"Non ci importa di fuggire alla pazzia
se ci porta alla saggezza"
Lara a Ivan
LA REALTA' E' MAGICA
1.
Eb/Eb5+7
La realtà è magica
Lo riscopro ora
Mi sussurra piano
Origlia i desideri
F7
Che dal pozzo del cuore
F/C° G7
Risuonano quieti
2.
Mi alzo dal letto
Faccio capriole
Incontro un fiore in bagno
Mi dona il suoprofumo
L’istante si dilata
Sono tutti e nessuno
3.
Esco dalla porta
Confine della casa
Mi muove dentro il corpo
Confine del mio tempio
Converso con le cose
Che mi danzano attorno
RIT.
Cm7
Seduto sul trono
Bb/Cm7
In vetta al monte
Ab
Che punta gli occhi
Cm7
al cielo
D/Bb9
Ri do
Ab
Can to
Cm7-9
Li bro
Ab
A per to
4.
Il mondo si trasforma
Scorrendo nei miei occhi
Sgorgano parole
Fiumi d’esperienza
Che risplende al sole
Della mia coscienza
5.
Torno alla mia casa
Apro le finestre
Riordino un po’ attorno
Preparo da mangiare
Gioco con i bimbi
Bacio forte Lara
SOLO VOCE – EPILOGO
Eb9 Ab7+
Cm7-9 Bb/Cm7-9
Ab7+ Fm7
G/Ab7+ Ab
(ad lib)
Ab7
Ivan
Eb/Eb5+7
La realtà è magica
Lo riscopro ora
Mi sussurra piano
Origlia i desideri
F7
Che dal pozzo del cuore
F/C° G7
Risuonano quieti
2.
Mi alzo dal letto
Faccio capriole
Incontro un fiore in bagno
Mi dona il suoprofumo
L’istante si dilata
Sono tutti e nessuno
3.
Esco dalla porta
Confine della casa
Mi muove dentro il corpo
Confine del mio tempio
Converso con le cose
Che mi danzano attorno
RIT.
Cm7
Seduto sul trono
Bb/Cm7
In vetta al monte
Ab
Che punta gli occhi
Cm7
al cielo
D/Bb9
Ri do
Ab
Can to
Cm7-9
Li bro
Ab
A per to
4.
Il mondo si trasforma
Scorrendo nei miei occhi
Sgorgano parole
Fiumi d’esperienza
Che risplende al sole
Della mia coscienza
5.
Torno alla mia casa
Apro le finestre
Riordino un po’ attorno
Preparo da mangiare
Gioco con i bimbi
Bacio forte Lara
SOLO VOCE – EPILOGO
Eb9 Ab7+
Cm7-9 Bb/Cm7-9
Ab7+ Fm7
G/Ab7+ Ab
(ad lib)
Ab7
Ivan
argomento:
[MUSICA]
IL CODICE SPAGNOLO DEL BUONGOVERNO
di Josè Luis Zapatero
introduzione e traduzione di Marco Ottanelli
30 settembre 2005
Link al testo completo
PRINCIPI DI BASE
I membri del Governo e le alte cariche della amministrazione generale dello Stato si comporteranno, nell’esercizio delle loro funzioni, in accordo con la Costituzione e il resto dell’ordinamento giuridico, e si conformeranno ai seguenti principi etici e di condotta che si sviluppano nel presente Codice: obiettività, integrità, neutralità, responsabilità, credibilità, imparzialità, affidabilità, dedizione al servizio pubblico, trasparenza, esemplarità, austerità, accessibilità, efficacia, onorabilità, e promozione del patrimonio culturale e ambientale e della uguaglianza tra uomini e donne.
PRINCIPI ETICI
1. le alte cariche promuoveranno i diritti umani e le libertà dei cittadini, e eviteranno ogni comportamento che possa produrre discriminazione alcuna per ragioni di razza, sesso, religione, opinione o qualunque altra condizione o circostanza personale o sociale.
2. l’adozione delle decisioni perseguirà sempre la soddisfazione degli interessi generali dei cittadini e sarà fondata sulle considerazioni obiettive orientate verso l’interesse comune, al margine di qualsiasi altro fattore che sia espressione di posizioni personali, familiari, corporative, clientelari o di qualunque altro tipo che possano configgere con questo principio.
3. [i funzionari] si asterranno da tutte le attività private o di interesse che possano supporre un rischio di insorgenza di conflitto di interesse con l’incarico pubblico. Si intende che esiste conflitto di interesse quando le alte cariche intervengono nelle decisioni che abbiano relazione con affari nei quali confluiscano l’interesse dell’incarico pubblico e interessi privati proprio, dei familiari diretti, o interessi condivisi con persone terze.
4. [i funzionari] vigileranno per il rispetto dell’uguaglianza tra uomini e donne, e rimuoveranno gli ostacoli che possano ostacolarla.
5. si sottometteranno alle stesse condizioni e limitazioni previste per ogni altro cittadino nelle operazioni finanziarie, nelle obbligazioni patrimoniali, e nelle transazioni giuridiche che realizzino.
6. non accetteranno nessun trattamento di favore o situazione che implichi privilegi o vantaggi ingiustificati, da parte di persone fisiche o entità private.
7. non influiranno nello snellimento o nella risoluzione di questioni o procedimenti amministrativi senza giusta causa e, in nessun caso, quando esso comporti un privilegio o beneficio ai titolari di incarichi pubblici, o al loro ambiente familiare e sociale immediato, o quando supponga un danno agli interessi di terzi.
8. agiranno in accordo ai principi di efficacia, economia e efficienza, e vigileranno sempre il conseguirsi dell’interesse generale e del compimento degli obiettivi della organizzazione.
9. [i funzionari] si asterranno da ogni tipo di transazione e attività finanziaria che possano compromettere l’obiettività della Amministrazione nel servizio degli interessi generali.
10. le loro attività pubbliche rilevanti saranno trasparenti ed accessibili a tutti i cittadini, con le uniche eccezioni dei casi previsti dalla legge.
11. [i funzionari] Assumeranno, in ogni momento, la responsabilità delle decisioni e dei comportamenti propri e degli organismi che dirigono, senza pregiudizio di altre responsabilità che siano esigibili legalmente
12. assumeranno le loro responsabilità davanti ai superiori e non le imputeranno verso i loro subordinati senza causa obiettiva
13. eserciteranno le loro attribuzioni secondo i principi di buona fede e dedizione al servizio pubblico, e si asterranno non solo da condotte contrarie a tali principi, ma anche da qualunque altro comportamento che comprometta la neutralità dell’esercizio dei servizi pubblici ai quali sono incaricati.
14. senza pregiudicare quanto disposto dalle leggi sulla diffusione di informazioni di interesse pubblico, manterranno il segreto, la riservatezza e la discrezione in relazione ai dati e alle informazioni dei quali verranno a conoscenza in ragione del loro incarico
PRINCIPI DI CONDOTTA
1. l’incarico degli alti funzionari necessita di piena dedizione
2. l’assunzione di incarichi negli organi esecutivi di direzione di partiti politici, in nessun caso comprometterà o diminuirà il loro esercizio delle funzioni
3. essi garantiranno il diritto dei cittadini alla informazione sul funzionamento dei servizi pubblici che gli siano stati affidati, con le limitazioni stabilite da norme specifiche
4. nell’esercizio delle proprie funzioni, essi massimizzeranno lo zelo, in modo che l’impegno degli obblighi contratti sia un effettivo riferimento di esemplarità nel comportamento degli impiegati pubblici. Tale esemplarità dovrà esplicitarsi, in ugual misura, nel complimento dei doveri che, come [tutti i] cittadini, i funzionari devono espletare per legge.
