DIARIO DELLA NUOVA NASCITA
Scritti di Marusca Pozzoni, a testimonianza in progress dell'esperienza che segue la sua realizzazione, datata 6 dicembre 2009, lo sbriciolamento dell'Ego e la rinascita nella presenza dell'Essere.
Esiste un gioco, è costituito da tanti mattoncini che il bambino utilizza per costruire quello che vuole ,con un “cemento” ricavato dal mais.
Una volta costruito un muro ,una casa, un pozzo , un castello …..può nuovamente smontare e ricostruire e poi smontare di nuovo giocando con i mattoncini,
ma sussiste sempre qualcosa di fondamentale : l’energia , la forza creatrice che va oltre e che non cambia !!
Rimembrare l’ ego che si costruisce a poco a poco, che mattone su mattone arriva ad edificare un muro ,o addirittura una casa ben strutturata in cui si sta comodi,
ma poi accade qualcosa nella vita, che porta ad accorgerti che Essere al di là di quel muro o uscire da quella casa è difficilissimo, ti fa male , soffri.
Senti la spinta ad andare oltre ,senti un ‘ energia nuova e istintivamente vuoi sfondare quelle mura che ti stanno strette, sono “superate”, ma è ancora il tuo ego che vuole distruggere per conquistare altre soddisfazioni.
Poi, improvvisamente non tenti più di sfondare il muro, di abbattere la casa ,non è così che funziona, ci vuole “CORAGGIO”.
“ Il coraggio se è usato come sfida distrugge, se non è usato come sfida vivifica” Lao Tzu.
Ti “metti seduto” e stai ad assaporare la tua casa, così come è, entri sempre più dentro fin che non ritrovi il bambino che è lì e sorride ancora beato.
Ci sei, senti , ti possiede ,sei l’ energia ,la forza, che non ha che fare con le mura, e senza sapere come , con immenso stupore perché non sai, senti che i mattoni si staccano, che il cemento si scioglie, fa male, ma contemporaneamente il bambino inizia a ridere forte.
L’ ego si può ricostruire , ma è qualcosa di transitorio, un gioco tenuto in piedi da cemento di mais( biodegradabile).
L’ego è “chi si è”, chiedersi” chi sono ?” è un inganno, non sussiste , è una domanda che porta fuori dal Vero Sé…. .
Stare con Quello che c’è è Essere ciò che è, “cosa si è ‘”: energia libera da qualunque cosa sia già stata costruita.
Essere energia, forza creatrice pura non ancora definita ,imprigionata , che Può agire attraversando qualcosa che da solo non sta in piedi se non è nutrito.
Non so se la morte fisica è rilevante per la vita, “ mentre” la Vita è Adesso, pensare alla morte è creare un futuro e fin che non è ,nulla di Vero è possibile.
L unica morte possibile Adesso è la morte che è Vita: la morte di chi sono ,è la Vita di ciò che è.
Esiste un gioco, è costituito da tanti mattoncini che il bambino utilizza per costruire quello che vuole ,con un “cemento” ricavato dal mais.
Una volta costruito un muro ,una casa, un pozzo , un castello …..può nuovamente smontare e ricostruire e poi smontare di nuovo giocando con i mattoncini,
ma sussiste sempre qualcosa di fondamentale : l’energia , la forza creatrice che va oltre e che non cambia !!
Rimembrare l’ ego che si costruisce a poco a poco, che mattone su mattone arriva ad edificare un muro ,o addirittura una casa ben strutturata in cui si sta comodi,
ma poi accade qualcosa nella vita, che porta ad accorgerti che Essere al di là di quel muro o uscire da quella casa è difficilissimo, ti fa male , soffri.
Senti la spinta ad andare oltre ,senti un ‘ energia nuova e istintivamente vuoi sfondare quelle mura che ti stanno strette, sono “superate”, ma è ancora il tuo ego che vuole distruggere per conquistare altre soddisfazioni.
Poi, improvvisamente non tenti più di sfondare il muro, di abbattere la casa ,non è così che funziona, ci vuole “CORAGGIO”.
“ Il coraggio se è usato come sfida distrugge, se non è usato come sfida vivifica” Lao Tzu.
Ti “metti seduto” e stai ad assaporare la tua casa, così come è, entri sempre più dentro fin che non ritrovi il bambino che è lì e sorride ancora beato.
Ci sei, senti , ti possiede ,sei l’ energia ,la forza, che non ha che fare con le mura, e senza sapere come , con immenso stupore perché non sai, senti che i mattoni si staccano, che il cemento si scioglie, fa male, ma contemporaneamente il bambino inizia a ridere forte.
L’ ego si può ricostruire , ma è qualcosa di transitorio, un gioco tenuto in piedi da cemento di mais( biodegradabile).
L’ego è “chi si è”, chiedersi” chi sono ?” è un inganno, non sussiste , è una domanda che porta fuori dal Vero Sé…. .
Stare con Quello che c’è è Essere ciò che è, “cosa si è ‘”: energia libera da qualunque cosa sia già stata costruita.
Essere energia, forza creatrice pura non ancora definita ,imprigionata , che Può agire attraversando qualcosa che da solo non sta in piedi se non è nutrito.
Non so se la morte fisica è rilevante per la vita, “ mentre” la Vita è Adesso, pensare alla morte è creare un futuro e fin che non è ,nulla di Vero è possibile.
L unica morte possibile Adesso è la morte che è Vita: la morte di chi sono ,è la Vita di ciò che è.
argomento:
Marusca Pozzoni
TRASFORMARE L'ESPERIENZA IN SAGGEZZA
Strumenti e ispirazioni per un’autosviluppo consapevole
Corso intensivo di due giorni.
La realtà quotidiana è per ognuno la naturale palestra nella quale allenarsi ed apprendere per proseguire nell’avventura del vivere in un modo sempre più evolutivo, sempre più armonico, sempre più orientato al ben-essere (con sé, con gli altri), sempre più maturo e cosciente.
Antiche tradizioni spirituali (rinnovate dai Maestri di Realtà viventi), la moderna psicologia e la scienza d’avanguardia, forniscono strumenti e ispirazioni alle persone, per sollecitare questo cammino di naturale apprendimento, che tende verso una sempre più completa integrazione tra corpo-cuore-mente e spirito (essere integro = essere intero = essere unità).
Oggi più che mai le persone stanno prendendo coscienza della responsabilità e del potere che ciascuno ha di influenzare il corso della propria vita, nei suoi aspetti più interni ed esterni (le credenze, gli atteggiamenti, le emozioni, la vitalità del corpo, le relazioni interpersonali, il lavoro, il modo in cui si esprime la propria energia vitale).
Il seminario, a partire anzitutto dall’esperienza di lavoro personale del facilitatore, intende trasmettere strumenti e conoscenze che diano nuova ispirazione alle persone per porsi al centro del proprio processo di trasformazione personale, da protagonisti, con intenzione, consapevolezza ed efficacia.
Rivolto a:
Chi sente il desiderio di facilitare con nuova consapevolezza la propria crescita
Chi sa di avere, attraverso le proprie credenze e vissuti, la possibilità reale di condizionare lo sviluppo della propria vita
Chi intende accrescere la propria capacità di vivere responsabilmente, armonicamente e felicemente
Chi sente la reponsabilità di riconoscere e trasformare le limitazioni apprese, per esprimere in modo crescente la vitalità e creatività innate
Chi vuole ampliare la capacità di apprendere dall’esperienza quotidiana, per trasformarla in saggezza (che è quella com-prensione, che connette mente e cuore)
Saperi di riferimento: psicologia transpersonale, umanistica e sistemica, fenomenologia, fisica quantistica, biologia cellulare, neuroscienze, ecopsicologia, spiritualità transculturale.
Strumenti: Costellazioni familiari, tecniche di Meditazione Attiva e Ricettiva, counseling esistenziale, tecniche di rilassamento, esercizi di visualizzazione, bodywork, esercizi psicofisici e di Gestalt, attività espressive.
Condotto da Ivan Sirtori, nato nel 1974, vive a Sirone con Lara Elli, Gregor e Rebecca. E’ psicologo e ha una formazione triennale in musicoterapia, approccio relazionale presso la scuola di Artiterapie di Lecco, e un master biennale in Costellazioni Familiari, presso l’Istituto Bert Hellinger di San Marino. Si occupa di formazione sia in ambito aziendale sia nel privato sociale su tematiche psicologiche (promozione del benessere/gestione dello stress, ascolto/autoascolto, consapevolezza, pedagogia della morte). Svolge privatamente attività di counseling psicologico. Utilizza strumenti di meditazione, rilassamento e autoconsapevolezza, attinti da diverse tradizioni, nelle sue proposte formative e di counseling. Approfondisce, dal 1997, la sua esperienza di leggistorie presso scuole materne, elementari, medie e biblioteche, con attività educative e formative rivolte a bambini, ragazzi e adulti. Ama l’arte e particolarmente la musica e la poesia. Come poeta e lettore, collabora con alcuni artisti a progetti di dialogo fra le differenti arti. Ha contribuito a costituire, nel 2003, la società Torreluna e, nel 2004, l’associazione culturale Gli Abitanti di Torreluna (www.torreluna.com). Ha co-fondato nel 2006, con la moglie Lara e l’artista Davide Mauri, Robindart Factory, gruppo di Arte Sociale (www.robindart.it). L’orientamento del suo lavoro si colloca nel continuum arte per la trasformazione sociale responsabile - arte della trasformazione personale.
Corso intensivo di due giorni.
La realtà quotidiana è per ognuno la naturale palestra nella quale allenarsi ed apprendere per proseguire nell’avventura del vivere in un modo sempre più evolutivo, sempre più armonico, sempre più orientato al ben-essere (con sé, con gli altri), sempre più maturo e cosciente.
Antiche tradizioni spirituali (rinnovate dai Maestri di Realtà viventi), la moderna psicologia e la scienza d’avanguardia, forniscono strumenti e ispirazioni alle persone, per sollecitare questo cammino di naturale apprendimento, che tende verso una sempre più completa integrazione tra corpo-cuore-mente e spirito (essere integro = essere intero = essere unità).
Oggi più che mai le persone stanno prendendo coscienza della responsabilità e del potere che ciascuno ha di influenzare il corso della propria vita, nei suoi aspetti più interni ed esterni (le credenze, gli atteggiamenti, le emozioni, la vitalità del corpo, le relazioni interpersonali, il lavoro, il modo in cui si esprime la propria energia vitale).
Il seminario, a partire anzitutto dall’esperienza di lavoro personale del facilitatore, intende trasmettere strumenti e conoscenze che diano nuova ispirazione alle persone per porsi al centro del proprio processo di trasformazione personale, da protagonisti, con intenzione, consapevolezza ed efficacia.
Rivolto a:
Chi sente il desiderio di facilitare con nuova consapevolezza la propria crescita
Chi sa di avere, attraverso le proprie credenze e vissuti, la possibilità reale di condizionare lo sviluppo della propria vita
Chi intende accrescere la propria capacità di vivere responsabilmente, armonicamente e felicemente
Chi sente la reponsabilità di riconoscere e trasformare le limitazioni apprese, per esprimere in modo crescente la vitalità e creatività innate
Chi vuole ampliare la capacità di apprendere dall’esperienza quotidiana, per trasformarla in saggezza (che è quella com-prensione, che connette mente e cuore)
Saperi di riferimento: psicologia transpersonale, umanistica e sistemica, fenomenologia, fisica quantistica, biologia cellulare, neuroscienze, ecopsicologia, spiritualità transculturale.
