LE MIE PROPOSTE PER ATTRAVERSARE UN'APOCALISSE - Stasera a Torreluna
Amici
l'Apocalisse è mutamento, sorpresa, cambio di prospettiva.
E il cielo così saturo di nuvole e pioggia e vento.
Stasera vi parlerò da TORRELUNA, come previsto inizialmente, dal nostro "rifugio", caldo e protettivo.
Pian Sciresa è un'acquitrinio e lo lasciamo in pace, con la sua umidità.
A stasera!
Ore 21:00, Torreluna, via Marco D'Oggiono 15, Oggiono (LC).
L'apocalisse è qui
ed ora.
Ivan
l'Apocalisse è mutamento, sorpresa, cambio di prospettiva.
E il cielo così saturo di nuvole e pioggia e vento.
Stasera vi parlerò da TORRELUNA, come previsto inizialmente, dal nostro "rifugio", caldo e protettivo.
Pian Sciresa è un'acquitrinio e lo lasciamo in pace, con la sua umidità.
A stasera!
Ore 21:00, Torreluna, via Marco D'Oggiono 15, Oggiono (LC).
L'apocalisse è qui
ed ora.
Ivan
LE MIE PROPOSTE PER ATTRAVERSARE UN'APOCALISSE - cambio location
Venerdì 26 marzo. L'apocalisse l'avremmo attraversata a Torreluna, come annunciato. Ma poi è successo qualcosa, Ruggero Meles ci informa che proprio la stessa sera è stato organizzato un incontro.
Sentite qui: Ruggero, insieme a Casto Pattarini hanno pensato di organizzare una "serata più nottata" dedicata al tema del "Sognare la nuova Lecco", e in estensione il nuovo territorio, alla vigilia delle elezioni comunali.
Il nostro tema programmato nel circuito degli incontri Unibuntu è in qualche modo stato "chiamato".
A partire dalle 21 e per tutta la notte sogneremo la nuova Lecco e parleremo de LE MIE PROPOSTE PER ATTRAVERSARE UN'APOCALISSE. E LE TUE? con Ivan Sirtori "L'apocalisse è lo sconvolgimento del noto, è la crisi: dalla più piccola crisi personale alla più grande crisi sociale. Attraversare un'Apocalisse, significa assistere la sofferenza dell'Ego che annaspa nella crisi e accompagnarne la morte. Quale esito? La rinascita al Reale. L'individuazione. La realizzazione. L'emersione dal velo dell'Illusione e dell'Incoscienza Inconsapevole. Eccoci. Nati. Vivi".
L'appuntamento è per le 20:30 presso il parcheggio alto di Malgrate, proprio all'attacco del sentiero per Pian Sciresa. Questo per chi vuole raggiungere la baita a piedi con noi (circa 15 minuti di sentiero sterrato).
Alle 21 in Baita Alpini si comincia.
Presso la Baita degli Alpini di Pian Sciresa, alle pendici del Monte Barro.
Lara
Sentite qui: Ruggero, insieme a Casto Pattarini hanno pensato di organizzare una "serata più nottata" dedicata al tema del "Sognare la nuova Lecco", e in estensione il nuovo territorio, alla vigilia delle elezioni comunali.
Il nostro tema programmato nel circuito degli incontri Unibuntu è in qualche modo stato "chiamato".
A partire dalle 21 e per tutta la notte sogneremo la nuova Lecco e parleremo de LE MIE PROPOSTE PER ATTRAVERSARE UN'APOCALISSE. E LE TUE? con Ivan Sirtori "L'apocalisse è lo sconvolgimento del noto, è la crisi: dalla più piccola crisi personale alla più grande crisi sociale. Attraversare un'Apocalisse, significa assistere la sofferenza dell'Ego che annaspa nella crisi e accompagnarne la morte. Quale esito? La rinascita al Reale. L'individuazione. La realizzazione. L'emersione dal velo dell'Illusione e dell'Incoscienza Inconsapevole. Eccoci. Nati. Vivi".
L'appuntamento è per le 20:30 presso il parcheggio alto di Malgrate, proprio all'attacco del sentiero per Pian Sciresa. Questo per chi vuole raggiungere la baita a piedi con noi (circa 15 minuti di sentiero sterrato).
Alle 21 in Baita Alpini si comincia.
Presso la Baita degli Alpini di Pian Sciresa, alle pendici del Monte Barro.