5. amministreranno i beni pubblici con austerità ed eviteranno comportamenti che possano compromettere la dignità dovuta al loro pubblico incarico
6. sarà rifiutato qualunque regalo, favore o servizio in condizioni vantaggiose che vada appena più in là dell’ abituale uso sociale o di cortesia, o prestiti o altre prestazioni economiche che possano condizionare l’espletamento delle loro funzioni, pur senza venir meno a quanto stabilito dal Codice Penale.
In caso di omaggi di maggior entità, ricevuti a carattere istituzionale, essi saranno incamerati nel patrimonio dello Stato, nei termini previsti dalla legge 33/2003 del 3 novembre, in accordo con quanto si determini ai sensi dei regolamenti.
7. nell’espletamento del loro incarico, gli alti funzionari saranno accessibili a tutti i cittadini, e massimizzeranno l’impegno nel rispondere a tutti gli scritti, le richieste e i reclami che dai cittadini stessi riceveranno
8. la denominazione ufficiale del protocollo dei membri del Governo e degli alti funzionari dello Stato sarà quello di “signor/signora”, seguito dalla denominazione della carica, impiego o rango corrispondente [è la abolizione degli attributi "Onorevole" "Eccellenza", "Don" e simili, ndt].
Nelle missioni ufficiali all’estero sarà loro corrisposto il trattamento che stabilisca la normativa del paese o organizzazione internazionale corrispondente.
9. essi si asterranno dall’effettuare un uso improprio dei beni e dei servizi che l’amministrazione generale dello Stato pone a loro disposizione in ragione del loro incarico
10. la protezione dei beni culturali e della diversità linguistica ispirerà i comportamenti degli alti funzionari nell’esercizio delle loro competenze, così come la protezione e il miglioramento dell’ambiente naturale.
11. garantiranno la custodia e la conservazione della documentazione per la sua trasmissione e passaggio ai loro responsabili successivi.
introduzione e traduzione di Marco Ottanelli
30 settembre 2005
Link al testo completo
PRINCIPI DI BASE
I membri del Governo e le alte cariche della amministrazione generale dello Stato si comporteranno, nell’esercizio delle loro funzioni, in accordo con la Costituzione e il resto dell’ordinamento giuridico, e si conformeranno ai seguenti principi etici e di condotta che si sviluppano nel presente Codice: obiettività, integrità, neutralità, responsabilità, credibilità, imparzialità, affidabilità, dedizione al servizio pubblico, trasparenza, esemplarità, austerità, accessibilità, efficacia, onorabilità, e promozione del patrimonio culturale e ambientale e della uguaglianza tra uomini e donne.
PRINCIPI ETICI
1. le alte cariche promuoveranno i diritti umani e le libertà dei cittadini, e eviteranno ogni comportamento che possa produrre discriminazione alcuna per ragioni di razza, sesso, religione, opinione o qualunque altra condizione o circostanza personale o sociale.
2. l’adozione delle decisioni perseguirà sempre la soddisfazione degli interessi generali dei cittadini e sarà fondata sulle considerazioni obiettive orientate verso l’interesse comune, al margine di qualsiasi altro fattore che sia espressione di posizioni personali, familiari, corporative, clientelari o di qualunque altro tipo che possano configgere con questo principio.
3. [i funzionari] si asterranno da tutte le attività private o di interesse che possano supporre un rischio di insorgenza di conflitto di interesse con l’incarico pubblico. Si intende che esiste conflitto di interesse quando le alte cariche intervengono nelle decisioni che abbiano relazione con affari nei quali confluiscano l’interesse dell’incarico pubblico e interessi privati proprio, dei familiari diretti, o interessi condivisi con persone terze.
4. [i funzionari] vigileranno per il rispetto dell’uguaglianza tra uomini e donne, e rimuoveranno gli ostacoli che possano ostacolarla.
5. si sottometteranno alle stesse condizioni e limitazioni previste per ogni altro cittadino nelle operazioni finanziarie, nelle obbligazioni patrimoniali, e nelle transazioni giuridiche che realizzino.
6. non accetteranno nessun trattamento di favore o situazione che implichi privilegi o vantaggi ingiustificati, da parte di persone fisiche o entità private.
7. non influiranno nello snellimento o nella risoluzione di questioni o procedimenti amministrativi senza giusta causa e, in nessun caso, quando esso comporti un privilegio o beneficio ai titolari di incarichi pubblici, o al loro ambiente familiare e sociale immediato, o quando supponga un danno agli interessi di terzi.
8. agiranno in accordo ai principi di efficacia, economia e efficienza, e vigileranno sempre il conseguirsi dell’interesse generale e del compimento degli obiettivi della organizzazione.
9. [i funzionari] si asterranno da ogni tipo di transazione e attività finanziaria che possano compromettere l’obiettività della Amministrazione nel servizio degli interessi generali.
10. le loro attività pubbliche rilevanti saranno trasparenti ed accessibili a tutti i cittadini, con le uniche eccezioni dei casi previsti dalla legge.
11. [i funzionari] Assumeranno, in ogni momento, la responsabilità delle decisioni e dei comportamenti propri e degli organismi che dirigono, senza pregiudizio di altre responsabilità che siano esigibili legalmente
12. assumeranno le loro responsabilità davanti ai superiori e non le imputeranno verso i loro subordinati senza causa obiettiva
13. eserciteranno le loro attribuzioni secondo i principi di buona fede e dedizione al servizio pubblico, e si asterranno non solo da condotte contrarie a tali principi, ma anche da qualunque altro comportamento che comprometta la neutralità dell’esercizio dei servizi pubblici ai quali sono incaricati.
14. senza pregiudicare quanto disposto dalle leggi sulla diffusione di informazioni di interesse pubblico, manterranno il segreto, la riservatezza e la discrezione in relazione ai dati e alle informazioni dei quali verranno a conoscenza in ragione del loro incarico
PRINCIPI DI CONDOTTA
1. l’incarico degli alti funzionari necessita di piena dedizione
2. l’assunzione di incarichi negli organi esecutivi di direzione di partiti politici, in nessun caso comprometterà o diminuirà il loro esercizio delle funzioni
3. essi garantiranno il diritto dei cittadini alla informazione sul funzionamento dei servizi pubblici che gli siano stati affidati, con le limitazioni stabilite da norme specifiche
4. nell’esercizio delle proprie funzioni, essi massimizzeranno lo zelo, in modo che l’impegno degli obblighi contratti sia un effettivo riferimento di esemplarità nel comportamento degli impiegati pubblici. Tale esemplarità dovrà esplicitarsi, in ugual misura, nel complimento dei doveri che, come [tutti i] cittadini, i funzionari devono espletare per legge.
5. amministreranno i beni pubblici con austerità ed eviteranno comportamenti che possano compromettere la dignità dovuta al loro pubblico incarico
6. sarà rifiutato qualunque regalo, favore o servizio in condizioni vantaggiose che vada appena più in là dell’ abituale uso sociale o di cortesia, o prestiti o altre prestazioni economiche che possano condizionare l’espletamento delle loro funzioni, pur senza venir meno a quanto stabilito dal Codice Penale.