Strumenti: Costellazioni familiari, tecniche di Meditazione Attiva e Ricettiva, counseling esistenziale, tecniche di rilassamento, esercizi di visualizzazione, bodywork, esercizi psicofisici e di Gestalt, attività espressive.
Condotto da Ivan Sirtori, nato nel 1974, vive a Sirone con Lara Elli, Gregor e Rebecca. E’ psicologo e ha una formazione triennale in musicoterapia, approccio relazionale presso la scuola di Artiterapie di Lecco, e un master biennale in Costellazioni Familiari, presso l’Istituto Bert Hellinger di San Marino. Si occupa di formazione sia in ambito aziendale sia nel privato sociale su tematiche psicologiche (promozione del benessere/gestione dello stress, ascolto/autoascolto, consapevolezza, pedagogia della morte). Svolge privatamente attività di counseling psicologico. Utilizza strumenti di meditazione, rilassamento e autoconsapevolezza, attinti da diverse tradizioni, nelle sue proposte formative e di counseling. Approfondisce, dal 1997, la sua esperienza di leggistorie presso scuole materne, elementari, medie e biblioteche, con attività educative e formative rivolte a bambini, ragazzi e adulti. Ama l’arte e particolarmente la musica e la poesia. Come poeta e lettore, collabora con alcuni artisti a progetti di dialogo fra le differenti arti. Ha contribuito a costituire, nel 2003, la società Torreluna e, nel 2004, l’associazione culturale Gli Abitanti di Torreluna (www.torreluna.com). Ha co-fondato nel 2006, con la moglie Lara e l’artista Davide Mauri, Robindart Factory, gruppo di Arte Sociale (www.robindart.it). L’orientamento del suo lavoro si colloca nel continuum arte per la trasformazione sociale responsabile - arte della trasformazione personale.
argomento:
Formazione
"L'ITALIA STA MARCENDO"
di Gianni Lannes
da Terra Nostra (l'informazione è il sale della democrazia)
Siamo liberi, indipendenti e incondizionabili, ma il direttore non mette a repentaglio la vita e l’incolumità dei suoi collaboratori (alcuni dei quali già minacciati). Da oggi le pubblicazioni saranno congelate – fino a quando non percepiremo dei segnali positivi – poiché lo Stato di diritto è andato a farsi friggere ed il governo Berlusconi se ne infischia dei cittadini onesti. Il 24 novembre nonostante l’intervento in parlamento di Leoluca Orlando i rappresentanti governativi, vale a dire i nostri dipendenti, si sono eclissati. E’ vero non siamo in Libano o nella Jugoslavia pre-smembramento a tavolino, ma l’aria che si respira potrebbe mietere vite umane. Dal 29 giugno questo giornale è sotto tiro. Ben tre attentati, una minaccia di morte e varie intimidazioni non ci hanno piegato. Il 5 novembre il Gip del tribunale di Foggia archivia in tutta fretta il primo attentato poiché “Gli autori del fatto sono rimasti ignoti”. L’atto giudiziario a quella data è ancora secretato (sarà comunicato ai carabinieri il 6 novembre e allo scrivente soltanto il 10 novembre). Singolare coincidenza: alle 23,40 della stessa giornata si verifica un altro attentato. Proprio quel giorno avevo recuperato presso la procura della Repubblica di Lucera (FG) un fascicolo impolverato su una delle innumerevoli navi dei veleni e nel pomeriggio ero tornato ad occuparmi del peschereccio “Francesco Padre”, affondato dalla Nato nell’Adriatico orientale. Di chi è la regia occulta? E’ forse di carattere altamente istituzionale? Il procuratore capo signor Russo vuol favorire un’esauriente spiegazione dell’accaduto? A che punto sono le indagini giudiziarie relative agli attentati? Ho sporto numerose denunce ed ho fornito un quadro esauriente agli inquirenti. Non basta? Devo cercarli in prima persona i mandanti e gli esecutori materiali di questa strategia criminosa? Ribadisco il concetto: non intendo suicidarmi, godo di ottima salute (sono uno sportivo da sempre); ma se malauguratamente dovesse accadere qualcosa di spiacevole sembrerà un incidente. Solo qualche giorno fa, nonostante la presenza di una pattuglia dei carabinieri sotto casa, un ignoto è riuscito a terrorizzare la mia famiglia. Scusi signor prefetto Nunziante, questa sarebbe la protezione dello Stato? Siamo ancora vivi e vegeti perché abbiamo adottato delle personali misure cautelative, ormai da 5 mesi. Domenica scorsa don Giuseppe, al termine della messa mi ha espresso pubblicamente solidarietà dinanzi alle autorità e ai numerosi fedeli. Apriti cielo: il sindaco di Orta Nova (FG), tal Giuseppe Moscarella (votato dalla mafia: vedi intercettazioni telefoniche DDA Bari; lo stesso ha mandato in bancarotta le casse comunali) l’ha preso a male parole addirittura in chiesa. Il giorno seguente un assessore ha telefonato al prete per rincarare la dose. Il vescovo Felice Di Molfetta non ha nulla da eccepire? Le autorità giudiziarie locali si occuperanno mai delll’anomalia Moscarella e dei suoi soci in affari a spese della collettività? Allora possiamo fare ancora qualcosa? Ho il dovere di sperarlo e di essere contagioso. A questo serve la cultura. L’unico modo di combattere la paura di tanti è costruire speranze non solo per pochi. E’ fondamentale non lasciar manipolare le parole, il senso, il significato degli eventi e dei fatti. Il giornalismo d’inchiesta, sempre più in declino nello Stivale può ridare significato, a condizione di essere credibile e comprensibile. La speranza e la paura non sono esclusive, ma coinvolgono trasversalmente. Solo che la paura è passiva, la speranza va coltivata. La paura è una componente essenziale della nuova miseria, con l’intolleranza e la solitudine. Un giornalista d’altri tempi, Giuseppe Fava, assassinato dalla mafia il 5 gennaio 1984, mi ha insegnato una cosa fondamentale: “Scrivi ciò che vedi, senza farti condizionare dal contesto. Scrivi la verità che riesci a ricostruire, senza reticenze”. Come mai chi dice la verità in Italia viene denigrato, offeso, minacciato? Potere e denaro. Soldi facili che dilagano e corrompono, che si trasformano in omertà e alla fine in delitto. Non so quanti anni e quante generazioni occorreranno perché approdi una nuova leva di italiane/i che vogliano concretamente scrollarsi di dosso la coltre del silenzio. Dove sono i professionisti dell’antimafia, gli ambientalisti da salotto e gli intellettuali a tutto spiano? Forse, si sono rintanati nei soliti dibattiti a rimuginare stucchevoli litanie? Chissà se saranno i nostri figli o i nostri nipoti, chissà se riusciremo in breve tempo a seminare quel che serve a far germogliare di nuovo la sapienza delle madri e il coraggio dei padri o soltanto il sacrificio dei nonni, di quelli che hanno reso unica questa isola nel Mediterraneo, prima che l’egoismo e il criminale calcolo del privato profitto dei nipoti la riducesse in polvere. Ecco il nodo cruciale: ritrovare quantomeno la capacità di indignarsi, di reagire. Di chiedere che il bene di tutti venga prima dell’interesse di alcuni. Nel remoto 1962 Pier Paolo Pasolini (ammazzato misteriosamente) aveva scritto: “L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo”. Su la testa: il destino è nelle nostre mani.
da Terra Nostra (l'informazione è il sale della democrazia)
Siamo liberi, indipendenti e incondizionabili, ma il direttore non mette a repentaglio la vita e l’incolumità dei suoi collaboratori (alcuni dei quali già minacciati). Da oggi le pubblicazioni saranno congelate – fino a quando non percepiremo dei segnali positivi – poiché lo Stato di diritto è andato a farsi friggere ed il governo Berlusconi se ne infischia dei cittadini onesti. Il 24 novembre nonostante l’intervento in parlamento di Leoluca Orlando i rappresentanti governativi, vale a dire i nostri dipendenti, si sono eclissati. E’ vero non siamo in Libano o nella Jugoslavia pre-smembramento a tavolino, ma l’aria che si respira potrebbe mietere vite umane. Dal 29 giugno questo giornale è sotto tiro. Ben tre attentati, una minaccia di morte e varie intimidazioni non ci hanno piegato. Il 5 novembre il Gip del tribunale di Foggia archivia in tutta fretta il primo attentato poiché “Gli autori del fatto sono rimasti ignoti”. L’atto giudiziario a quella data è ancora secretato (sarà comunicato ai carabinieri il 6 novembre e allo scrivente soltanto il 10 novembre). Singolare coincidenza: alle 23,40 della stessa giornata si verifica un altro attentato. Proprio quel giorno avevo recuperato presso la procura della Repubblica di Lucera (FG) un fascicolo impolverato su una delle innumerevoli navi dei veleni e nel pomeriggio ero tornato ad occuparmi del peschereccio “Francesco Padre”, affondato dalla Nato nell’Adriatico orientale. Di chi è la regia occulta? E’ forse di carattere altamente istituzionale? Il procuratore capo signor Russo vuol favorire un’esauriente spiegazione dell’accaduto? A che punto sono le indagini giudiziarie relative agli attentati? Ho sporto numerose denunce ed ho fornito un quadro esauriente agli inquirenti. Non basta? Devo cercarli in prima persona i mandanti e gli esecutori materiali di questa strategia criminosa? Ribadisco il concetto: non intendo suicidarmi, godo di ottima salute (sono uno sportivo da sempre); ma se malauguratamente dovesse accadere qualcosa di spiacevole sembrerà un incidente. Solo qualche giorno fa, nonostante la presenza di una pattuglia dei carabinieri sotto casa, un ignoto è riuscito a terrorizzare la mia famiglia. Scusi signor prefetto Nunziante, questa sarebbe la protezione dello Stato? Siamo ancora vivi e vegeti perché abbiamo adottato delle personali misure cautelative, ormai da 5 mesi. Domenica scorsa don Giuseppe, al termine della messa mi ha espresso pubblicamente solidarietà dinanzi alle autorità e ai numerosi fedeli. Apriti cielo: il sindaco di Orta Nova (FG), tal Giuseppe Moscarella (votato dalla mafia: vedi intercettazioni telefoniche DDA Bari; lo stesso ha mandato in bancarotta le casse comunali) l’ha preso a male parole addirittura in chiesa. Il giorno seguente un assessore ha telefonato al prete per rincarare la dose. Il vescovo Felice Di Molfetta non ha nulla da eccepire? Le autorità giudiziarie locali si occuperanno mai delll’anomalia Moscarella e dei suoi soci in affari a spese della collettività? Allora possiamo fare ancora qualcosa? Ho il dovere di sperarlo e di essere contagioso. A questo serve la cultura. L’unico modo di combattere la paura di tanti è costruire speranze non solo per pochi. E’ fondamentale non lasciar manipolare le parole, il senso, il significato degli eventi e dei fatti. Il giornalismo d’inchiesta, sempre più in declino nello Stivale può ridare significato, a condizione di essere credibile e comprensibile. La speranza e la paura non sono esclusive, ma coinvolgono trasversalmente. Solo che la paura è passiva, la speranza va coltivata. La paura è una componente essenziale della nuova miseria, con l’intolleranza e la solitudine. Un giornalista d’altri tempi, Giuseppe Fava, assassinato dalla mafia il 5 gennaio 1984, mi ha insegnato una cosa fondamentale: “Scrivi ciò che vedi, senza farti condizionare dal contesto. Scrivi la verità che riesci a ricostruire, senza reticenze”. Come mai chi dice la verità in Italia viene denigrato, offeso, minacciato? Potere e denaro. Soldi facili che dilagano e corrompono, che si trasformano in omertà e alla fine in delitto. Non so quanti anni e quante generazioni occorreranno perché approdi una nuova leva di italiane/i che vogliano concretamente scrollarsi di dosso la coltre del silenzio. Dove sono i professionisti dell’antimafia, gli ambientalisti da salotto e gli intellettuali a tutto spiano? Forse, si sono rintanati nei soliti dibattiti a rimuginare stucchevoli litanie? Chissà se saranno i nostri figli o i nostri nipoti, chissà se riusciremo in breve tempo a seminare quel che serve a far germogliare di nuovo la sapienza delle madri e il coraggio dei padri o soltanto il sacrificio dei nonni, di quelli che hanno reso unica questa isola nel Mediterraneo, prima che l’egoismo e il criminale calcolo del privato profitto dei nipoti la riducesse in polvere. Ecco il nodo cruciale: ritrovare quantomeno la capacità di indignarsi, di reagire. Di chiedere che il bene di tutti venga prima dell’interesse di alcuni. Nel remoto 1962 Pier Paolo Pasolini (ammazzato misteriosamente) aveva scritto: “L’Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo: prestarsi in qualche modo a contribuire a questa marcescenza è, ora, il fascismo”. Su la testa: il destino è nelle nostre mani.