Lara
argomento:
[EVENTI]
DIARIO DELLA NUOVA NASCITA
Implodere:l'immensa necessità ,desiderio,bisogno
di Essere in Realtà ciò che è esistente all'origine.
Tutto è Uno...anima ,corpo, mente ,essenza:Essere ciò che è all' unisono,gioia pura che è mia ,ma non è solo per me.... Tutte le cellule implodono tendendo verso la stessa NECESSITA'
"La beatitudine è la condizione in cui tutte le cellule del corpo sono così felici,contente e vibranti da cantare in assoluto annidamento con la carica di tutte le cellule del mondo .
Quando questa elettricità vi scorre dentro come un fulmine, vi lascia un fuoco negli occhi che vi
rende irresistibili,per non dire capaci di sopravvivere alla morte come se fosse un sogno." Dan Winter
di Essere in Realtà ciò che è esistente all'origine.
Tutto è Uno...anima ,corpo, mente ,essenza:Essere ciò che è all' unisono,gioia pura che è mia ,ma non è solo per me.... Tutte le cellule implodono tendendo verso la stessa NECESSITA'
"La beatitudine è la condizione in cui tutte le cellule del corpo sono così felici,contente e vibranti da cantare in assoluto annidamento con la carica di tutte le cellule del mondo .
Quando questa elettricità vi scorre dentro come un fulmine, vi lascia un fuoco negli occhi che vi
rende irresistibili,per non dire capaci di sopravvivere alla morte come se fosse un sogno." Dan Winter
argomento:
Marusca Pozzoni
DIARIO DELLA NUOVA NASCITA
25 Marzo 2010
STARE APERTI in ciò che è senza voler "leggerci"
qualcosa, senza sapere , senza dedurre, senza creare sensazioni o percezioni a cui dare un nome, è constatare che dentro ,ciò che è vero è più intenso ,è più vicino...giunge a possedere , che è il suo intento.
E' da dentro che arrivano "informazioni", stimoli per creare.
Non sono gli stimoli esterni che danno sensazioni
e percezioni, a creare ciò che è.
Quello che c'è , cosa siamo, può donare il vero fino in fondo, la nostra essenza, la cui strada è tendere ad "influenzare " , interagire con il fuori, l' esterno...
Constatare, solo questo e niente altro, che condividere l' essenza, ciò che è, da atto fisiologicamente e psicologicamente insieme , ad effettive trasformazioni, circondate ,appunto, dall' attenzione del proprio essere.
Stare aperti accadendo da dentro a fuori è vivere , tanto per cominciare, un' implosione, è sentire spingere Realmente,non come semplice sensazione suscitata da un fatto esterno, ma da una forza, energia che è così esasperatamente
precisa e definita, da chieersi se è Vera...
Forza, nostra essenza, che "vuole" assorbirci in essa in una spirale continua "votata" all'esterno , che chiede solo una responsabile fiducia nell 'agire per CREARE fuori ciò che è dentro.
Il Vero si autoalimenta al suo interno nel momento in cui il dentro è fuori dispiegandosi
continuamente....HA POTERE!!!
" Coloro che hanno imparato a diventare condivisibili e non hanno bisogno di segreti, diventano comprimibili e possono trasformare
la compressione del vento solare di carica in accelerazione.
D' altro canto coloro che continuano ad avere segreti e cercano di immagazzinare nel loro corpo
delle memorie non condivisibili, sperimentano la pressione di carica come agonia " Dan Winter.
qualcosa, senza sapere , senza dedurre, senza creare sensazioni o percezioni a cui dare un nome, è constatare che dentro ,ciò che è vero è più intenso ,è più vicino...giunge a possedere , che è il suo intento.
E' da dentro che arrivano "informazioni", stimoli per creare.
Non sono gli stimoli esterni che danno sensazioni
e percezioni, a creare ciò che è.
Quello che c'è , cosa siamo, può donare il vero fino in fondo, la nostra essenza, la cui strada è tendere ad "influenzare " , interagire con il fuori, l' esterno...
Constatare, solo questo e niente altro, che condividere l' essenza, ciò che è, da atto fisiologicamente e psicologicamente insieme , ad effettive trasformazioni, circondate ,appunto, dall' attenzione del proprio essere.
Stare aperti accadendo da dentro a fuori è vivere , tanto per cominciare, un' implosione, è sentire spingere Realmente,non come semplice sensazione suscitata da un fatto esterno, ma da una forza, energia che è così esasperatamente
precisa e definita, da chieersi se è Vera...