In caso di omaggi di maggior entità, ricevuti a carattere istituzionale, essi saranno incamerati nel patrimonio dello Stato, nei termini previsti dalla legge 33/2003 del 3 novembre, in accordo con quanto si determini ai sensi dei regolamenti.
7. nell’espletamento del loro incarico, gli alti funzionari saranno accessibili a tutti i cittadini, e massimizzeranno l’impegno nel rispondere a tutti gli scritti, le richieste e i reclami che dai cittadini stessi riceveranno
8. la denominazione ufficiale del protocollo dei membri del Governo e degli alti funzionari dello Stato sarà quello di “signor/signora”, seguito dalla denominazione della carica, impiego o rango corrispondente [è la abolizione degli attributi "Onorevole" "Eccellenza", "Don" e simili, ndt].
Nelle missioni ufficiali all’estero sarà loro corrisposto il trattamento che stabilisca la normativa del paese o organizzazione internazionale corrispondente.
9. essi si asterranno dall’effettuare un uso improprio dei beni e dei servizi che l’amministrazione generale dello Stato pone a loro disposizione in ragione del loro incarico
10. la protezione dei beni culturali e della diversità linguistica ispirerà i comportamenti degli alti funzionari nell’esercizio delle loro competenze, così come la protezione e il miglioramento dell’ambiente naturale.
11. garantiranno la custodia e la conservazione della documentazione per la sua trasmissione e passaggio ai loro responsabili successivi.
argomento:
Etica civile,
Etica politica
IL TEMPO RITROVATO
... viene da nord-ovest, verso la sera di una giornata serena , bisogna che la sosta sia comoda e la luce sia calda.
Il compagno deve salire adagio e in silenzio, così da non esserti subito accanto, ma nemmeno così lento da farti pensare a cosa potrebbe essere successo e bisogna che il cielo sia largo.
Allora, con la fresca brezza da nord-ovest, viene il tempo presente.
Ruggero
Il compagno deve salire adagio e in silenzio, così da non esserti subito accanto, ma nemmeno così lento da farti pensare a cosa potrebbe essere successo e bisogna che il cielo sia largo.
Allora, con la fresca brezza da nord-ovest, viene il tempo presente.
Ruggero
argomento:
Ruggero Meles
"GLI ORDINI DELL'AMORE"
Le Costellazioni Famigliari scoperte da Bert Helllinger, hanno ormai dimostrato alla cultura contemporanea come l’appartenenza alla propria famiglia d’origine e al passato intergenerazionale sia la base solida sulla quale l’individuo crea sé stesso nel mondo.
L’ordine famigliare sta nel riconoscersi al proprio posto, all’interno del sistema famigliare al quale si appartiene, nel dire “sì” ai propri genitori e ai propri discendenti così come sono, nel riconoscerli, come si riconosce la realtà di “ciò che è”.
Come una pianta - che per sviluppare il fusto ed esprimere i frutti e i fiori ha bisogno delle radici, che lo ancorano alle sue origini e alla fonte del nutrimento - così l’uomo ha bisogno di ancorarsi alle sue radici, alla fonte della sua vitalità. Alle origini. Alla famiglia. Alle generazioni che l’hanno creato. Al passato.
Da qui si sviluppa il potere di agire in accordo con la propria natura, di rafforzare il fusto, per esprimere nel mondo e in accordo con il tempo e il luogo in cui si vive, i frutti della propria creatività e i fiori della bellezza che risiede nella naturalezza.
Dove sta il potere della pianta? Nelle sue radici.
La pianta è in pace con le sue radici.
E l’uomo?
Ed io?
E tu?
Ivan
L’ordine famigliare sta nel riconoscersi al proprio posto, all’interno del sistema famigliare al quale si appartiene, nel dire “sì” ai propri genitori e ai propri discendenti così come sono, nel riconoscerli, come si riconosce la realtà di “ciò che è”.
Come una pianta - che per sviluppare il fusto ed esprimere i frutti e i fiori ha bisogno delle radici, che lo ancorano alle sue origini e alla fonte del nutrimento - così l’uomo ha bisogno di ancorarsi alle sue radici, alla fonte della sua vitalità. Alle origini. Alla famiglia. Alle generazioni che l’hanno creato. Al passato.
Da qui si sviluppa il potere di agire in accordo con la propria natura, di rafforzare il fusto, per esprimere nel mondo e in accordo con il tempo e il luogo in cui si vive, i frutti della propria creatività e i fiori della bellezza che risiede nella naturalezza.
Dove sta il potere della pianta? Nelle sue radici.
La pianta è in pace con le sue radici.
E l’uomo?
Ed io?
E tu?
Ivan
argomento:
Ivan Sirtori
CONSTATAZIONE DEL LUNEDI' MATTINA
Che vita ricchissima
Sono dentro un turbine di meraviglie
Sto perdendo la volontà, l’intenzione, la necessità!
Sono preso dalla realtà, come molecola d’acqua da un fiume in piena
Che sa dove sta andando
Anche se la molecola vede solo un piccolo orizzonte
Ma SENTE l’intento del fiume
Arrivo
Ivan
Sono dentro un turbine di meraviglie
Sto perdendo la volontà, l’intenzione, la necessità!
Sono preso dalla realtà, come molecola d’acqua da un fiume in piena
Che sa dove sta andando
Anche se la molecola vede solo un piccolo orizzonte
Ma SENTE l’intento del fiume
Arrivo
Ivan
argomento:
Ivan Sirtori
SI E' FERMATO
Contraddicendo ogni teoria conosciuta, il nostro pianeta prese a rallentare la sua corsa in tondo e si fermò.
Continuava il suo cammino attorno al Sole, ma non girava più su se stesso, così che qualcuno rimase al buio, altri con il sole fissato in un interminabile tramonto.
Il nostro balcone su quello che accadeva era la cengia del Sasso Cavallo dove avevamo deciso di passare la più breve delle notti di giugno ma, dopo una notte lunghissima, a noi toccò un’alba appena accennata, una falce di luce bassa all’orizzonte.
Senza sfilarci dai sacchi da bivacco, seduti sulla cengia, guardavamo le luci lontane delle auto che andavano e venivano come formichine impazzite sulla strada in riva al lago.
Ormai senza più commenti, le parole le avevamo spese tutte nella notte che non finiva mai, ci preparavamo a scendere o a salire, cercando, con il pensiero confuso, dove fosse il nuovo giorno e dove la notte.
Ruggero
Continuava il suo cammino attorno al Sole, ma non girava più su se stesso, così che qualcuno rimase al buio, altri con il sole fissato in un interminabile tramonto.
Il nostro balcone su quello che accadeva era la cengia del Sasso Cavallo dove avevamo deciso di passare la più breve delle notti di giugno ma, dopo una notte lunghissima, a noi toccò un’alba appena accennata, una falce di luce bassa all’orizzonte.
Senza sfilarci dai sacchi da bivacco, seduti sulla cengia, guardavamo le luci lontane delle auto che andavano e venivano come formichine impazzite sulla strada in riva al lago.
Ormai senza più commenti, le parole le avevamo spese tutte nella notte che non finiva mai, ci preparavamo a scendere o a salire, cercando, con il pensiero confuso, dove fosse il nuovo giorno e dove la notte.