argomento:
Etica civile
LE SCOPERTE SUL NUCLEARE di Gianni Lannes
23 Gennaio 2010-E' gravissima la denuncia contenuta in questo video: il giornalista Lannes è entrato, senza essere fermato in una centrale nucleare dismessa ed ha filmato per due ore i tir della 'ndrangheta che portavano via tonnellate di rifiuti nucleari, caricandole su container.
argomento:
Etica civile
L'OPPOSITORE: COLUI CHE AGISCE PER DIVIDERE.
da www.laltranotizia.net
Vescovo G. Babini: "non darei mai la comunione a Vendola e agli omossesuali.
Monsignor Giacomo Babini, che pensa della pratica omosessuale?:
" mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura. I Vescovi e i pastori devono parlare chiaro, guai al padre che non corregge suo figlio. Penso che dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, sia uno scandalo, e colui che apertamente rivendica questa sua condizione dà un cattivo esempio e scandalizza".
Che cosa devono fare gli omosessuali?:
" chi ha la tendenza ha diritto alla misericordia e non ad essere discriminato, ma colui il quale addirittura ne fa vanto, si mette fuori della comunione della Chiesa e non merita questo sacramento. Fanno in tempo a pentirsi da questo orribile difetto. Lo ribadisco: all'omosessuale praticante e conclamato non va amministrata mai la comunione, quando si presenta davanti, il ministro abbia il coraggio di tirare avanti. Ad uno come Vendola io non la amministrarei mai". Eccellenza, nella parica quotidiana le nozze in Chiesa sono diventate delle celebrazioni spesso disordinate: "certamente e occorre porre rimedio. Ma come al solito molti Vescovi italiani mettono il lucchetto al cancello quando i buoi sono già scappati. Se certi Vescovi dormono é impossibile celebrare degnamente le nozze in chiesa, senza stravaganze che le rendono ormai spettacoli. Bisogna fra capire che il matrimonio in chiesa é una cosa seria e non limitarsi ad una coreografia. Poi si dica chiaramente ai cattolici che loro devono scegliere il sacramento. Se in tutta libertà vanno al comune, sappiano che opera la scomunica latae sententiae, si mettono fuori da soli dalla chiesa".
Il Vescovo parla della recente visita del Papa alla Sinagoga:
" l' Osservatore Romano la ha lodata e penso che il Papa abbia fatto bene a visitarla. Ma con la stessa franchezza é arrivato il momento di affermare che gli ebrei non sono più i nostri fratelli maggiori. Meglio, lo sono stati sino all'arrivo di Cristo, poi lo hanno abbandonato e non conosciuto. Loro sono contro la storia e dal Nuovo Testamento in poi hanno scelto di non essere nostri fratelli. Sull'albero dell'ulivo é stato fatto un inserto diverso. La Chiesa é nata da Cristo e non dagli ebrei".
Ha visto quello che accade in Nigeria?:
" la conferma che l' Islam é una religione violenta ed anticristiana e che distinguere tra Islam moderato e estremo non ha senso. L'Islam é unico e il brodo di coltura sono proprio i Paesi moderati. Nazioni slamiche ricche ad Haiti non hanno mandato neppure un soldo. Bisogna svegliarsi dal letargo e difendersi dall ' Islam, prima di essere colonizzati".
Vescovo G. Babini: "non darei mai la comunione a Vendola e agli omossesuali.
Monsignor Giacomo Babini, che pensa della pratica omosessuale?:
" mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura. I Vescovi e i pastori devono parlare chiaro, guai al padre che non corregge suo figlio. Penso che dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, sia uno scandalo, e colui che apertamente rivendica questa sua condizione dà un cattivo esempio e scandalizza".
Che cosa devono fare gli omosessuali?:
" chi ha la tendenza ha diritto alla misericordia e non ad essere discriminato, ma colui il quale addirittura ne fa vanto, si mette fuori della comunione della Chiesa e non merita questo sacramento. Fanno in tempo a pentirsi da questo orribile difetto. Lo ribadisco: all'omosessuale praticante e conclamato non va amministrata mai la comunione, quando si presenta davanti, il ministro abbia il coraggio di tirare avanti. Ad uno come Vendola io non la amministrarei mai". Eccellenza, nella parica quotidiana le nozze in Chiesa sono diventate delle celebrazioni spesso disordinate: "certamente e occorre porre rimedio. Ma come al solito molti Vescovi italiani mettono il lucchetto al cancello quando i buoi sono già scappati. Se certi Vescovi dormono é impossibile celebrare degnamente le nozze in chiesa, senza stravaganze che le rendono ormai spettacoli. Bisogna fra capire che il matrimonio in chiesa é una cosa seria e non limitarsi ad una coreografia. Poi si dica chiaramente ai cattolici che loro devono scegliere il sacramento. Se in tutta libertà vanno al comune, sappiano che opera la scomunica latae sententiae, si mettono fuori da soli dalla chiesa".
Il Vescovo parla della recente visita del Papa alla Sinagoga:
" l' Osservatore Romano la ha lodata e penso che il Papa abbia fatto bene a visitarla. Ma con la stessa franchezza é arrivato il momento di affermare che gli ebrei non sono più i nostri fratelli maggiori. Meglio, lo sono stati sino all'arrivo di Cristo, poi lo hanno abbandonato e non conosciuto. Loro sono contro la storia e dal Nuovo Testamento in poi hanno scelto di non essere nostri fratelli. Sull'albero dell'ulivo é stato fatto un inserto diverso. La Chiesa é nata da Cristo e non dagli ebrei".
Ha visto quello che accade in Nigeria?:
" la conferma che l' Islam é una religione violenta ed anticristiana e che distinguere tra Islam moderato e estremo non ha senso. L'Islam é unico e il brodo di coltura sono proprio i Paesi moderati. Nazioni slamiche ricche ad Haiti non hanno mandato neppure un soldo. Bisogna svegliarsi dal letargo e difendersi dall ' Islam, prima di essere colonizzati".
argomento:
Etica civile,
Etica politica
DIARIO DELLA NUOVA NASCITA
Scritti di Marusca Pozzoni, a testimonianza in progress dell'esperienza che segue la sua realizzazione, datata 6 dicembre 2009, lo sbriciolamento dell'Ego e la rinascita nella presenza dell'Essere.
19 FEBBRAIO 2010 21.14
La prima volta dell’Essere e più semplicemente il primo assaggio di “morte”, rappresenta una nuova vita.
Ti accorgi , un po’ alla volta, che i fatti ,che prima “costruivano”, “strutturavano” o “distruggevano” la tua giornata…..
la tua vita, non posseggono più la stessa importanza, meglio ancora ,non ti posseggono più facendoti credere che quella è l’unica e vera realtà.
Muore l’ego , di qualunque tipo sia , e te ne accorgi provandolo, esperienza dopo esperienza .
Ti sembra di vivere a” rovescio” o di tornare a Vivere , la realtà vista dall’ego insieme all’ego, si smantella come un muro a cui vengono tolti i mattoni uno ad uno dopo che hai passato una vita a costruirti o distruggerti attorno.Ora puoi Vivere ciò che è Reale.
Il cuore si “appoggia” ,è nutrito da fiducia, da ciò che è Vero fino in fondo.
C’è gioia, c’è dolore……ci può essere,ma dal cuore, dal corpo dalle emozioni stesse sei fondamentalmente in pace, c’è quiete.
Cosa è vero fino in fondo, non ne” puoi più Fare a meno,” perché ciò che è, non rappresenta la gioia o il dolore per un momento passato o un progetto andato in fumo, è eternità è l’ origine.
L eternità non rappresenta il pensiero di arrivare a vivere per sempre, l’ eternità è il momento presente ,Essere dissolti totalmente nel vuoto,Essere niente è tutto
ogni “momento”in sé stesso, non c’è prima e dopo e durante.
E’ uno stato di grazia, quando “esci” da questo stato , quando la mente ti riporta ad agitarti a rincorrere qualcosa,ti accorgi, lo senti in ogni tua cellula, che l’energia ti possedeva completamente:tu = energia e niente è Tutto , sei abbastanza in TE, non c’è confronto e soppesare ,non c’è tempo, nel momento presente c è eternità.
La mente vuole sempre di più, vuole più soddisfazioni, vuole più gioia,più sapere : c è ansia ,confronto, agitazione…..ora è così ….dopo di più e se è meno…nooooo!!
Essere niente :morire , Tutto: rinascere nell’ eternità, la vita nell’ eternità.
Non ti senti come sei abituato : bisogni, paure, dare e avere,gioia e dolore diventano una cornice che ti calza come una corona, ma è solo fuori.
Puoi immaginarti un re o una regina, ma questo dipende dalla soddisfazione del tuo ego , esisti in una realtà “sospesa a metà”, fatta di momenti che ti portano ad una finta morte e rinascita continua , senza crescere ,ma girando in tondo in uno stato di tensione.
Dal “fuori” dipende la tua realtà che si crea da un tuo essere che muta continuamente, si stanca esausto prima di sera, nel rincorrere qualcosa che duri in “eterno “.
Morire, un assaggio…un dolore fortissimo….una leggera attesa……rinasci ,fino a sentire cosa è Vero fino in fondo, l’ origine: non sei più nulla sei Tutto ,
“fuori” può restare una corona, ma tanto non te ne preoccupi più , sei in pace senza tempo.