Forza, nostra essenza, che "vuole" assorbirci in essa in una spirale continua "votata" all'esterno , che chiede solo una responsabile fiducia nell 'agire per CREARE fuori ciò che è dentro.
Il Vero si autoalimenta al suo interno nel momento in cui il dentro è fuori dispiegandosi
continuamente....HA POTERE!!!
" Coloro che hanno imparato a diventare condivisibili e non hanno bisogno di segreti, diventano comprimibili e possono trasformare
la compressione del vento solare di carica in accelerazione.
D' altro canto coloro che continuano ad avere segreti e cercano di immagazzinare nel loro corpo
delle memorie non condivisibili, sperimentano la pressione di carica come agonia " Dan Winter.
Ciò che è Vero giunge da dentro influenzandone l' esterno, ha potere,e da quì crea guarisce opera.
Le Vere "emozioni"influenzano la realtà e la creano, non è l' emozionarsi della realtà che da vita , che modifica che interagisce.
Qualcosa che si crea attorno ad un solo riflesso di energia non ha reale Potere.
Un antico proverbio Sufi dice:" Solo l'amore curva la luce, quindi solo l' amore crea".
Non finendo mai di stupirmi per aver letto ora quello che vivo, trascrivo quì :
"Solo creando il risucchio di carica verso il centro tramite la compressione,provando compassione nel vostro cuore, si attrarranno le onde dal percorso lineare, o ENERGIA, a quella circolare, o MATERIA ...........prendere tutte le decisioni importanti da dentro ,a partire dal puro principio o da ciò che viene definito essenza è la pratica di prendervi interirmente la responsabilità della creazione , che si chiama auto -potenziamento" Dan Winter.
Scegliere da ciò che è Vero fino in fondo da principio , forse non è gratificante , non è gioia immediata, può anche far molto male e non sai nemmeno il perchè , ma restando in ciò che è Veramente ...quello che accade non ha confronto o
paragone ,la trasformazione fisiologica e psicologica rimane come impronta indissolubile.
Ciò che rimane possiede la necessità/desiderio.....(compressione/compassione )d' essere condivisibile.
Le Vere "emozioni"influenzano la realtà e la creano, non è l' emozionarsi della realtà che da vita , che modifica che interagisce.
Qualcosa che si crea attorno ad un solo riflesso di energia non ha reale Potere.
Un antico proverbio Sufi dice:" Solo l'amore curva la luce, quindi solo l' amore crea".
Non finendo mai di stupirmi per aver letto ora quello che vivo, trascrivo quì :
"Solo creando il risucchio di carica verso il centro tramite la compressione,provando compassione nel vostro cuore, si attrarranno le onde dal percorso lineare, o ENERGIA, a quella circolare, o MATERIA ...........prendere tutte le decisioni importanti da dentro ,a partire dal puro principio o da ciò che viene definito essenza è la pratica di prendervi interirmente la responsabilità della creazione , che si chiama auto -potenziamento" Dan Winter.
Scegliere da ciò che è Vero fino in fondo da principio , forse non è gratificante , non è gioia immediata, può anche far molto male e non sai nemmeno il perchè , ma restando in ciò che è Veramente ...quello che accade non ha confronto o
paragone ,la trasformazione fisiologica e psicologica rimane come impronta indissolubile.
Ciò che rimane possiede la necessità/desiderio.....(compressione/compassione )d' essere condivisibile.
8 Aprile 2010
Il cercare ,il sentire cosa è Vero fino in fondo suggerisce il non accontentarsi, il non fingere ,il non illudersi.
Riconoscere ciò che sono, mi ha accompagnata a RIAPPROPRIARMI di qualcosa che ho accolto con meraviglia….meravigliata di se stessa, perché sembrava impossibile, assurdo….quel genere di impossibile senza una reale ragione , conseguenza di non aver mai conosciuto ,provato , e la mente sbigottita si difende.
Riconoscere ciò che sono : riappropriarmi di quello che ERO – SONO , due parallele orizzontali che si incontrano creando una nuova direzione.
Questo apre una porticina, liberando la necessità / desiderio (implosione – compressione) di manifestare (compassione / condivisione) non solo attraverso
energia interiore , l ‘ Essere qui e ora compresa di questa forma ,richiede la manifestazione dell’ esistere.