Ruggero
argomento:
Ruggero Meles
RIVELAZIONE
"Non sono un misero che ha fame,
ma un Re che desidera condividere"
ma un Re che desidera condividere"
argomento:
Ivan Sirtori
LIVING LUMINARIES A TORRELUNA
Giovedì 19 novembre, nelle serate di Torreluna all'interno del metaprogetto UNIBUNTU - UNIVERSITA' DA CAMPO, un gruppo di 27 Torrelunatici condivide la Visione di Living Luminaries - La felicità è una scelta.
argomento:
[EVENTI]
E SE... IL SUONO DEI SORRISI
E se il mondo fosse una grande orchestra?
Chi canta chi suona il violino chi il contrabbasso e chi il bassotuba, chi corre sul pianoforte, chi saltella sulle corde di una chitarra, chi picchia duro sui tamburi, chi piroetta con un sax, chi grida con un clarino, chi ....
Eppoi qualcuno a cui tutti guardano per sapere quando cominciare.
E il ritmo muove tutti, l'energia sale con il volume della musica, le melodie si intrecciano e cominciano a parlare mentre tutto scorre .... qualcuno è zitto ad ascoltare. Accogli le note, falle sentire più vive che mai, fatti muovere dentro dai suoni e dai silenzi, dagli acuti e dai cambi di direzione, così, lasciati trascinare via nel flusso della melodia... ed ecco il trionfo, il grido corale che esplode all'unisono, il monte si scioglie, il fiume rapido e potente, il mare in burrasca, le nuvole che corrono e corrono e corrono .... le mani si stringono, le braccia si muovono, i piedi battono la terra, la terra vibra, si nutre, ridona il ritmo che torna all'uomo eppoi le braccia eppoi le mani, continua a battere e battere e battere e il ritmo sale eppoi sale eppoi sale e il grido di voci, dei corpi dei tamburi dei sax dei timpani dei tasti e dei contrabbassi e gioia.
La gioia inonda e la gioia espande e la gioia contagia e i sorrisi cominciano a suonare di quel suono che, per ora, solo i bambini sanno ascoltare.
Lara
Chi canta chi suona il violino chi il contrabbasso e chi il bassotuba, chi corre sul pianoforte, chi saltella sulle corde di una chitarra, chi picchia duro sui tamburi, chi piroetta con un sax, chi grida con un clarino, chi ....
Eppoi qualcuno a cui tutti guardano per sapere quando cominciare.
E il ritmo muove tutti, l'energia sale con il volume della musica, le melodie si intrecciano e cominciano a parlare mentre tutto scorre .... qualcuno è zitto ad ascoltare. Accogli le note, falle sentire più vive che mai, fatti muovere dentro dai suoni e dai silenzi, dagli acuti e dai cambi di direzione, così, lasciati trascinare via nel flusso della melodia... ed ecco il trionfo, il grido corale che esplode all'unisono, il monte si scioglie, il fiume rapido e potente, il mare in burrasca, le nuvole che corrono e corrono e corrono .... le mani si stringono, le braccia si muovono, i piedi battono la terra, la terra vibra, si nutre, ridona il ritmo che torna all'uomo eppoi le braccia eppoi le mani, continua a battere e battere e battere e il ritmo sale eppoi sale eppoi sale e il grido di voci, dei corpi dei tamburi dei sax dei timpani dei tasti e dei contrabbassi e gioia.
La gioia inonda e la gioia espande e la gioia contagia e i sorrisi cominciano a suonare di quel suono che, per ora, solo i bambini sanno ascoltare.
Lara
argomento:
Lara Elli
LA CURA: UNA STORIA VERA, TRAVESTITA
A tutti i piccoli, che imparano dalla vita il PRENDERSI CURA
Bambini, vi racconto un pezzetto della mia storia
Un pezzetto prezioso, come una pietra magica trovata nella foresta buia
Un giorno da piccolo ero nel mio letto, stanco e ammalato
Mi ha fatto visita in sogno uno stregone dal nome oscuro e mi ha donato un seme, poggiandolo sul mio comodino dicendomi parole strane che non riuscivo proprio a capire
“Lei lei, stamatos curzal, iodolès amìn cataicos sulbiam Isne isne adamos staicos, ander comiat subit velver”
Al risveglio l’ho piantato e ogni giorno l’ho innaffiato
Alla luce del sole, gli parlavo dal cuore
E lui cresceva, cresceva con me
E diventava una pianta forte e alta fino a solleticare il soffitto.
Allora l’ho piantata nel giardino
E saliva fino al tetto della casa e anche io diventavo grande
Nel bosco fuori casa passeggiavo e da ciò che raccoglievo spremevo un succo
Lo portavo la sera alla mia pianta e glielo donavo per nutrirla
Raccoglievo la LENTEZZA della lumaca che mai ha fretta
L’ATTENZIONE del gufo che osserva la notte
La FIDUCIA dell’acqua che scorre senza posa
La GENTILEZZA dei fiori che solleticano il naso di profumi
L’ASCOLTO del pipistrello che capta ogni cosa
L’ENERGIA del vento che soffia potente
Ma un giorno mi trovavo su di una collina
E finii per cadere giù dal pendio
Svenendo, malconcio, come uno straccio stropicciato
E lo stregone dallo strano nome Tornò a farmi visita
parlandomi come in canto (aveva ormai imparato la mia lingua):
“Dalla pianta che cresce con il succo dei doni che porti
Nascono frutti che curano il mondo
Danza con me un gran girotondo
E canta il canto che trasforma le sorti”
Si mise a cantare, di fronte danzando attorno ad una grande pentola
ed io dolorante, nel sogno, cantavo con lui:
Gm - Gb/Bb5+
Un pentolone grande con fuoco lento
Gm - Gb/Bb5+
Che cuoce e trasforma tante cose in una
F/Bb - Eb
La Cura, succo di attenzione e di lentezza
D/Gm7 - C/Gm47
Di fiducia, gentilezza
Eb-F/Gm7
Ascolto ed energia
Gm - Gb/Bb5+
Uhhhh, chi la trova l’ha creata
Gm - Gb/Bb5+
Nel percorso che tra prove lo ha portato F/Bb - Eb A girare a spirale nel bosco buio
D/Gm7 - C/Gm47
E a trovarne il centro attraversandone le porte
Eb-F/Gm7
Bb - Db
E portando a compimento il rito del fuoco Eb Che scioglie Gb Che scioglie Bb Che scioglie
Alla fine lo stregone se ne era andato
E svegliandomi, mi sentivo fresco, forte e riposato (Come nuovo, appena nato)
Corsi fino a casa vidi la pianta in giardino brillare dai frutti
E il vento si alzò ridendo e danzando
Lasciando l’aria limpida che brillava d’argento
Da quel giorno anche io compaio in sogno
A tutti i bambini che mi chiamano la notte
Vengo a svelare il segreto DELLA CURA
Che cresce paziente nei doni di ogni giorno
Nata dal un succo prezioso di attenzione, lentezza
Fiducia, gentilezza, ascolto ed energia
Ivan
Bambini, vi racconto un pezzetto della mia storia
Un pezzetto prezioso, come una pietra magica trovata nella foresta buia
Un giorno da piccolo ero nel mio letto, stanco e ammalato
Mi ha fatto visita in sogno uno stregone dal nome oscuro e mi ha donato un seme, poggiandolo sul mio comodino dicendomi parole strane che non riuscivo proprio a capire
“Lei lei, stamatos curzal, iodolès amìn cataicos sulbiam Isne isne adamos staicos, ander comiat subit velver”
Al risveglio l’ho piantato e ogni giorno l’ho innaffiato
Alla luce del sole, gli parlavo dal cuore
E lui cresceva, cresceva con me
E diventava una pianta forte e alta fino a solleticare il soffitto.