21 FEBBRAIO 2010 20.30
“Mentre questo mondo permane, l’ altro non può sussistere,
mentre tu esisti Dio non può essere tuo” Hakim Sanai.
La chiave per l’ Adesso- Eternità, è la morte dell’ ego come tuo “Dio”.
L’ ego vive di ciò che viene da fuori, vive del suo essere proiettato indietro o avanti nel tempo, vive di ciò che è passato e di quello che può immaginare per il futuro.
L ego non può stare nell’ Adesso, nel Vero fino in fondo, nell’ eternità senza tempo…
“mentre questo permane l’altro non può sussistere “, l’ ego esiste in quanto essere che muta continuamente in relazione al “fuori “, è una finta realtà che aleggia attorno al Vivere e lentamente te ne dimentichi... di volta in volta , accade, ma Essere è nell Adesso ,non ti condiziona più.
L’ ego svanisce nell’ Adesso, non può stare, è come il buio nella luce , scompare perché non è Reale e quì c' e Potere.
Nell Adesso c è il vuoto ,nulla ,sei niente, l’ ego non ha nulla da cui “prendere “ la vita ,non sussiste nemmeno il tempo…..pluf….come una bolla di sapone,
e QUI’ nel niente accade il Tutto ,ma non sei tu a volerlo perché tu non vuoi morire ,non cerchi la morte.
Niente , nulla , vuoto : ti senti impazzire ,è inaccettabile, ma nell’ accadere la morte senti ,percepisci qualcosa che la mente non conosce, qualcosa di immemore,
la mente non lo sa ancora e si dispera cercando in qua e in là motivi per cui piangere o sentirsi migliori, ma non riesce ad andare oltre un piccolo passo perchè è appena accaduto un SALTO NELL ABISSO, inizi a sentire e percepire “TE”e il”fuori” capovolti: questo niente è la rivelazione di ciò che è Vero ,sei Tutto…..la realtà e la Realtà si capovolgono.
.Invece di cercare osservando in confronti e in personali “costruzioni”, trovi quello che non cercavi , trovi la morte.
Invece di osservare ed essere osservato ,e avanti così in una lunga catena che si ripiega su se stessa, dove nessuno è nel “suo” Adesso , fermarsi nell’ Adesso:
la chiave per l Adesso è la morte dell’ego, fa male ,ma mentre fa male contemporaneamente passi oltre
,sempre più oltre.Si può dire a chi è “dietro “ ad osservare, spezzando la catena fatta di anelli dipendenti e separati, si crea così una cordata di fiducia.
23 FEBBRAIO 2010 18.03
Solo morendo in quanto mente sblocchi la porta dell’Essere.
In quel m o m e n t o ,senza tempo, la mente è morta.
Essere è Potere solo nel quìeora , la mente c è ma non sussiste in quanto Verità, la mente vive di passato e futuro ,di confronti e giudizi continui,è così
che si mantiene in vita e prolunga i suoi”tentacoli” portandoci solo ad essere in relazione a vittorie , sconfitte o speranze.
La chiave per l’ Essere ,che è nell’ Adesso, che è Eternità
,senza tempo, è la morte dell’ ego come tuo” Dio.”
L’ ego , aleggia attorno come ricordo di un fatto ,ma poi svanisce, perchè non può più creare il falso, quella falsa realtà su cui abbiamo fatto affidamento ……ciò che era per noi “Reale” si diluisce sullo sfondo, ritrovandoci nel Reale.
L ‘ “ego” del qui e ora ?????!!!! , ma l’ego si nutre, è fatto, di passato e futuro ,non è “concreto “, non è Reale, perché passato e futuro non sussistono , “TU” sei Essere nell Adesso:niente e Tutto,
“TU”sei anche un essere umano che vive tra gli altri esseri umani, da cui ricevi e dai, ora ti presenti al mondo non più “fatto” di confronti e giudizi,ma
con un: eccomi così come sono ri-nato in quello che c’è.
Niente viene dall’esterno, è una “rivoluzione”, ti rivolgi all’ interno : hai già ciò che è.
Ti rivolgi a te e trovi il “sorriso”
Ti appoggi a te e trovi il “sorriso”, una sensazione di “leggero infinito” ti pervade.Da qui e ora Puoi Amare senza paura e senza speranza.
E’ una “rivoluzione” è un “capovolgimento”,adesso la tua Vera Realtà è la tua essenza , e sei nel mondo così…..
“Tu” non muti in relazione al “fuori”, il fuori accade ,interagisce con te,ma non lascia orme, rimane la Vera Realtà , ciò che è, che evolve creando una nuova vita.
Essere niente e Tutto :uno specchio aperto vuoto e disponibile in cui tutto accade in un continuo fluire.
Essere, avere, fare: essenza,corpo , mente sono propri di ognuno , muoversi e lasciare fluire questi stati in un circolo continuo che si autoalimenta partendo
dalla “nuova “ Realtà, dalla ri-nascita……evolvi , cresci come una spirale nella tua totalità , c’ è equilibrio , pace , serenità.
“Mentre vivi in questa terra di sterili aspirazioni, sei sempre privo di equilibrio , sempre tutto proteso all’ indietro o tutto in avanti,
ma quando l’ anima che ricerca è progredita anche solo pochi passi oltre questa condizione,
l’amore prende le redini “ Hahim Sanai
25 FEBBRAIO 2010
Ciò che è Vero è uno, tutto è fondamentalmente uno che è Tutto: ciò che è Vero è unità, non è unione.
L’ unione è mettere insieme un aspetto accanto all’ altro, ma questa unione si può sciogliere,può esplodere alla prima “lotta”
Unità è come amalgamare tanti colori….non si possono più dividere.
Ciò che è Vero fino in fondo, è Verità per la totalità, che è unità,di ogni aspetto di “TE”.
Un semplice respiro , il solletico tra le scapole, la sedia su cui siedo: ECCOMI.
Dire si all’ energia , ad una forza che rende debole il” me “ fatto di giusto o sbagliato,muove alla fiducia nella totalità dell’ Essere,porta a fare e dire
“cose fino in fondo”.
L’ego muore tutte le volte che sei Realmente onesto,fa male, l’ ego muore, muore un piccolo sé, poi passa nel Vero.
Senti ciò che è…C’ E’: un sorriso di leggerezza infinita.
Essere ciò che è nell’unica totalità: è un vibrare continuo che ti porta a fluire nell’ Adesso.
“Potere Adesso” è stare nel momento con fiducia in un continuo non sapere che rappresenta lo stato più libero in cui evolvere.
Invitare la morte mentre si è in vita è rilevante, “significativo”: la fine , IL TERMINE di tutto quello su cui si è fondato il comportamento,
la personalità ,che è qualcosa di conosciuto, collaudato, provato …ci siamo attaccati.
Il termine degli attaccamenti rimanendo fiduciosi nell’ Essere niente davanti al nulla sentendoci Tutto: fiorisce una nuova energia da Sé stessi,
incommensurabile che “spinge” a vivere l’ ignoto nell’ istante in cui è.
“ Abbiamo bisogno di una mente e di un cuore che non siano creati dal pensiero “ J. Krishnamurti
19 FEBBRAIO 2010 21.14
La prima volta dell’Essere e più semplicemente il primo assaggio di “morte”, rappresenta una nuova vita.
Ti accorgi , un po’ alla volta, che i fatti ,che prima “costruivano”, “strutturavano” o “distruggevano” la tua giornata…..
la tua vita, non posseggono più la stessa importanza, meglio ancora ,non ti posseggono più facendoti credere che quella è l’unica e vera realtà.
Muore l’ego , di qualunque tipo sia , e te ne accorgi provandolo, esperienza dopo esperienza .
Ti sembra di vivere a” rovescio” o di tornare a Vivere , la realtà vista dall’ego insieme all’ego, si smantella come un muro a cui vengono tolti i mattoni uno ad uno dopo che hai passato una vita a costruirti o distruggerti attorno.Ora puoi Vivere ciò che è Reale.
Il cuore si “appoggia” ,è nutrito da fiducia, da ciò che è Vero fino in fondo.
C’è gioia, c’è dolore……ci può essere,ma dal cuore, dal corpo dalle emozioni stesse sei fondamentalmente in pace, c’è quiete.
Cosa è vero fino in fondo, non ne” puoi più Fare a meno,” perché ciò che è, non rappresenta la gioia o il dolore per un momento passato o un progetto andato in fumo, è eternità è l’ origine.
L eternità non rappresenta il pensiero di arrivare a vivere per sempre, l’ eternità è il momento presente ,Essere dissolti totalmente nel vuoto,Essere niente è tutto
ogni “momento”in sé stesso, non c’è prima e dopo e durante.
E’ uno stato di grazia, quando “esci” da questo stato , quando la mente ti riporta ad agitarti a rincorrere qualcosa,ti accorgi, lo senti in ogni tua cellula, che l’energia ti possedeva completamente:tu = energia e niente è Tutto , sei abbastanza in TE, non c’è confronto e soppesare ,non c’è tempo, nel momento presente c è eternità.
La mente vuole sempre di più, vuole più soddisfazioni, vuole più gioia,più sapere : c è ansia ,confronto, agitazione…..ora è così ….dopo di più e se è meno…nooooo!!
Essere niente :morire , Tutto: rinascere nell’ eternità, la vita nell’ eternità.
Non ti senti come sei abituato : bisogni, paure, dare e avere,gioia e dolore diventano una cornice che ti calza come una corona, ma è solo fuori.
Puoi immaginarti un re o una regina, ma questo dipende dalla soddisfazione del tuo ego , esisti in una realtà “sospesa a metà”, fatta di momenti che ti portano ad una finta morte e rinascita continua , senza crescere ,ma girando in tondo in uno stato di tensione.
Dal “fuori” dipende la tua realtà che si crea da un tuo essere che muta continuamente, si stanca esausto prima di sera, nel rincorrere qualcosa che duri in “eterno “.
Morire, un assaggio…un dolore fortissimo….una leggera attesa……rinasci ,fino a sentire cosa è Vero fino in fondo, l’ origine: non sei più nulla sei Tutto ,
“fuori” può restare una corona, ma tanto non te ne preoccupi più , sei in pace senza tempo.
21 FEBBRAIO 2010 20.30
“Mentre questo mondo permane, l’ altro non può sussistere,
mentre tu esisti Dio non può essere tuo” Hakim Sanai.
La chiave per l’ Adesso- Eternità, è la morte dell’ ego come tuo “Dio”.
L’ ego vive di ciò che viene da fuori, vive del suo essere proiettato indietro o avanti nel tempo, vive di ciò che è passato e di quello che può immaginare per il futuro.
L ego non può stare nell’ Adesso, nel Vero fino in fondo, nell’ eternità senza tempo…
“mentre questo permane l’altro non può sussistere “, l’ ego esiste in quanto essere che muta continuamente in relazione al “fuori “, è una finta realtà che aleggia attorno al Vivere e lentamente te ne dimentichi... di volta in volta , accade, ma Essere è nell Adesso ,non ti condiziona più.
L’ ego svanisce nell’ Adesso, non può stare, è come il buio nella luce , scompare perché non è Reale e quì c' e Potere.
Nell Adesso c è il vuoto ,nulla ,sei niente, l’ ego non ha nulla da cui “prendere “ la vita ,non sussiste nemmeno il tempo…..pluf….come una bolla di sapone,
e QUI’ nel niente accade il Tutto ,ma non sei tu a volerlo perché tu non vuoi morire ,non cerchi la morte.