Esistere a trecentosessanta gradi permette a quello che accade ,di non annullarsi in un “ buco nero”,
lasciando un ricordo che non mi riguarda , ma di entrare a far parte di ME, è assorbito donando fiducia nel non conosciuto, portando verso l’evoluzione dell enegia in atto.
Lasciarmi , appoggiarmi alla sostanza Vera crea fiducia e sorge la tranquillità che dà il tempo di scegliere la risposta che risuona Reale.
“ Non puoi essere sicuro di ciò che fai , perché non sei ancora sicuro di ciò che sei.
L ‘ Essere viene prima e una volta che l ‘ Essere è stato realizzato, ogni azione è giusta non importa più quello che fai” Osho
Il corpo adesso DEVE “venirmi dietro” creando nel non conosciuto , il permesso ad una spinta “INSAZIABILE” di divertirmi attraverso me stessa sperimentando ,perché CI SONO.
Esiste “ tutto questo” come indicazioni così chiare e intense da voler esprimersi da sole spingendo da dentro, nasce da dentro ,non da una suggestione o fortuna o sfortuna esterna.
Esiste Marusca alla quale è “chiesta” la responsabilità di dare atto a quello che c è
Ho cercato di “ scrivere” il corpo come mezzo di ciò che è , trasformare in esperienza quello che c'è in potenza....questo accade –
Riconoscere ciò che sono : riappropriarmi di quello che ERO – SONO , due parallele orizzontali che si incontrano creando una nuova direzione.
Questo apre una porticina, liberando la necessità / desiderio (implosione – compressione) di manifestare (compassione / condivisione) non solo attraverso
energia interiore , l ‘ Essere qui e ora compresa di questa forma ,richiede la manifestazione dell’ esistere.
Esistere a trecentosessanta gradi permette a quello che accade ,di non annullarsi in un “ buco nero”,
lasciando un ricordo che non mi riguarda , ma di entrare a far parte di ME, è assorbito donando fiducia nel non conosciuto, portando verso l’evoluzione dell enegia in atto.
Lasciarmi , appoggiarmi alla sostanza Vera crea fiducia e sorge la tranquillità che dà il tempo di scegliere la risposta che risuona Reale.
“ Non puoi essere sicuro di ciò che fai , perché non sei ancora sicuro di ciò che sei.
L ‘ Essere viene prima e una volta che l ‘ Essere è stato realizzato, ogni azione è giusta non importa più quello che fai” Osho
Il corpo adesso DEVE “venirmi dietro” creando nel non conosciuto , il permesso ad una spinta “INSAZIABILE” di divertirmi attraverso me stessa sperimentando ,perché CI SONO.
Esiste “ tutto questo” come indicazioni così chiare e intense da voler esprimersi da sole spingendo da dentro, nasce da dentro ,non da una suggestione o fortuna o sfortuna esterna.
Esiste Marusca alla quale è “chiesta” la responsabilità di dare atto a quello che c è
Ho cercato di “ scrivere” il corpo come mezzo di ciò che è , trasformare in esperienza quello che c'è in potenza....questo accade –
argomento:
Marusca Pozzoni
I SENSI DELLA FAMIGLIA
La famiglia che percepisce attraverso i suoi sensi e la famiglia che ricerca il suo senso.
Propongo di pensare alla famiglia come sistema, insieme di parti che interagiscono formando un insieme che è diverso e più grande della somma dei suoi elementi.
Marito, moglie, compagno compagna, madre, padre, figlio, figlia, sono ruoli che definiscono l'essere famiglia e dove ognuno ha un suo posto ben preciso.
Un sistema, come una cellula, o un corpo, o un essere umano nella sua interezza, è dotato di tante parti che collaborano fra loro per farlo ben funzionare e “ben stare”.
1.
Ecco che la famiglia, in quest'ottica, è caratterizzata da ruoli, ma anche da funzioni e, tra queste la famiglia possiede anche dei SENSI, una sua sensibilità, la capacità cioè di SENTIRE la realtà del mondo che la circonda, delle sue esperienze, delle sue vicende quotidiane, nello stesso modo in cui un corpo umano possiede dei sensi che gli permettono di vedere, toccare, sentire, annusare, assaporare e ascoltare.
Nel corpo umano i sensi dialogano fra loro per formarsi un'immagine, un'idea della realtà, attraverso la coscienza di un individuo, che sintetizza ciò che percepisce facendone una certa rappresentazione.