Allora l’ho piantata nel giardino
E saliva fino al tetto della casa e anche io diventavo grande
Nel bosco fuori casa passeggiavo e da ciò che raccoglievo spremevo un succo
Lo portavo la sera alla mia pianta e glielo donavo per nutrirla
Raccoglievo la LENTEZZA della lumaca che mai ha fretta
L’ATTENZIONE del gufo che osserva la notte
La FIDUCIA dell’acqua che scorre senza posa
La GENTILEZZA dei fiori che solleticano il naso di profumi
L’ASCOLTO del pipistrello che capta ogni cosa
L’ENERGIA del vento che soffia potente
Ma un giorno mi trovavo su di una collina
E finii per cadere giù dal pendio
Svenendo, malconcio, come uno straccio stropicciato
E lo stregone dallo strano nome Tornò a farmi visita
parlandomi come in canto (aveva ormai imparato la mia lingua):
“Dalla pianta che cresce con il succo dei doni che porti
Nascono frutti che curano il mondo
Danza con me un gran girotondo
E canta il canto che trasforma le sorti”
Si mise a cantare, di fronte danzando attorno ad una grande pentola
ed io dolorante, nel sogno, cantavo con lui:
Gm - Gb/Bb5+
Un pentolone grande con fuoco lento
Gm - Gb/Bb5+
Che cuoce e trasforma tante cose in una
F/Bb - Eb
La Cura, succo di attenzione e di lentezza
D/Gm7 - C/Gm47
Di fiducia, gentilezza
Eb-F/Gm7
Ascolto ed energia
Gm - Gb/Bb5+
Uhhhh, chi la trova l’ha creata
Gm - Gb/Bb5+
Nel percorso che tra prove lo ha portato F/Bb - Eb A girare a spirale nel bosco buio
D/Gm7 - C/Gm47
E a trovarne il centro attraversandone le porte
Eb-F/Gm7
Bb - Db
E portando a compimento il rito del fuoco Eb Che scioglie Gb Che scioglie Bb Che scioglie
Alla fine lo stregone se ne era andato
E svegliandomi, mi sentivo fresco, forte e riposato (Come nuovo, appena nato)
Corsi fino a casa vidi la pianta in giardino brillare dai frutti
E il vento si alzò ridendo e danzando
Lasciando l’aria limpida che brillava d’argento
Da quel giorno anche io compaio in sogno
A tutti i bambini che mi chiamano la notte
Vengo a svelare il segreto DELLA CURA
Che cresce paziente nei doni di ogni giorno
Nata dal un succo prezioso di attenzione, lentezza
Fiducia, gentilezza, ascolto ed energia
Ivan
argomento:
[POESIA / NARRATIVA],
Associazione LA CURA,
Ivan Sirtori
LEZIONE DI DIRITTO
Robindart Factory non si occupa di "politica" (personalistica o partitica) ma si interessa dell'arte della convivenza che accoglie in sè anche l'arte dell'informazione ed il suo complemento, l'arte della comprensione, dentro un orizzonte di etica politica. Qui Travaglio ci offre una sintesi chiarissima di un momento acuto della contemporaneità italiana.
Ivan e Lara
Ivan e Lara
argomento:
Da vedere,
Etica civile,
Etica politica
SULLE ORME DEI TARATATA'

Fiaba di Elena Bellocco
Illustrazioni di Davide Giuseppe Mauri
collana "Piccole Orme" www.piccoleorme.net
argomento:
[ARTE VISUALE]
BERT HELLINGER E LE COSTELLAZIONI FAMILIARI
Il centro Studi Piazza (www.centrostudipiazza.com) presenta uno straordinario documento filmato a Colonia nel Maggio del 2005 in cui Bert Hellinger insegna passo dopo passo l'atteggiamento interiore in cui il neo facilitatore di Costellazioni Familiari si predispone all'approccio fenomenologico.
argomento:
Maestri
LARA GUARDA IL GRUPPO SENZA PRECEDENTI
Vuoi vedere cosa può essere una trasformazione reale di una relazione fondata sul conflitto e sul dolore in una relazione fra persone umane?
Ti invito a partecipare alle serate che facciamo una volta al mese presso la sede di Torreluna: sono incontri all'insegna della gratuità, quella gratuità che fa si che le persone possano venire lì una volta, non tornare per un po' per poi vedersi nuovamente accolte nel gruppo, quella gratuità che fa muovere Leonardo da Milano solo per la passione che ha e per il suo credere fino in fondo che ciò è “buono”, la gratuità della sede, la gratuità di chi partecipa: non ci sono attestati o riconoscimenti ufficiali nell'essere lì, solo la voglia di imparare a guardare le cose attraverso uno sguardo nato per via di “faccende da tribunale”, anzi nell'extra giudiziale, nelle aziende che applicano questo modo di sviluppo relazionale delle professioni...che diventa valore.
Lara
Ti invito a partecipare alle serate che facciamo una volta al mese presso la sede di Torreluna: sono incontri all'insegna della gratuità, quella gratuità che fa si che le persone possano venire lì una volta, non tornare per un po' per poi vedersi nuovamente accolte nel gruppo, quella gratuità che fa muovere Leonardo da Milano solo per la passione che ha e per il suo credere fino in fondo che ciò è “buono”, la gratuità della sede, la gratuità di chi partecipa: non ci sono attestati o riconoscimenti ufficiali nell'essere lì, solo la voglia di imparare a guardare le cose attraverso uno sguardo nato per via di “faccende da tribunale”, anzi nell'extra giudiziale, nelle aziende che applicano questo modo di sviluppo relazionale delle professioni...che diventa valore.
Lara
argomento:
Gruppo Senza Precedenti
LA CURA
Dedicata a Roberto
AVVERTENZA PER I GRANDI: la cura si cerca con cura
Gm - Gb/Bb5+
Un pentolone grande con fuoco lento
Gm - Gb/Bb5+
Che cuoce e trasforma tante cose in una
F/Bb - Eb
La Cura, succo di attenzione e di lentezza
D/Gm7 - C/Gm47
Di fiducia, gentilezza
Eb-F/Gm7
Ascolto ed energia
Gm - Gb/Bb5+
Uhhhh, chi la trova l’ha creata
Gm - Gb/Bb5+
Nel percorso che tra prove lo ha portato
F/Bb - Eb
A girare a spirale nel bosco buio
D/Gm7 - C/Gm47
E a trovarne il centro attraversandone le porte
Eb-F/Gm7
Bb - Db
E portando a compimento il rito del fuoco
Eb
Che scioglie
Gb
Che scioglie
Bb
Che scioglie
Ivan
AVVERTENZA PER I GRANDI: la cura si cerca con cura
Gm - Gb/Bb5+
Un pentolone grande con fuoco lento
Gm - Gb/Bb5+
Che cuoce e trasforma tante cose in una
F/Bb - Eb
La Cura, succo di attenzione e di lentezza
D/Gm7 - C/Gm47
Di fiducia, gentilezza
Eb-F/Gm7
Ascolto ed energia
Gm - Gb/Bb5+
Uhhhh, chi la trova l’ha creata
Gm - Gb/Bb5+
Nel percorso che tra prove lo ha portato
F/Bb - Eb
A girare a spirale nel bosco buio
D/Gm7 - C/Gm47
E a trovarne il centro attraversandone le porte
Eb-F/Gm7
Bb - Db
E portando a compimento il rito del fuoco
Eb
Che scioglie
Gb
Che scioglie
Bb
Che scioglie
Ivan
argomento:
[MUSICA],
Associazione LA CURA
MARCIA PER LA PACE E LA NON VIOLENZA
Sabato 7/11
VOCI DI PACE. Letture di Ivan Sirtori e Dome Bulfaro in richiamo alla Marcia Mondiale per la Pace e la Non Violenza.