Niente , nulla , vuoto : ti senti impazzire ,è inaccettabile, ma nell’ accadere la morte senti ,percepisci qualcosa che la mente non conosce, qualcosa di immemore,
la mente non lo sa ancora e si dispera cercando in qua e in là motivi per cui piangere o sentirsi migliori, ma non riesce ad andare oltre un piccolo passo perchè è appena accaduto un SALTO NELL ABISSO, inizi a sentire e percepire “TE”e il”fuori” capovolti: questo niente è la rivelazione di ciò che è Vero ,sei Tutto…..la realtà e la Realtà si capovolgono.
.Invece di cercare osservando in confronti e in personali “costruzioni”, trovi quello che non cercavi , trovi la morte.
Invece di osservare ed essere osservato ,e avanti così in una lunga catena che si ripiega su se stessa, dove nessuno è nel “suo” Adesso , fermarsi nell’ Adesso:
la chiave per l Adesso è la morte dell’ego, fa male ,ma mentre fa male contemporaneamente passi oltre
,sempre più oltre.Si può dire a chi è “dietro “ ad osservare, spezzando la catena fatta di anelli dipendenti e separati, si crea così una cordata di fiducia.
23 FEBBRAIO 2010 18.03
Solo morendo in quanto mente sblocchi la porta dell’Essere.
In quel m o m e n t o ,senza tempo, la mente è morta.
Essere è Potere solo nel quìeora , la mente c è ma non sussiste in quanto Verità, la mente vive di passato e futuro ,di confronti e giudizi continui,è così
che si mantiene in vita e prolunga i suoi”tentacoli” portandoci solo ad essere in relazione a vittorie , sconfitte o speranze.
La chiave per l’ Essere ,che è nell’ Adesso, che è Eternità
,senza tempo, è la morte dell’ ego come tuo” Dio.”
L’ ego , aleggia attorno come ricordo di un fatto ,ma poi svanisce, perchè non può più creare il falso, quella falsa realtà su cui abbiamo fatto affidamento ……ciò che era per noi “Reale” si diluisce sullo sfondo, ritrovandoci nel Reale.
L ‘ “ego” del qui e ora ?????!!!! , ma l’ego si nutre, è fatto, di passato e futuro ,non è “concreto “, non è Reale, perché passato e futuro non sussistono , “TU” sei Essere nell Adesso:niente e Tutto,
“TU”sei anche un essere umano che vive tra gli altri esseri umani, da cui ricevi e dai, ora ti presenti al mondo non più “fatto” di confronti e giudizi,ma
con un: eccomi così come sono ri-nato in quello che c’è.
Niente viene dall’esterno, è una “rivoluzione”, ti rivolgi all’ interno : hai già ciò che è.
Ti rivolgi a te e trovi il “sorriso”
Ti appoggi a te e trovi il “sorriso”, una sensazione di “leggero infinito” ti pervade.Da qui e ora Puoi Amare senza paura e senza speranza.
E’ una “rivoluzione” è un “capovolgimento”,adesso la tua Vera Realtà è la tua essenza , e sei nel mondo così…..
“Tu” non muti in relazione al “fuori”, il fuori accade ,interagisce con te,ma non lascia orme, rimane la Vera Realtà , ciò che è, che evolve creando una nuova vita.
Essere niente e Tutto :uno specchio aperto vuoto e disponibile in cui tutto accade in un continuo fluire.
Essere, avere, fare: essenza,corpo , mente sono propri di ognuno , muoversi e lasciare fluire questi stati in un circolo continuo che si autoalimenta partendo
dalla “nuova “ Realtà, dalla ri-nascita……evolvi , cresci come una spirale nella tua totalità , c’ è equilibrio , pace , serenità.
“Mentre vivi in questa terra di sterili aspirazioni, sei sempre privo di equilibrio , sempre tutto proteso all’ indietro o tutto in avanti,
ma quando l’ anima che ricerca è progredita anche solo pochi passi oltre questa condizione,
l’amore prende le redini “ Hahim Sanai
25 FEBBRAIO 2010
Ciò che è Vero è uno, tutto è fondamentalmente uno che è Tutto: ciò che è Vero è unità, non è unione.
L’ unione è mettere insieme un aspetto accanto all’ altro, ma questa unione si può sciogliere,può esplodere alla prima “lotta”
Unità è come amalgamare tanti colori….non si possono più dividere.
Ciò che è Vero fino in fondo, è Verità per la totalità, che è unità,di ogni aspetto di “TE”.
Un semplice respiro , il solletico tra le scapole, la sedia su cui siedo: ECCOMI.
Dire si all’ energia , ad una forza che rende debole il” me “ fatto di giusto o sbagliato,muove alla fiducia nella totalità dell’ Essere,porta a fare e dire
“cose fino in fondo”.
L’ego muore tutte le volte che sei Realmente onesto,fa male, l’ ego muore, muore un piccolo sé, poi passa nel Vero.
Senti ciò che è…C’ E’: un sorriso di leggerezza infinita.
Essere ciò che è nell’unica totalità: è un vibrare continuo che ti porta a fluire nell’ Adesso.
“Potere Adesso” è stare nel momento con fiducia in un continuo non sapere che rappresenta lo stato più libero in cui evolvere.
Invitare la morte mentre si è in vita è rilevante, “significativo”: la fine , IL TERMINE di tutto quello su cui si è fondato il comportamento,
la personalità ,che è qualcosa di conosciuto, collaudato, provato …ci siamo attaccati.
Il termine degli attaccamenti rimanendo fiduciosi nell’ Essere niente davanti al nulla sentendoci Tutto: fiorisce una nuova energia da Sé stessi,
incommensurabile che “spinge” a vivere l’ ignoto nell’ istante in cui è.
“ Abbiamo bisogno di una mente e di un cuore che non siano creati dal pensiero “ J. Krishnamurti
argomento:
Marusca Pozzoni
QUANDO, IN ITALIA?
Iil deputato Gerardo Fernandez Noroña ha rinunciato al suo super-stipendio ed ha invitato i suoi colleghi a fare lo stesso, richiedendo che si sospendano i privilegi per i politici invece di aumentare le tasse su una popolazione (quella messicana) all'orlo della fame.
Presentato nella pagina IO SO! di Facebook.
Presentato nella pagina IO SO! di Facebook.
argomento:
Etica civile,
Etica politica
NUTRIRSI DI IMPOTENZA: UNA PANCHINA PER OSSERVARE LE FORME DELL'IMPEGNO POSSIBILE.
Mer 20/01/2010, ore 21:00 Incontro riflessione con la proiezione di alcuni spezzoni del documentario VIDEOCRACY, di Erik Gandini, 2009. Presso Torreluna, via Marco D'Oggiono 15, Oggiono, LC.
19 amici. Introduzione di Lara Elli. Riflessioni di Igor Salomone.
FRASI CHIAVE DELLA SERATA:
- Riprendersi in mano il senso di un impegno sociale, richiamare ognuno alla propria responsabilità individuale.
- In nessuna condizione umana si è privi di possibilità di scelta. Persino nei Lager, come testimonia Primo Levi in “Se questo è un uomo”, resta uno spazio di autonomia residuo, che determina le differenze tra il modo in cui le persone ne vivono la tragica esperienza. Se è possibile ad Auschwitz è possibile ovunque.
- Gli incontri al Bar Sport, sono l'unico laboratorio di discussione. Argomentare, controargomentare, dedurre, discutere sono capacità che si stanno perdendo.
- La società si crea attraverso il lavoro, assumendosi impegni di costruzione di questo mondo, per un bene comune. Il valore sociale del lavoro non si identifica col fare un lavoro sociale. E' il lavoro in sé, qualunque sia, ad avere un valore sociale. Oltre a coloro che svolgono un lavoro sociale, ci sono quelli che cercano la realizzazione sociale altrove (es. volontariato) e quelli che cercano invece il valore individuale (insegnamento in Italia del berlusconismo, a partire dall'onda del neoliberismo iniziata negli anni '70) anziché il valore sociale. La questione è: occuparsi di sé e delle proprie cose (al limite dei propri cari, della propria “famiglia”) oppure occuparsi di un bene comune.
- Se non ci si sta in modo critico, l'appartenenza diventa un annullamento delle proprie responsabilità.
L'appartenenza è: ci sono io, ci sei tu, c'è l'altro e stiamo facendo questa cosa insieme.
- Facciamo il manifesto dell'individualismo sociale: ognuno si muove con la propria responsabilità, ma nell'ottica di occuparsi di un bene collettivo. Una cultura intelligente dell'individualismo, che ne recuperi il valore sociale. Facebook è uno degli spazi in cui questo è possibile.
- Qual è la quota di infelicità che produce la mia felicità?
Grazie Igor!
19 amici. Introduzione di Lara Elli. Riflessioni di Igor Salomone.
FRASI CHIAVE DELLA SERATA:
- Riprendersi in mano il senso di un impegno sociale, richiamare ognuno alla propria responsabilità individuale.
- In nessuna condizione umana si è privi di possibilità di scelta. Persino nei Lager, come testimonia Primo Levi in “Se questo è un uomo”, resta uno spazio di autonomia residuo, che determina le differenze tra il modo in cui le persone ne vivono la tragica esperienza. Se è possibile ad Auschwitz è possibile ovunque.
- Gli incontri al Bar Sport, sono l'unico laboratorio di discussione. Argomentare, controargomentare, dedurre, discutere sono capacità che si stanno perdendo.
- La società si crea attraverso il lavoro, assumendosi impegni di costruzione di questo mondo, per un bene comune. Il valore sociale del lavoro non si identifica col fare un lavoro sociale. E' il lavoro in sé, qualunque sia, ad avere un valore sociale. Oltre a coloro che svolgono un lavoro sociale, ci sono quelli che cercano la realizzazione sociale altrove (es. volontariato) e quelli che cercano invece il valore individuale (insegnamento in Italia del berlusconismo, a partire dall'onda del neoliberismo iniziata negli anni '70) anziché il valore sociale. La questione è: occuparsi di sé e delle proprie cose (al limite dei propri cari, della propria “famiglia”) oppure occuparsi di un bene comune.
- Se non ci si sta in modo critico, l'appartenenza diventa un annullamento delle proprie responsabilità.
L'appartenenza è: ci sono io, ci sei tu, c'è l'altro e stiamo facendo questa cosa insieme.
- Facciamo il manifesto dell'individualismo sociale: ognuno si muove con la propria responsabilità, ma nell'ottica di occuparsi di un bene collettivo. Una cultura intelligente dell'individualismo, che ne recuperi il valore sociale. Facebook è uno degli spazi in cui questo è possibile.
- Qual è la quota di infelicità che produce la mia felicità?
Grazie Igor!
argomento:
[EVENTI],
Etica civile,
Etica politica
IGOR SALOMONE e DEDALO, Studio di prassi pedagogica

Igor Salomone, socio fondatore dello Studio.
Scrittore a tempo perso, docente universitario in mobilità, artista marziale sin quando regge, trascorre le giornate a dare un senso alla propria vita provocando qui e là qualche ricaduta sulle vite altrui.