Anche la famiglia ha bisogno di tenere allerta i suoi sensi, la sua sensibilità, e di dialogare per far circolare le percezioni che ognuno raccoglie nella propria esperienza. Ci sono cose di cui papà e mamma discutono, in relazione ai propri figli a come stanno, a come farli crescere sani, vitali e creativi; marito e moglie si confrontano sulla gestione della famiglia, della casa, delle spese, dei guadagni, del tempo, di come stanno come coppia, dei propri desideri, sogni e progetti, del proprio mal-essere e ben-essere, del proprio desiderio di crescere e imparare; i figli parlano tra loro e con i propri genitori per esprimere stati d'animo, desideri, paure, per trovare ascolto e comprensione. Ognuno ha la sua sensibilità e il confronto famigliare permette di scambiarsela per condividere una percezione globale, unitaria di ciò che siamo come famiglia e di come ci rapportiamo al mondo, alle situazioni, alle cose, alle attività, agli altri.
Si condividono sensazioni (corpo), attività (corpo), emozioni (cuore), desideri (cuore), immaginazioni (mente), idee e punti di vista (mente). Questi sono i diversi piani ai quali avviene il confronto, lo scambio, il dialogo (sia attraverso le parole, sia attraverso gesti, sguardi, azioni, scelte) all'interno di una famiglia.
Mantenersi sensibili dentro una famiglia significa utilizzare i propri sensi e condividerli con gli altri, quindi, ad esempio:
usare il corpo, fare attività fisiche, anche insieme, toccarsi, lottare, abbracciarsi, guardarsi negli occhi, stare in mezzo alla natura (CORPO);
esprimere le emozioni (ridere, piangere ) e condividerle, esternarle, parlarne (CUORE)
parlare di quello che mi succede, di come mi sento, delle idee che ho, fare proposte, richieste, ascoltare (MENTE).
2.
La sensibilità di una famiglia si esprime anche attraverso la capacità (e necessità) di dare un SENSO a ciò che sta vivendo e anzitutto alla propria identità. Tante sono le immagini o metafore possibili attraverso le quali una famiglia definisce il proprio senso. Di seguito alcuni esempi:
la famiglia come REGNO. In un regno trovano posto il RE, la REGINA e i PRINCIPI. Il regno ha le sue LEGGI e a governare sono il RE e la REGINA insieme. C'è un senso di dignità e onore nell'essere Re, Regina, Principe o Principessa, e un modo rispettoso di rapportarsi agli altri;
la famiglia come PRIGIONE. I ruoli, le regole, le incombenze famigliari vengono vissute come limiti, che tolgono tempo ed energia, danno preoccupazioni e problemi, limitano la libertà dei suoi membri;
la famiglia come NECESSITA'. In questo mondo, per come funziona culturalmente, fare una famiglia è una necessità, una cosa da fare, inevitabile, che definisce il sano sviluppo di un individuo che diventa grande, lavora, si sposa, genera dei figli. L'essere famiglia viene visto come un dato di fatto e non interpretato personalmente e caricato di un proprio senso;
la famiglia come spazio di REALIZZAZIONE. Costituire una famiglia e “governarla” viene vista come occasione di crescita personale e di realizzazione, che genera soddisfazione, autostima, fiducia, creatività, vitalità;
la famiglia come IMPEGNO. Si sottolinea l'aspetto “faticoso” dell'essere famiglie, gli impegni, le preoccupazioni e ci si sente persone che lottano contro le difficoltà per far funzionare decentemente la famiglia e farla crescere finché i figli saranno abbastanza autonomi e le cose magari cambieranno;
Ci sono molte altre metafore che descrivono come una famiglia si può sentire e ciascuno può riconoscere la propria. E' importante sapere che l'immagine/metafora che guida il senso con il quale la famiglia si percepisce, condiziona il modo in cui una famiglia si sente e la leggerezza/pesantezza, vitalità/fatica, creatività/stereotipia con cui ogni famiglia affronta le fatiche e le soddisfazioni quotidiane.
Ivan
Propongo di pensare alla famiglia come sistema, insieme di parti che interagiscono formando un insieme che è diverso e più grande della somma dei suoi elementi.
Marito, moglie, compagno compagna, madre, padre, figlio, figlia, sono ruoli che definiscono l'essere famiglia e dove ognuno ha un suo posto ben preciso.
Un sistema, come una cellula, o un corpo, o un essere umano nella sua interezza, è dotato di tante parti che collaborano fra loro per farlo ben funzionare e “ben stare”.