Distribuzione di materiale informativo da parte del comitato lecchese del Movimento Umanista.
Ore 12.30-14.00 Oasi di Galbusera Bianca (Parco di Montevecchia e della Valle del Curone)
Ore 17.00-18.00 p.zza Garibaldi, Lecco.



VOCI DI PACE. Letture di Ivan Sirtori e Dome Bulfaro in richiamo alla Marcia Mondiale per la Pace e la Non Violenza.
Distribuzione di materiale informativo da parte del comitato lecchese del Movimento Umanista.
Ore 12.30-14.00 Oasi di Galbusera Bianca (Parco di Montevecchia e della Valle del Curone)
Ore 17.00-18.00 p.zza Garibaldi, Lecco.



argomento:
[EVENTI]
ONDE, MUSICA E REALTA'
Incontrando la realtà ci hanno insegnato a darle un nome.
Nominando la realtà la si semplifica, ed è un processo utile.
Ma.
Assoggettandola ai nomi, puro processo di semplificazione,
ciò che ci appare può essere molto diverso da ciò che realmente è.
Dare i nomi alla realtà, fermandosi ai nomi che abbiamo scelto di usare per indicarla, diventa distrazione.
L'attenzione si perde, viene rivolta alla superficie e il cuore comincia a rivolgersi agli increspamenti dimenticando che, forse, ciò che vibra in noi è molto più ampio, ha molto più spazio di quello occupato dal nome.
Una voce, un timbro, una melodia, un ritmo ... con la musica si riaprono gli spazi.
La musica valica il confine, è incontenibile.
Ascoltare sè stessi mentre si ascoltano i suoni crea spazio per ri-associare la realtà, senza perdersi i nomi, senza perdersi le onde...
Lara
Nominando la realtà la si semplifica, ed è un processo utile.
Ma.
Assoggettandola ai nomi, puro processo di semplificazione,
ciò che ci appare può essere molto diverso da ciò che realmente è.
Dare i nomi alla realtà, fermandosi ai nomi che abbiamo scelto di usare per indicarla, diventa distrazione.
L'attenzione si perde, viene rivolta alla superficie e il cuore comincia a rivolgersi agli increspamenti dimenticando che, forse, ciò che vibra in noi è molto più ampio, ha molto più spazio di quello occupato dal nome.
Una voce, un timbro, una melodia, un ritmo ... con la musica si riaprono gli spazi.
La musica valica il confine, è incontenibile.
Ascoltare sè stessi mentre si ascoltano i suoni crea spazio per ri-associare la realtà, senza perdersi i nomi, senza perdersi le onde...
Lara
argomento:
Lara Elli
NON VI SIETE MAI RESI CONTO CHE...
quando siete arrabbiati per esempio
quando odiate qualcuno
quando giudicate qualcuno
...
quando giudicate qualcuno diventate invidiosi
quando siete invidiosi siete gelosi
quando siete gelosi siete insicuri
quando siete insicuri siete competitivi
quando siete competitivi allora non fate altro che dubitare di voi stessi?
quando siete innamorati invece
avete mai notato che siete ispirati
che accettate voi stessi e gli altri
che siete presenti all'oggetto del vostro amore
che siete pazienti con il tempo
che amate la gente incondizionatamente
che non vi importa che vi vedano sorridere continuamente
che non vi importa che reazione abbiano
che non vi importa dove si deciderà alla fine di andare tanto quel che conta c'è già ....
Lara, in libera interpretazione di una lezione di JOE Dispenza (neuroscienziato)
quando odiate qualcuno
quando giudicate qualcuno
...
quando giudicate qualcuno diventate invidiosi
quando siete invidiosi siete gelosi
quando siete gelosi siete insicuri
quando siete insicuri siete competitivi
quando siete competitivi allora non fate altro che dubitare di voi stessi?
quando siete innamorati invece
avete mai notato che siete ispirati
che accettate voi stessi e gli altri
che siete presenti all'oggetto del vostro amore
che siete pazienti con il tempo
che amate la gente incondizionatamente
che non vi importa che vi vedano sorridere continuamente
che non vi importa che reazione abbiano
che non vi importa dove si deciderà alla fine di andare tanto quel che conta c'è già ....
Lara, in libera interpretazione di una lezione di JOE Dispenza (neuroscienziato)
argomento:
Lara Elli
UBUNTU NELLE PAROLE DI DESMOND TUTU
«Una persona con ubuntu è aperta e disponibile agli altri, solidale con gli altri, non si sente minacciata dal fatto che gli altri siano validi e buoni, perché ha quella sicurezza che deriva dal sapere di appartenere ad un tutto più grande, e che siamo feriti quando gli altri sono umiliati o feriti, torturati o oppressi.»
Desmond Tutu
Desmond Tutu
argomento:
[UBUNTU]
IN MEMORIA DEI DIRITTI UMANI
tratto da Il Fatto Quotidiano
http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578
- di Furio Colombo -
Non leggete le storie di Stefano Cucchi, Mariano Bacioterracino ed Elham come se fossero brutte storie tipiche del caotico vivere di massa. Non pensate che a loro “qualcosa è andato storto”, che succede, che è sgradevole, ma la vita, adesso come nel passato, è piena di brutte sorprese.
Le vittime di questo elenco sono un giovane uomo arrestato senza ragione, un pregiudicato nella lista di esecuzione della camorra, un uomo del tutto innocente impigliato nella rete di un’odiosa burocrazia persecutoria. Sono la stessa persona, privata all’improvviso di diritti umani e civili. Quella persona siamo noi, mentre moriamo di botte, moriamo uccisi sui marciapiedi, moriamo di sciopero della fame in un campo di concentramento detto “Centro di Identificazione ed Espulsione”.
Siamo noi persino nello sdoppiamento da malattia mentale che si vede nel video del delitto di camorra: i passanti scavalcano il corpo della persona appena uccisa fingendo di non vedere. Siamo noi che diciamo per bocca del responsabile carcerario che Stefano Cucchi (faccia sfondata, schiena spezzata) “ha preferito dormire, rifiutando il ricovero in ospedale”. Siamo noi quando i medici di un grande ospedale civile vedono per due volte il marocchino Elham detenuto senza reato e senza sentenza, senza avvocati e senza tribunale. Nessun medico fa domande, nessuno ascolta, nessuno vuole sapere. Lo rimandano, un essere umano ridotto a quaranta chili dal suo ostinato sciopero della fame, nel lager di Gradisca, dove è ancora detenuto e morente, mentre io scrivo e voi leggete. Vorrei essere capito. Sto dicendo che noi, noi tutti vittime, colpevoli e testimoni siamo scesi al livello in cui si pestano a morte i detenuti, si scavalcano di fretta i cadaveri, si lascia morire di fame in perfetta indifferenza l’immigrato testardo.