E' anche padre e marito, ma nessuno è perfetto.
www.studiodedalo.net
igor.salomone@studiodedalo.net
argomento:
Collaborazioni
UN GESTO NAZIONALE "UBUNTU" DAL SENEGAL
I fratelli Africani ci danno lezione, e che lezione. [...] ’sti Senegalesi….non ci hanno pensato un secondo invitando gli Haitiani a trasferirsi in Senegal offrendo un tetto se sono in pochi, o una regione se il movimento del dolore è di massa.
Venite, c’è posto e dividiamo quel che c’è. [...] Il Senegal non è nemmeno la Svizzera Nera, è uno dei tanti luoghi malmenati del Continentone Danzante, quello che noi [...] bianchi [...] inquiniamo, deprediamo, acquistiamo e sfruttiamo in tutte le salse per poter morire e riposare in una bara di mogano stracolma di ori, dimenticati alla svelta, una scoreggia nella storia.
Loro hanno un cuore a 4 valvole, due per loro e due da prestare alla bisogna a qualche fratello amico.
Capitasse un terremoto devastante in questo Paese [...] qual’è l’Italia, avremmo una solitudine nel morire ed un fracco di fratelli fuori dogana pronti a comprare per un piatto di lenticchie le macerie, per cominciare il Cantierone.
Cosa tra l’altro già in essere con noi in vita, figuriamoci “da stesi”….
Cos’è l’umanitità quando abbiamo la fortuna di essere il terzo-quarto-quinto Paese più qui, più la… una superpotenza di una fragilità pari alla consistenza dell’ala di una farfalla, che se la tocchi la farfalla muore, non vola più e muore.
Questi dividono il poco che hanno senza porsi nemmeno uno straccio di quesito: non gliene frega un cazzo, lo fanno e basta. La loro di democrazia effettiva è da esportare, pioverebbero sorrisi, non bombe. Quindi una luce di speranza c’è, e cazzo è Africana. E mi fa piacere perchè la loro obbligata condizione Spartana alla quale sono abituati ce li consegna per quello che sono, immediati e sinceri, senza tante menate.
Ma si sa, l’Africa ogni tanto fa una piazzata delle sue, e quando la fa il mondo ammutolisce, quello pensante, l’altro fa finta di nulla perchè è tempo sottratto ed il tempo è denaro.
Fonte: http://www.cloroalclero.com/?p=3382
Venite, c’è posto e dividiamo quel che c’è. [...] Il Senegal non è nemmeno la Svizzera Nera, è uno dei tanti luoghi malmenati del Continentone Danzante, quello che noi [...] bianchi [...] inquiniamo, deprediamo, acquistiamo e sfruttiamo in tutte le salse per poter morire e riposare in una bara di mogano stracolma di ori, dimenticati alla svelta, una scoreggia nella storia.
Loro hanno un cuore a 4 valvole, due per loro e due da prestare alla bisogna a qualche fratello amico.
Capitasse un terremoto devastante in questo Paese [...] qual’è l’Italia, avremmo una solitudine nel morire ed un fracco di fratelli fuori dogana pronti a comprare per un piatto di lenticchie le macerie, per cominciare il Cantierone.
Cosa tra l’altro già in essere con noi in vita, figuriamoci “da stesi”….
Cos’è l’umanitità quando abbiamo la fortuna di essere il terzo-quarto-quinto Paese più qui, più la… una superpotenza di una fragilità pari alla consistenza dell’ala di una farfalla, che se la tocchi la farfalla muore, non vola più e muore.
Questi dividono il poco che hanno senza porsi nemmeno uno straccio di quesito: non gliene frega un cazzo, lo fanno e basta. La loro di democrazia effettiva è da esportare, pioverebbero sorrisi, non bombe. Quindi una luce di speranza c’è, e cazzo è Africana. E mi fa piacere perchè la loro obbligata condizione Spartana alla quale sono abituati ce li consegna per quello che sono, immediati e sinceri, senza tante menate.
Ma si sa, l’Africa ogni tanto fa una piazzata delle sue, e quando la fa il mondo ammutolisce, quello pensante, l’altro fa finta di nulla perchè è tempo sottratto ed il tempo è denaro.
Fonte: http://www.cloroalclero.com/?p=3382
argomento:
[UBUNTU],
Da leggere,
Etica civile,
Etica politica
ACQUA BENE COMUNE - INTERVISTA AL SEGRETARIO PER IL FORUM DELL'ACQUA
"L'acqua deve tornare pubblica. Quotare la pioggia in Borsa equivale ad affidare la sopravvivenza delle persone a degli squali. Il prossimo V3day sarà per l'acqua pubblica, l'8 maggio 2010. In Italia manca una cultura diffusa dell'acqua, i fiumi e i torrenti sono inquinati nell'indifferenza di quasi tutti, le sorgenti non sono protette, l'acqua viene sprecata come se fosse un bene inesauribile. L'acqua è il petrolio di questo secolo, l'oggetto di desiderio delle multinazionali, dobbiamo difenderla In Italia esistono movimenti e testimonianze a favore dell'acqua pubblica come il: "Forum italiano dei movimenti per l’acqua"." Beppe Grillo
argomento:
Da vedere,
Etica civile,
Etica politica
LEGGERE CON CURA 2010 Ospedale Alessandro Manzoni di Lecco
In anteprima le sette poesie di sette versi scritte da Ivan Sirtori, dedicate agli operatori e rivolte idealmente agli ospiti, pazienti o visitatori, dell'Ospedale Alessandro Manzoni di Lecco.
Ogni poesia tenta di cogliere ed esprimere l'essenza sana del loro operato, a volte visibile altre latente, nella realtà del lavoro quotidiano.
L'ESSENZA DEL LAVORO DI CURA IN OSPEDALE
ATTRAVERSO IMMAGINI POETICHE DEI SUOI NODI OPERATIVI
Canto dei receptionist
Ti accolgo nello Spazio della Cura
primo volto che scruti e ti osserva,
pellegrino di passaggio con gli occhi spersi
la mia voce ti guida nel labirinto, sicura
e la mano ti offre gli esiti dello sguardo medico
Se sorrido, l'intero ospedale ti sorride
e ti accoglie se io ti accolgo
Canto dei dirigenti
Con lo sguardo aperto sul vasto panorama
di operatori, regole, spazi e risorse
tessiamo i fili cercando forme buone
ordini, relazioni e vesti adatte nei colori
serviamo la pianta nutrendola e irrigandola
potando e raccogliendo i frutti d'ogni giorno
giardinieri attenti, dialoghiamo con il mondo
Canto degli amministrativi
Nascosti alla vista, nei palazzi “segreti”
gestiamo le carte e le informazioni
che il lavoro di tutti si svolga ordinato
nel flusso costante del nostro fare
radici silenziose della pianta che vi ospita
apportiamo alimento dialogando con la terra
guardando col sorriso il dipanarsi della Cura
Canto dei medici
Scrutiamo nei corpi e nella nostra scienza
cercando il Senso dei suoi canti sgraziati
con strumenti potenti e parole arcane
di rado sospesi tra segrete domande:
quali pensieri fanno ammalare, quali guarire?
quali emozioni d'ogni giorno parlano al corpo per ben funzionare?
che ogni diagnosi in essenza sia: “carenza di vita e d'amore”?
Canto degli infermieri
Con occhio vigile e mani esperte
riversiamo pozioni nei corpi che gridano
guardandone attenti la trasformazione
al fianco, nell'incerto viaggio
e doloroso, verso un nuovo sorriso.
Il nostro cuore trema e lo teniamo sospeso
ma nell'ora dell'attesa ci commuoviamo in silenzio
Canto degli ausiliari
Braccio fedele, volto gentile
quotidiana presenza d'ogni stanza
ogni corridoio o angolo nascosto
Formiche operose che donano ordine
con sguardi dosati, gesti e parole
Se siamo aperti con la mente e il cuore
ci scopriamo vicini e capaci d'amore
Canto dei volontari
Angeli leggeri di stanza in stanza
vaghiamo cercando un volto e una voce
nutriamo, nutrendoci, della nostra attenzione
cercando l'umano che in ogni persona
col frastuono del dolore
si nasconde e protegge nelle stanze del cuore
Ci prendiam cura, curandoci, con sguardi e parole
Ogni poesia tenta di cogliere ed esprimere l'essenza sana del loro operato, a volte visibile altre latente, nella realtà del lavoro quotidiano.
L'ESSENZA DEL LAVORO DI CURA IN OSPEDALE
ATTRAVERSO IMMAGINI POETICHE DEI SUOI NODI OPERATIVI
Canto dei receptionist
Ti accolgo nello Spazio della Cura
primo volto che scruti e ti osserva,
pellegrino di passaggio con gli occhi spersi
la mia voce ti guida nel labirinto, sicura
e la mano ti offre gli esiti dello sguardo medico
Se sorrido, l'intero ospedale ti sorride
e ti accoglie se io ti accolgo
Canto dei dirigenti
Con lo sguardo aperto sul vasto panorama
di operatori, regole, spazi e risorse
tessiamo i fili cercando forme buone
ordini, relazioni e vesti adatte nei colori
serviamo la pianta nutrendola e irrigandola
potando e raccogliendo i frutti d'ogni giorno
giardinieri attenti, dialoghiamo con il mondo
Canto degli amministrativi
Nascosti alla vista, nei palazzi “segreti”
gestiamo le carte e le informazioni
che il lavoro di tutti si svolga ordinato
nel flusso costante del nostro fare
radici silenziose della pianta che vi ospita
apportiamo alimento dialogando con la terra
guardando col sorriso il dipanarsi della Cura
Canto dei medici
Scrutiamo nei corpi e nella nostra scienza
cercando il Senso dei suoi canti sgraziati
con strumenti potenti e parole arcane
di rado sospesi tra segrete domande:
quali pensieri fanno ammalare, quali guarire?
quali emozioni d'ogni giorno parlano al corpo per ben funzionare?
che ogni diagnosi in essenza sia: “carenza di vita e d'amore”?
Canto degli infermieri
Con occhio vigile e mani esperte
riversiamo pozioni nei corpi che gridano
guardandone attenti la trasformazione
al fianco, nell'incerto viaggio
e doloroso, verso un nuovo sorriso.
