e nella mente , non ti possiedono e non sussiste nemmeno la speranza in qualche soluzione , che non sia in atto nel qui e ora !
Le cause del dolore , non agiscono imprigionando mente e corpo, non perché sono state scacciate o perché fingiamo con finti sorrisi di essere ciò che crediamo,
non sarebbe possibile, perché esistono , ma Adesso esistono come mele marce cadute dalla pianta , sono state inglobate , accettate nel tutto, dissolvendosi nel niente che è libertà, Potere di guarire.
L accettazione completa, totale è nello stato d’Essere del qui e ora, nel Potere di Essere ciò che è : pura energia , fuoco che brucia , purifica……
Essere niente è verificare che la mente “cade”a metà della sua opera…., Essere Tutto è assenza di tempo in cui l’energia vitale , la Sorgente , l’ essenza …o come la si vuole chiamare , PUO’ AGIRE !!!
E’ possibile dedicare del tempo all’ energia , allenarsi o altro? Non lo so , perché nel momento in cui E’ , “TU” SEI e non sussiste altro ,ma l’ accompagnarsi a
Sentire cosa è Vero fino in fondo , o quasi…..dà , “dona l’ inizio” alla morte dei piccoli sé , che dissolvendosi sullo sfondo , come il buio nel rispetto della luce,
evolvendo il Potere di Essere niente: senza prima e dopo o in questo momento, ma semplicemente dissolti nell’ Adesso, che è il Potere dell’ energia.
ADESSO E NON DOPO,nel rispetto di cosa siamo : energia
La morte è vita , quando c’è un termine , un ‘ accettazione nella totalità, qualcosa di” nuovo “rifiorisce.
28 FEBBRAIO 2010
L’ unica morte possibile Adesso è la morte che è vita :
la morte di “chi sono” ,e la vita di “ciò che è”.
La Vita di ciò che è : è energia, è essenza ,è origine….,questo sussiste ,è assenza di morte, “ non devi guardare il corpo, ma le forze invisibili in campo”.
Noi sappiamo chi siamo, lo sappiamo benissimo , lo vediamo tutti i giorni e tutti i giorni cerchiamo ,lottiamo ,ma c’ è la paura di lasciare andare ,la paura
della “morte” di tutti i piccoli sé , che si costruiscono ogni momento, e se sparissero non ci sarebbe nulla in sostituzione :nulla di meglio o comunque nulla a cui attaccarsi .
Se accadesse la morte fisica, saremmo obbligati a lasciare andare chi siamo,tutti i piccoli sé… resterebbe….? Ciò che è : niente e tutto.
La morte fisica non è Adesso ,morire è la fine ,il termine di chi siamo , vivere con la morte ogni momento sentendo la vita in ciò che è, in cosa siamo :
energia, essenza ,ciò che è Vero, pace ,quiete che sussiste fin che la morte fisica non accade….e oltre….,ma le parole che nascono dal nulla dell’ esperienza
possono indicare solo fin qui.
Essere e seguire la mente che pensa è impossibile : nel momento in cui segui la mente che pondera ,non puoi Essere, che è assenza di tempo è Potere qui e ora , la mente non gestisce le situazioni, ogni situazione è così vicina , che nemmeno vicina va bene , perché è il momento stesso e non c’ è tempo per pensare e ponderare, ci sei Tutto , hai agito nella totalità : hai fatto un salto !! Non è un susseguirsi di situazioni che si legano le une alle altre creando dolore o gioia o anche malattia come conseguenza……è scomparire in niente essenti Tutto nell’”istante “in cui si E’ : è un salto !
Può essere così anche per il salto nella morte ?
01 MARZO 2010 1
Anonimo ha detto...
Essere nella totalità è senza tempo , è Essere senza prima e dopo, la mente “cade “ prima di aver portato a compimento il suo intento e resti con niente: sei niente ,sei tutto ciò che è , sei tutto ciò che è in Potere.
La “malattia” è fatta di sintomi fisici che causano sofferenza anche emotiva, le paure si manifestano anche attraverso sintomi fisici.
La malattia ti coinvolge nella totalità, la salute è : Tutto Uno ,e nel “ momento”in cui sei niente , cioè lo stato in cui non sussiste il prima e la speranza nel dopo,
sei Tutto e lì , proprio lì , le cause dello stare male non possono più agire concatenate nel corpo e nella mente , non ti possiedono e non sussiste nemmeno la speranza in qualche soluzione , che non sia in atto nel qui e ora !
Le cause del dolore , non agiscono imprigionando mente e corpo, non perché sono state scacciate o perché fingiamo con finti sorrisi di essere ciò che crediamo,
non sarebbe possibile, perché esistono , ma Adesso esistono come mele marce cadute dalla pianta , sono state inglobate , accettate nel tutto, dissolvendosi nel niente che è libertà, Potere di guarire.
L accettazione completa, totale è nello stato d’Essere del qui e ora, nel Potere di Essere ciò che è : pura energia , fuoco che brucia , purifica……
Essere niente è verificare che la mente “cade”a metà della sua opera…., Essere Tutto è assenza di tempo in cui l’energia vitale , la Sorgente , l’ essenza …o come la si vuole chiamare , PUO’ AGIRE !!!
E’ possibile dedicare del tempo all’ energia , allenarsi o altro? Non lo so , perché nel momento in cui E’ , “TU” SEI e non sussiste altro ,ma l’ accompagnarsi a
Sentire cosa è Vero fino in fondo , o quasi…..dà , “dona l’ inizio” alla morte dei piccoli sé , che dissolvendosi sullo sfondo , come il buio nel rispetto della luce,
evolvendo il Potere di Essere niente: senza prima e dopo o in questo momento, ma semplicemente dissolti nell’ Adesso, che è il Potere dell’ energia.
ADESSO E NON DOPO,nel rispetto di cosa siamo : energia
La morte è vita , quando c’è un termine , un ‘ accettazione nella totalità, qualcosa di” nuovo “rifiorisce.
argomento:
Marusca Pozzoni
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