Siamo la stessa gente che ammazza di botte gli omosessuali e ammazza di cavilli procedurali la legge che difende gli omosessuali in modo che questa legge non ci sia mai. Siamo noi il disperato Elham che muore nel lager costruito per punirlo di essere venuto in Italia in cerca di un Paese civile. Siamo noi il carceriere e il medico senza dignità che- per quieto vivere- lasciano morire chi cerca nella morte l’unica fuga. Siamo l’uomo abbattuto dalla camorra, con pochi gesti agili, senza concitazione. Siamo l’assassino che va via senza nascondere la pistola, siamo i passanti che non fanno caso ai cadaveri sui marciapiedi. Siamo i poliziotti che hanno massacrato il giovane Stefano Cucchi e continuano a restare ignoti. Siamo dunque allo stesso tempo il terrore e le vittime del terrore perché i nostri diritti e la nostra decenza sono precipitati in un buco nero immorale e illegale insieme a Cucchi, Bacioterracino, a Elham e ai loro assassini. Poiché ci siamo lasciati degradare fino a questo punto, non ci resta che dire un grazie riconoscente ai genitori e alla sorella di Cucchi che non hanno ceduto; ai giudici del delitto di camorra, che hanno diffuso il tremendo video, affinché tutti vedessero una scena di vita in una città italiana ai nostri giorni; a coloro che hanno fatto arrivare l’ annuncio di prossima morte dell’ immigrato Elham. Queste tre notizie servono almeno a ricordarci quanto siamo arrivati lontani dalla nostra Costituzione e dai fondamenti della Carta dei diritti dell’uomo. In Italia. Oggi.
da Il Fatto Quotidiano n°35 del 1 novembre 2009
http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578
- di Furio Colombo -
Non leggete le storie di Stefano Cucchi, Mariano Bacioterracino ed Elham come se fossero brutte storie tipiche del caotico vivere di massa. Non pensate che a loro “qualcosa è andato storto”, che succede, che è sgradevole, ma la vita, adesso come nel passato, è piena di brutte sorprese.
Le vittime di questo elenco sono un giovane uomo arrestato senza ragione, un pregiudicato nella lista di esecuzione della camorra, un uomo del tutto innocente impigliato nella rete di un’odiosa burocrazia persecutoria. Sono la stessa persona, privata all’improvviso di diritti umani e civili. Quella persona siamo noi, mentre moriamo di botte, moriamo uccisi sui marciapiedi, moriamo di sciopero della fame in un campo di concentramento detto “Centro di Identificazione ed Espulsione”.
Siamo noi persino nello sdoppiamento da malattia mentale che si vede nel video del delitto di camorra: i passanti scavalcano il corpo della persona appena uccisa fingendo di non vedere. Siamo noi che diciamo per bocca del responsabile carcerario che Stefano Cucchi (faccia sfondata, schiena spezzata) “ha preferito dormire, rifiutando il ricovero in ospedale”. Siamo noi quando i medici di un grande ospedale civile vedono per due volte il marocchino Elham detenuto senza reato e senza sentenza, senza avvocati e senza tribunale. Nessun medico fa domande, nessuno ascolta, nessuno vuole sapere. Lo rimandano, un essere umano ridotto a quaranta chili dal suo ostinato sciopero della fame, nel lager di Gradisca, dove è ancora detenuto e morente, mentre io scrivo e voi leggete. Vorrei essere capito. Sto dicendo che noi, noi tutti vittime, colpevoli e testimoni siamo scesi al livello in cui si pestano a morte i detenuti, si scavalcano di fretta i cadaveri, si lascia morire di fame in perfetta indifferenza l’immigrato testardo.
Siamo la stessa gente che ammazza di botte gli omosessuali e ammazza di cavilli procedurali la legge che difende gli omosessuali in modo che questa legge non ci sia mai. Siamo noi il disperato Elham che muore nel lager costruito per punirlo di essere venuto in Italia in cerca di un Paese civile. Siamo noi il carceriere e il medico senza dignità che- per quieto vivere- lasciano morire chi cerca nella morte l’unica fuga. Siamo l’uomo abbattuto dalla camorra, con pochi gesti agili, senza concitazione. Siamo l’assassino che va via senza nascondere la pistola, siamo i passanti che non fanno caso ai cadaveri sui marciapiedi. Siamo i poliziotti che hanno massacrato il giovane Stefano Cucchi e continuano a restare ignoti. Siamo dunque allo stesso tempo il terrore e le vittime del terrore perché i nostri diritti e la nostra decenza sono precipitati in un buco nero immorale e illegale insieme a Cucchi, Bacioterracino, a Elham e ai loro assassini. Poiché ci siamo lasciati degradare fino a questo punto, non ci resta che dire un grazie riconoscente ai genitori e alla sorella di Cucchi che non hanno ceduto; ai giudici del delitto di camorra, che hanno diffuso il tremendo video, affinché tutti vedessero una scena di vita in una città italiana ai nostri giorni; a coloro che hanno fatto arrivare l’ annuncio di prossima morte dell’ immigrato Elham. Queste tre notizie servono almeno a ricordarci quanto siamo arrivati lontani dalla nostra Costituzione e dai fondamenti della Carta dei diritti dell’uomo. In Italia. Oggi.
da Il Fatto Quotidiano n°35 del 1 novembre 2009
argomento:
Da leggere,
Etica civile,
Etica politica
LE NOSTRE CELLULE CAMBIANO DI CONTINUO, PERCHE' NOI NO
Aggiungere un pezzo alla mia vita.
Raggiunto un gradino, sperimentarne un altro.
Archiviando le sensazioni e i significati del gradino precedente.
Rinnovare tutto.
Ogni percezione diviene curiosità, palestra di emozioni.
Salire di un passo portandosi dietro tutto quanto o alleggerirsi sapendo che ogni cosa rimane dove la si lascia.
Che ogni significato s’acquieta nell’esperienza, si connette con l’essenza dentro il contesto in cui è stato generato.
Aggrapparsi al conosciuto per paura dell’ignoto.
Per timore di scomparire dentro le trame di una realtà costruita da significati differenti.
Dentro la comparazione fra ciò che c’era e ciò che manca senza dare attenzione a ciò che c’è.
Lara
Raggiunto un gradino, sperimentarne un altro.
Archiviando le sensazioni e i significati del gradino precedente.
Rinnovare tutto.
Ogni percezione diviene curiosità, palestra di emozioni.
Salire di un passo portandosi dietro tutto quanto o alleggerirsi sapendo che ogni cosa rimane dove la si lascia.
Che ogni significato s’acquieta nell’esperienza, si connette con l’essenza dentro il contesto in cui è stato generato.
Aggrapparsi al conosciuto per paura dell’ignoto.
Per timore di scomparire dentro le trame di una realtà costruita da significati differenti.
Dentro la comparazione fra ciò che c’era e ciò che manca senza dare attenzione a ciò che c’è.
Lara
argomento:
Lara Elli
TOCCA A NOI CAMBIARE IL NOSTRO MODO DI CAMBIARE
Commento a Bruno Latour - filosofo, antropologo, autore di NON SIAMO MAI STATI MODERNI. SAGGIO DI ANTROPOLOGIA SIMMETRICA Eleuthera 1995
... una cultura intesa come caratteristica che connota un certo "numero di persone" che si percepiscono "culturalmente" simili (modi di vedere il mondo e di attribuire significati, valori, criteri di osservazione). Non possiamo continuare a riconoscere la nostra "cultura" solo per differenza verso le altre "culture". Ciò inasprisce le differenze per sentire le uguaglianze. Quindi, quel valore, criterio, significato che è indicato con il termine "libertà" non può porsi solo in relazione ai rapporti "tra" culture ma deve porsi "in" ogni cultura ...