Il nostro cuore trema e lo teniamo sospeso
ma nell'ora dell'attesa ci commuoviamo in silenzio
Canto degli ausiliari
Braccio fedele, volto gentile
quotidiana presenza d'ogni stanza
ogni corridoio o angolo nascosto
Formiche operose che donano ordine
con sguardi dosati, gesti e parole
Se siamo aperti con la mente e il cuore
ci scopriamo vicini e capaci d'amore
Canto dei volontari
Angeli leggeri di stanza in stanza
vaghiamo cercando un volto e una voce
nutriamo, nutrendoci, della nostra attenzione
cercando l'umano che in ogni persona
col frastuono del dolore
si nasconde e protegge nelle stanze del cuore
Ci prendiam cura, curandoci, con sguardi e parole
argomento:
[POESIA / NARRATIVA],
Associazione LA CURA,
LEGGERE CON CURA
QUANDO MORIRO’
Quando morirò, tu andrai
A guardare la terra, che abbiamo attraversato insieme
Quando morirò, tu andrai
Ad annusare la terra, che abbiamo accarezzato insieme
Io e te , nuvole altissime e cangianti
Io e te , soffi di vento nella notte
Io e te , raggi di sole sulla neve
Quando morirai, io andrò
A benedire la terra, che abbiamo amato insieme
Quando morirai, io andrò
A trasformare la terra, che abbiamo preparato insieme
Io e te , nuvole altissime e cangianti
Io e te , soffi di vento nella notte
Io e te , raggi di sole sulla neve
Sarò un padre luminoso con dei figli aperti e veri
Ciò che sei stata in vita diverrà ciò che io sono
Mi espanderò vastissimo trovandoti in ogni respiro
Fino a vederti a sentirti a parlarti a toccarti con il pensiero
Quando moriremo noi
I nostri figli
Sapranno già
volare
Ivan
A guardare la terra, che abbiamo attraversato insieme
Quando morirò, tu andrai
Ad annusare la terra, che abbiamo accarezzato insieme
Io e te , nuvole altissime e cangianti
Io e te , soffi di vento nella notte
Io e te , raggi di sole sulla neve
Quando morirai, io andrò
A benedire la terra, che abbiamo amato insieme
Quando morirai, io andrò
A trasformare la terra, che abbiamo preparato insieme
Io e te , nuvole altissime e cangianti
Io e te , soffi di vento nella notte
Io e te , raggi di sole sulla neve
Sarò un padre luminoso con dei figli aperti e veri
Ciò che sei stata in vita diverrà ciò che io sono
Mi espanderò vastissimo trovandoti in ogni respiro
Fino a vederti a sentirti a parlarti a toccarti con il pensiero
Quando moriremo noi
I nostri figli
Sapranno già
volare
Ivan
argomento:
[MUSICA],
Associazione LA CURA
PASSEGGIATA NOTTURNA AL FORCELLINO ATTRAVERSO IL PARCO DEL VALENTINO
Al pian dei Resinelli, isolati da una freschissima e abbondante nevicata
tre anime loquaci lottano tra scintille con le catene
arrivano al rifugio Soldanella, si saziano di buon cibo
e attraversano azzittite dall'incanto, il bosco innevato di fresco
arrivate al belvedere del Forcellino sentono l'abisso nella pancia
inneggiano con canti, modellano forme luminose con la neve
e tornano sui loro passi nel canto sussurrato del bosco
affondando morbidi nelle nuvole appena illuminate dalla luna (Ivan)
Ivan e Ruggero, fotografati da Marusca, alla luce della torcia. Dietro, il buio densissimo e carico dell'abisso del Forcellino

Tunnel di fronde e neve

Scultura luminosa realizzata con neve e torcia da Marusca
tre anime loquaci lottano tra scintille con le catene
arrivano al rifugio Soldanella, si saziano di buon cibo
e attraversano azzittite dall'incanto, il bosco innevato di fresco
arrivate al belvedere del Forcellino sentono l'abisso nella pancia
inneggiano con canti, modellano forme luminose con la neve
e tornano sui loro passi nel canto sussurrato del bosco
affondando morbidi nelle nuvole appena illuminate dalla luna (Ivan)
Ivan e Ruggero, fotografati da Marusca, alla luce della torcia. Dietro, il buio densissimo e carico dell'abisso del Forcellino
Tunnel di fronde e neve

Scultura luminosa realizzata con neve e torcia da Marusca
argomento:
[EVENTI]
COSA RESTA DI FREUD A SETTANT'ANNI DALLA SUA MORTE?
di Umberto Galimberti - 03/01/2010 Fonte: La Repubblica
Oggi la società della disciplina è diventata società dell’efficienza
La contrapposizione ben più lacerante è quella tra possibile e impossibile
A settant´anni dalla morte di Freud vien da chiedersi che cosa sopravvive della sua teoria e che cosa invece si è rivelato caduco. È questa una domanda legittima, ma che forse vale solo per le scienze esatte, dove verifiche oggettive e sperimentazioni sempre più approfondite consentono di validare o invalidare una teoria. La psicoanalisi non è una scienza "esatta", ma si iscrive nell´ambito delle scienze "storico-ermenutiche". E questo perché la psiche è così solidale con la storia da essere profondamente attraversata e modificata dallo spirito del tempo, che è possibile cogliere e descrivere solo con l´arte dell´interpretazione o, come oggi si preferisce dire, col lavoro ermeneutico.
Questo spiega perché, a partire da Freud, si sono sviluppati tanti percorsi interpretativi, approdati ad altrettante teorie psicoanalitiche, da cui hanno preso avvio le diverse scuole. In comune esse hanno il concetto di «nevrosi» che Freud, dopo aver rifiutato di considerare la nevrosi una malattia del sistema nervoso come voleva la medicina di stampo positivista in voga al suo tempo, ha trasferito dal piano "biologico" a quello "culturale".
Lo ha fatto definendo la nevrosi come un «conflitto» tra il mondo delle pulsioni (da lui denominato Es) e le esigenze della società (denominate Super-io) che ne chiedono il contenimento e il controllo.
In questa dinamica è possibile scorgere il tragitto dell´umanità e il suo disagio che Freud condensa in queste rapide espressioni: «Di fatto l´uomo primordiale stava meglio perché ignorava qualsiasi restrizione pulsionale. In compenso la sua sicurezza di godere a lungo di tale felicità era molto esigua. L´uomo civile ha barattato una parte della sua possibilità di felicità per un po´ di sicurezza». Questa interpretazione del disagio psichico, che sposta la lettura della sofferenza dal piano biologico a quello culturale, è la grande scoperta di Freud, tuttora alla base delle successive teorie psicoanalitiche che, per quanto differenti tra loro, rifiutano di reperire le spiegazioni della sofferenza psichica esclusivamente nel fondo biologico dell´organismo.
A questa intuizione Freud è giunto grazie alla sua assidua frequentazione della filosofia e in particolare di quella di Schopenhauer, che Freud considera suo «precursore»: «Molti filosofi possono essere citati come precursori, e sopra tutti Schopenhauer, la cui "volontà inconscia" può essere equiparata alle pulsioni psichiche di cui parla la psicoanalisi». Secondo Schopenhauer, infatti, ciascuno di noi è abitato da una doppia soggettività: la «soggettività della specie» che impiega gli individui per i suoi interessi che sono poi quelli della propria conservazione, e la «soggettività dell´individuo» che si illude di disegnare un mondo in base ai suoi progetti, che altro non sono se non illusioni per vivere, senza vedere che a cadenzare il ritmo della vita sono le immodificabili esigenze della specie.
Questa doppia soggettività viene codificata dalla psicoanalisi con le parole «io» e «inconscio». Nell´inconscio occorre distinguere un inconscio «pulsionale» dove trovano espressione le esigenze della specie, e un inconscio «superegoico» dove si depositano e si interiorizzano le esigenze della società. Sono esigenze della specie la sessualità, senza la quale la specie non vedrebbe garantita la sua perpetuazione, e l´aggressività che serve per la difesa della prole. Queste due pulsioni, proprio perché sono al servizio della specie, l´io le subisce, le patisce, e perciò diventano le sue «passioni», che la società, per salvaguardare se stessa, chiede di contenere, nella loro espressione, entro certi limiti.
Tra le esigenze della specie (Es o inconscio pulsionale) e le esigenze della società (Super-io o inconscio sociale) c´è il nostro io, la nostra parte cosciente, che raggiunge il suo equilibrio nel dare adeguata e limitata soddisfazione a queste esigenze contrastanti, la cui forza può incrinare l´equilibrio dell´io (e in questo caso abbiamo la nevrosi) o addirittura può dissolvere l´io sopprimendo ogni spazio di mediazione tra le due forze in conflitto, e allora abbiamo la psicosi o follia. La psicoanalisi, che per curare ha bisogno dell´alleanza dell´io, può operare solo con la nevrosi, aggiustando le incrinature dell´io, mentre è impotente con la psicosi, dove inconscio pulsionale e inconscio sociale confliggono corpo a corpo, senza uno spazio di mediazione.
Ma proprio perché la psiche è «storica» e perciò muta col tempo, non si può essere fedeli a questa grande intuizione di Freud, se non superando Freud, perché il suo concetto di nevrosi ben si attaglia a una «società della disciplina» dove la nevrosi è concepita come un «conflitto» tra il desiderio che vuole infrangere la norma e la norma che tende a inibire il desiderio. Oggi la società della disciplina è tramontata, sostituita dalla «società dell´efficienza» dove la contrapposizione tra «il permesso e il proibito» ha lasciato il posto a una contrapposizione ben più lacerante che è quella tra «il possibile e l´impossibile».
Che significa tutto questo agli effetti della sofferenza psichica? Significa, come opportunamente osserva il sociologo francese Alain Ehrenberg in La fatica di essere se stessi (Einaudi), che nel rapporto tra individuo e società, la misura dell´individuo ideale non è più data dalla docilità e dall´obbedienza disciplinare, ma dall´iniziativa, dal progetto, dalla motivazione, dai risultati che si è in grado di ottenere nella massima espressione di sé. L´individuo non è più regolato da un ordine esterno, da una conformità alla legge, la cui infrazione genera sensi di colpa, ma deve fare appello alle sue risorse interne, alle sue competenze mentali, per raggiungere quei risultati a partire dai quali verrà valutato.
In questo modo, dagli anni Settanta in poi, il disagio psichico ha cambiato radicalmente forma: non più il «conflitto nevrotico tra norma e trasgressione» con conseguente senso di colpa ma, in uno scenario sociale dove non c´è più norma perché tutto è possibile, la sofferenza origina da un «senso di insufficienza» per ciò che si potrebbe fare e non si è in grado di fare, o non si riesce a fare secondo le attese altrui, a partire dalle quali, ciascuno misura il valore di se stesso. Per effetto di questo mutamento, scrive Eherenberg: «La figura del soggetto ne esce in gran parte modificata. Il problema dell´azione non è: "ho il diritto di compierla?" ma: "sono in grado di compierla?"». Dove un fallimento in questa competizione generalizzata, tipica della nostra società, equivale a una non tanto mascherata esclusione sociale.
Del resto già Freud, considerando le richieste che la società esigeva dai singoli individui, ne Il disagio della civiltà si chiedeva: «Non è forse lecita la diagnosi che alcune civiltà, o epoche civili, e magari tutto il genere umano, sono diventati "nevrotici" per effetto del loro stesso sforzo di civiltà? [...] Pertanto non provo indignazione quando sento chi, considerate le mete a cui tendono i nostri sforzi verso la civiltà e i mezzi usati per raggiungerle, ritiene che il gioco non valga la candela e che l´esito non possa essere per il singolo altro che intollerabile».
Alla domanda iniziale: cosa resta di Freud a settant´anni dalla sua morte? Rispondo: l´aver sottratto il disagio psichico alla semplice lettura biologica, l´averlo collocato sul piano culturale, l´aver intuito per effetto di questa collocazione che il disagio psichico si modifica di epoca in epoca, per cui compito della psicoanalisi, più che attorcigliarsi nelle diverse denominazioni delle nevrosi, è quello di individuare le modificazioni culturali che caratterizzano le diverse epoche, che tanta ripercussione hanno sulla modalità di ammalarsi «nervosamente».
da Repubblica 3 gennaio 2009
Oggi la società della disciplina è diventata società dell’efficienza
La contrapposizione ben più lacerante è quella tra possibile e impossibile
A settant´anni dalla morte di Freud vien da chiedersi che cosa sopravvive della sua teoria e che cosa invece si è rivelato caduco. È questa una domanda legittima, ma che forse vale solo per le scienze esatte, dove verifiche oggettive e sperimentazioni sempre più approfondite consentono di validare o invalidare una teoria. La psicoanalisi non è una scienza "esatta", ma si iscrive nell´ambito delle scienze "storico-ermenutiche". E questo perché la psiche è così solidale con la storia da essere profondamente attraversata e modificata dallo spirito del tempo, che è possibile cogliere e descrivere solo con l´arte dell´interpretazione o, come oggi si preferisce dire, col lavoro ermeneutico.
Questo spiega perché, a partire da Freud, si sono sviluppati tanti percorsi interpretativi, approdati ad altrettante teorie psicoanalitiche, da cui hanno preso avvio le diverse scuole. In comune esse hanno il concetto di «nevrosi» che Freud, dopo aver rifiutato di considerare la nevrosi una malattia del sistema nervoso come voleva la medicina di stampo positivista in voga al suo tempo, ha trasferito dal piano "biologico" a quello "culturale".
Lo ha fatto definendo la nevrosi come un «conflitto» tra il mondo delle pulsioni (da lui denominato Es) e le esigenze della società (denominate Super-io) che ne chiedono il contenimento e il controllo.
In questa dinamica è possibile scorgere il tragitto dell´umanità e il suo disagio che Freud condensa in queste rapide espressioni: «Di fatto l´uomo primordiale stava meglio perché ignorava qualsiasi restrizione pulsionale. In compenso la sua sicurezza di godere a lungo di tale felicità era molto esigua. L´uomo civile ha barattato una parte della sua possibilità di felicità per un po´ di sicurezza». Questa interpretazione del disagio psichico, che sposta la lettura della sofferenza dal piano biologico a quello culturale, è la grande scoperta di Freud, tuttora alla base delle successive teorie psicoanalitiche che, per quanto differenti tra loro, rifiutano di reperire le spiegazioni della sofferenza psichica esclusivamente nel fondo biologico dell´organismo.
A questa intuizione Freud è giunto grazie alla sua assidua frequentazione della filosofia e in particolare di quella di Schopenhauer, che Freud considera suo «precursore»: «Molti filosofi possono essere citati come precursori, e sopra tutti Schopenhauer, la cui "volontà inconscia" può essere equiparata alle pulsioni psichiche di cui parla la psicoanalisi». Secondo Schopenhauer, infatti, ciascuno di noi è abitato da una doppia soggettività: la «soggettività della specie» che impiega gli individui per i suoi interessi che sono poi quelli della propria conservazione, e la «soggettività dell´individuo» che si illude di disegnare un mondo in base ai suoi progetti, che altro non sono se non illusioni per vivere, senza vedere che a cadenzare il ritmo della vita sono le immodificabili esigenze della specie.
Questa doppia soggettività viene codificata dalla psicoanalisi con le parole «io» e «inconscio». Nell´inconscio occorre distinguere un inconscio «pulsionale» dove trovano espressione le esigenze della specie, e un inconscio «superegoico» dove si depositano e si interiorizzano le esigenze della società. Sono esigenze della specie la sessualità, senza la quale la specie non vedrebbe garantita la sua perpetuazione, e l´aggressività che serve per la difesa della prole. Queste due pulsioni, proprio perché sono al servizio della specie, l´io le subisce, le patisce, e perciò diventano le sue «passioni», che la società, per salvaguardare se stessa, chiede di contenere, nella loro espressione, entro certi limiti.
Tra le esigenze della specie (Es o inconscio pulsionale) e le esigenze della società (Super-io o inconscio sociale) c´è il nostro io, la nostra parte cosciente, che raggiunge il suo equilibrio nel dare adeguata e limitata soddisfazione a queste esigenze contrastanti, la cui forza può incrinare l´equilibrio dell´io (e in questo caso abbiamo la nevrosi) o addirittura può dissolvere l´io sopprimendo ogni spazio di mediazione tra le due forze in conflitto, e allora abbiamo la psicosi o follia. La psicoanalisi, che per curare ha bisogno dell´alleanza dell´io, può operare solo con la nevrosi, aggiustando le incrinature dell´io, mentre è impotente con la psicosi, dove inconscio pulsionale e inconscio sociale confliggono corpo a corpo, senza uno spazio di mediazione.
Ma proprio perché la psiche è «storica» e perciò muta col tempo, non si può essere fedeli a questa grande intuizione di Freud, se non superando Freud, perché il suo concetto di nevrosi ben si attaglia a una «società della disciplina» dove la nevrosi è concepita come un «conflitto» tra il desiderio che vuole infrangere la norma e la norma che tende a inibire il desiderio. Oggi la società della disciplina è tramontata, sostituita dalla «società dell´efficienza» dove la contrapposizione tra «il permesso e il proibito» ha lasciato il posto a una contrapposizione ben più lacerante che è quella tra «il possibile e l´impossibile».
Che significa tutto questo agli effetti della sofferenza psichica? Significa, come opportunamente osserva il sociologo francese Alain Ehrenberg in La fatica di essere se stessi (Einaudi), che nel rapporto tra individuo e società, la misura dell´individuo ideale non è più data dalla docilità e dall´obbedienza disciplinare, ma dall´iniziativa, dal progetto, dalla motivazione, dai risultati che si è in grado di ottenere nella massima espressione di sé. L´individuo non è più regolato da un ordine esterno, da una conformità alla legge, la cui infrazione genera sensi di colpa, ma deve fare appello alle sue risorse interne, alle sue competenze mentali, per raggiungere quei risultati a partire dai quali verrà valutato.
In questo modo, dagli anni Settanta in poi, il disagio psichico ha cambiato radicalmente forma: non più il «conflitto nevrotico tra norma e trasgressione» con conseguente senso di colpa ma, in uno scenario sociale dove non c´è più norma perché tutto è possibile, la sofferenza origina da un «senso di insufficienza» per ciò che si potrebbe fare e non si è in grado di fare, o non si riesce a fare secondo le attese altrui, a partire dalle quali, ciascuno misura il valore di se stesso. Per effetto di questo mutamento, scrive Eherenberg: «La figura del soggetto ne esce in gran parte modificata. Il problema dell´azione non è: "ho il diritto di compierla?" ma: "sono in grado di compierla?"». Dove un fallimento in questa competizione generalizzata, tipica della nostra società, equivale a una non tanto mascherata esclusione sociale.
Del resto già Freud, considerando le richieste che la società esigeva dai singoli individui, ne Il disagio della civiltà si chiedeva: «Non è forse lecita la diagnosi che alcune civiltà, o epoche civili, e magari tutto il genere umano, sono diventati "nevrotici" per effetto del loro stesso sforzo di civiltà? [...] Pertanto non provo indignazione quando sento chi, considerate le mete a cui tendono i nostri sforzi verso la civiltà e i mezzi usati per raggiungerle, ritiene che il gioco non valga la candela e che l´esito non possa essere per il singolo altro che intollerabile».
Alla domanda iniziale: cosa resta di Freud a settant´anni dalla sua morte? Rispondo: l´aver sottratto il disagio psichico alla semplice lettura biologica, l´averlo collocato sul piano culturale, l´aver intuito per effetto di questa collocazione che il disagio psichico si modifica di epoca in epoca, per cui compito della psicoanalisi, più che attorcigliarsi nelle diverse denominazioni delle nevrosi, è quello di individuare le modificazioni culturali che caratterizzano le diverse epoche, che tanta ripercussione hanno sulla modalità di ammalarsi «nervosamente».
da Repubblica 3 gennaio 2009
argomento:
Da leggere
PASSEGGIATA NOTTURNA DI VEN 8 GENNAIO 2010
Dai Resinelli al Forcellino, attraverso il Parco del Valentino.
Ritrovo alla chiesa dei Piani Resinelli alle ore 21:00.
Conducono Ruggero Meles e Ivan Sirtori.
Per segnalare la tua presenza telefona a Ivan 328.916.2954 o Lara 333.1469.490 o invia una mail a ivan.sirtori@torreluna.com
SOPRALLUOGO DEL 26 NOVEMBRE
Il Barro, visto dal balcone del Forcellino, meta della nostra passeggiata notturna, spunta come un'isola nel mare di nuvole che coprono la vallata di Lecco e dell'alta Brianza, verso sud.


Ritrovo alla chiesa dei Piani Resinelli alle ore 21:00.
Conducono Ruggero Meles e Ivan Sirtori.
Per segnalare la tua presenza telefona a Ivan 328.916.2954 o Lara 333.1469.490 o invia una mail a ivan.sirtori@torreluna.com
SOPRALLUOGO DEL 26 NOVEMBRE
Il Barro, visto dal balcone del Forcellino, meta della nostra passeggiata notturna, spunta come un'isola nel mare di nuvole che coprono la vallata di Lecco e dell'alta Brianza, verso sud.
argomento:
[EVENTI]
PRONTI, PRESENTI, APERTI
"Picnic sulla luna. 31 dicembre 2009. Ore 11.45"

Qui ed ora del nuovo anno
"L'effeto del moto degli ABITANTI DI CONFINE che si voltano e guardano indietro crea un campo di forza che agisce come limite e come paraurti per il tic-toc. Ricorda, gli ABITANTI DI CONFINE non sono in qualche posto su una stella; sono vicini al tic-toc alla fermata dell'autobus. Ma l'effetto del potere collettivo degli ABITANTI DI CONFINE accerchia le proiezioni mentali della MENTE TRIBALE e del suo ego, riflettendo silenziosamente ciò che è verità e ciò che è illusione. Gradualmente tutti sono costretti a volgersi verso se stessi. Il movimento teso al risveglio di una coscienza più elevata ha già avuto un influsso sul mondo in molti settori. Salute e dieta, investimenti etici, liberazione dei piani di studio, conservazione ed ecologia, pace nel mondo e così via. Ma sopratutto la gente impara che c'è una grande felicità personale oltre la confusione e i problemi che dominano la vita di molti"
da Stuart Wilde, I PROSSIMI CAMBIAMENTI, ed. Macro, p.94
Qui ed ora del nuovo anno
"L'effeto del moto degli ABITANTI DI CONFINE che si voltano e guardano indietro crea un campo di forza che agisce come limite e come paraurti per il tic-toc. Ricorda, gli ABITANTI DI CONFINE non sono in qualche posto su una stella; sono vicini al tic-toc alla fermata dell'autobus. Ma l'effetto del potere collettivo degli ABITANTI DI CONFINE accerchia le proiezioni mentali della MENTE TRIBALE e del suo ego, riflettendo silenziosamente ciò che è verità e ciò che è illusione. Gradualmente tutti sono costretti a volgersi verso se stessi. Il movimento teso al risveglio di una coscienza più elevata ha già avuto un influsso sul mondo in molti settori. Salute e dieta, investimenti etici, liberazione dei piani di studio, conservazione ed ecologia, pace nel mondo e così via. Ma sopratutto la gente impara che c'è una grande felicità personale oltre la confusione e i problemi che dominano la vita di molti"
da Stuart Wilde, I PROSSIMI CAMBIAMENTI, ed. Macro, p.94
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