Lara
... una cultura intesa come caratteristica che connota un certo "numero di persone" che si percepiscono "culturalmente" simili (modi di vedere il mondo e di attribuire significati, valori, criteri di osservazione). Non possiamo continuare a riconoscere la nostra "cultura" solo per differenza verso le altre "culture". Ciò inasprisce le differenze per sentire le uguaglianze. Quindi, quel valore, criterio, significato che è indicato con il termine "libertà" non può porsi solo in relazione ai rapporti "tra" culture ma deve porsi "in" ogni cultura ...
Lara
argomento:
Lara Elli
CITAZIONI
Saltellare fuori dalle strutture, riguardare l'esperienza nelle sue forme invece che nelle sue trame, l'improvviso come orizzonte che sostituisce le difese....
Oggi non faccio niente perché ieri non ho fatto niente, ma non avevo finito.
Non importa quanto il vento possa soffiare forte. Una montagna non può inchinarsi ad esso.
La solitudine della felicità, ingordigia di sensazioni.
Gli opposti nell'attrazione, il dolore sul confine delle cose e il suo sottile piacere... sguardo affamato di forme ...
Scoperchio la casa e tolgo di mezzo il cielo ... universo e spazio, vuoto e densità ..
Timore di provare timore, paura che l'eccesso di amore verso la vita possa causare dolore.
L’ombra è la luce che non ti attraversa.
Respira la luce e ne cerca ancora, coglie le sensazioni e ne accarezza il sogno.
E l'inquietudine. La bruciante sensazione della vibrazione interiore. Quel dolce dolore. Che non diviene sofferenza.
Siamo ormai abituati a guardare alla vita per l'effetto che essa ha. Invece di guardarla per cio' che e'.
Adesso è oggi o ieri?
Investire energie per controllare come gli altri filtrano ciò che sei. E se invece investissi energie in ciò che sono?
Lara
Oggi non faccio niente perché ieri non ho fatto niente, ma non avevo finito.
Non importa quanto il vento possa soffiare forte. Una montagna non può inchinarsi ad esso.
La solitudine della felicità, ingordigia di sensazioni.
Gli opposti nell'attrazione, il dolore sul confine delle cose e il suo sottile piacere... sguardo affamato di forme ...
Scoperchio la casa e tolgo di mezzo il cielo ... universo e spazio, vuoto e densità ..
Timore di provare timore, paura che l'eccesso di amore verso la vita possa causare dolore.
L’ombra è la luce che non ti attraversa.
Respira la luce e ne cerca ancora, coglie le sensazioni e ne accarezza il sogno.
E l'inquietudine. La bruciante sensazione della vibrazione interiore. Quel dolce dolore. Che non diviene sofferenza.
Siamo ormai abituati a guardare alla vita per l'effetto che essa ha. Invece di guardarla per cio' che e'.
Adesso è oggi o ieri?
Investire energie per controllare come gli altri filtrano ciò che sei. E se invece investissi energie in ciò che sono?
Lara
argomento:
Lara Elli
SANDRO PERTINI - APPELLO AI GIOVANI
Il Presidente più amato dagli italiani
Sandro Pertini, partigiano e Presidente
Alessandro Pertini nasce a Stella, in provincia di Savona, il 25 settembre 1896. Compie i suoi studi presso il collegio dei salesiani e poi al liceo Chiabrera di Savona. Nel 1917 partecipa, in prima linea sul fronte dellIsonzo, alla Prima guerra mondiale. Nel 1918 si iscrive al PSI. Si laurea in Giurisprudenza a Genova (in seguito conseguirà anche una seconda laurea in Scienze Politiche a Firenze), intraprende la professione forense a Savona dove riceve la prima condanna: otto mesi di carcere per la sua attività politica (ha pubblicato, a sue spese, un opuscolo da titolo Sotto il barbaro dominio fascista); poi, nel 1926 il Tribunale Speciale lo condanna a cinque anni di confino. Sottrattosi alla cattura, si rifugia a Milano, dove organizza con Parri e Carlo Rosselli l'espatrio del maestro socialista riformista Filippo Turati. Va in esilio in Francia. Tornato in Italia nel 1929, viene nuovamente arrestato, processato dal tribunale speciale per la difesa dello Stato e condannato a 11 anni di reclusione.
Nel 1931 incontra nel carcere di Turi Antonio Gramsci, al quale si lega di fraterna amicizia. Pertini si adopera perché cessino le vessazioni su Gramsci da parte dei carcerieri (ogni volta che si addormentava veniva svegliato dal rumore dei manganelli che quelli facevano scorrere sulle sbarre) e perché gli siano dati quaderni e matite. Da Turi Pertini passa al carcere di Pianosa, dove si ammala molto gravemente.
Tutte le sue condanne sono per idee e atti antifascisti. Nel 1933, quando sua madre inoltra una domanda di grazia, Pertini la rifiuta con queste motivazioni:
Non mi associo a simile domanda perché sento che macchierei la mia fede politica che, più di ogni cosa, della mia vita stessa, mi preme.
Scontati i primi sette anni di reclusione, viene assegnato per otto anni al confino. Nella sua prima destinazione, Ponza, incontra molti comunisti: Terracini, Secchia, Camilla Ravera, Giorgio Amendola e altri. Da Ponza, poi, viene trasferito a Ventotene. Torna libero nell'agosto 1943, un mese dopo la caduta del fascismo, ed entra a far parte del primo esecutivo del Partito Socialista. Catturato dalle SS, viene condannato a morte, ma nel 1944 riesce ad evadere dal carcere insieme a Giuseppe Saragat, e raggiunge Milano dove assume la carica di segretario del Partito Socialista nei territori occupati dal Tedeschi e dirige la lotta partigiana. È uno dei capi della sollevazione popolare del 25 aprile 1945.
Il 26 aprile partecipa ad un comizio a Piazza Duomo; nello stesso momento suo fratello Eugenio muore nel campo di concentramento di Flossemburg. Poco dopo Pertini parla da Radio Milano libera e annuncia la fine della guerra.
Pietro Nenni scrive sullAvanti:
Negli ultimi anni la storia di Alessandro Pertini si conforma con quella dellantifascismo clandestino e ne costituisce una delle pagine più belle. Centinaia di giovani socialisti rispondono al suo appello, si formano alla sua scuola. Questo è luomo eloquente, appassionato, nervoso, divorato da un amore smisurato: lamore per la libertà e per il socialismo.
A questi tempi risale lincontro con Carla Voltolina, staffetta partigiana, che poi sposa nel giugno del 1946. Nel 1945 viene eletto Segretario del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, e deputato all'Assemblea Costituente. Dal 1945 al 1946 è Direttore de "L'Avanti, nel 1948 è Senatore della Repubblica. Dopo ventanni di intensa attività politica nel partito e in Parlamento (di cui è ininterrottamente membro per sei legislature) viene eletto Presidente della Camera nel 1968 e nel 1972.
L8 luglio del 1978, al 16° scrutinio, con 832 voti favorevoli su 995 votanti, Sandro Pertini viene eletto al Quirinale: è il settimo Presidente dell'Italia repubblicana.
Dopo la fine del suo settennato, nel 1985, è eletto senatore a vita.
Muore a Roma il 24 febbraio 1990.
argomento:
Etica civile,
Etica politica
Iscriviti a:
Post (Atom)