1.
Ecco che la famiglia, in quest'ottica, è caratterizzata da ruoli, ma anche da funzioni e, tra queste la famiglia possiede anche dei SENSI, una sua sensibilità, la capacità cioè di SENTIRE la realtà del mondo che la circonda, delle sue esperienze, delle sue vicende quotidiane, nello stesso modo in cui un corpo umano possiede dei sensi che gli permettono di vedere, toccare, sentire, annusare, assaporare e ascoltare.
Nel corpo umano i sensi dialogano fra loro per formarsi un'immagine, un'idea della realtà, attraverso la coscienza di un individuo, che sintetizza ciò che percepisce facendone una certa rappresentazione.
Anche la famiglia ha bisogno di tenere allerta i suoi sensi, la sua sensibilità, e di dialogare per far circolare le percezioni che ognuno raccoglie nella propria esperienza. Ci sono cose di cui papà e mamma discutono, in relazione ai propri figli a come stanno, a come farli crescere sani, vitali e creativi; marito e moglie si confrontano sulla gestione della famiglia, della casa, delle spese, dei guadagni, del tempo, di come stanno come coppia, dei propri desideri, sogni e progetti, del proprio mal-essere e ben-essere, del proprio desiderio di crescere e imparare; i figli parlano tra loro e con i propri genitori per esprimere stati d'animo, desideri, paure, per trovare ascolto e comprensione. Ognuno ha la sua sensibilità e il confronto famigliare permette di scambiarsela per condividere una percezione globale, unitaria di ciò che siamo come famiglia e di come ci rapportiamo al mondo, alle situazioni, alle cose, alle attività, agli altri.
Si condividono sensazioni (corpo), attività (corpo), emozioni (cuore), desideri (cuore), immaginazioni (mente), idee e punti di vista (mente). Questi sono i diversi piani ai quali avviene il confronto, lo scambio, il dialogo (sia attraverso le parole, sia attraverso gesti, sguardi, azioni, scelte) all'interno di una famiglia.
Mantenersi sensibili dentro una famiglia significa utilizzare i propri sensi e condividerli con gli altri, quindi, ad esempio:
usare il corpo, fare attività fisiche, anche insieme, toccarsi, lottare, abbracciarsi, guardarsi negli occhi, stare in mezzo alla natura (CORPO);
esprimere le emozioni (ridere, piangere ) e condividerle, esternarle, parlarne (CUORE)
parlare di quello che mi succede, di come mi sento, delle idee che ho, fare proposte, richieste, ascoltare (MENTE).
2.
La sensibilità di una famiglia si esprime anche attraverso la capacità (e necessità) di dare un SENSO a ciò che sta vivendo e anzitutto alla propria identità. Tante sono le immagini o metafore possibili attraverso le quali una famiglia definisce il proprio senso. Di seguito alcuni esempi:
la famiglia come REGNO. In un regno trovano posto il RE, la REGINA e i PRINCIPI. Il regno ha le sue LEGGI e a governare sono il RE e la REGINA insieme. C'è un senso di dignità e onore nell'essere Re, Regina, Principe o Principessa, e un modo rispettoso di rapportarsi agli altri;
la famiglia come PRIGIONE. I ruoli, le regole, le incombenze famigliari vengono vissute come limiti, che tolgono tempo ed energia, danno preoccupazioni e problemi, limitano la libertà dei suoi membri;
la famiglia come NECESSITA'. In questo mondo, per come funziona culturalmente, fare una famiglia è una necessità, una cosa da fare, inevitabile, che definisce il sano sviluppo di un individuo che diventa grande, lavora, si sposa, genera dei figli. L'essere famiglia viene visto come un dato di fatto e non interpretato personalmente e caricato di un proprio senso;
la famiglia come spazio di REALIZZAZIONE. Costituire una famiglia e “governarla” viene vista come occasione di crescita personale e di realizzazione, che genera soddisfazione, autostima, fiducia, creatività, vitalità;
la famiglia come IMPEGNO. Si sottolinea l'aspetto “faticoso” dell'essere famiglie, gli impegni, le preoccupazioni e ci si sente persone che lottano contro le difficoltà per far funzionare decentemente la famiglia e farla crescere finché i figli saranno abbastanza autonomi e le cose magari cambieranno;
Ci sono molte altre metafore che descrivono come una famiglia si può sentire e ciascuno può riconoscere la propria. E' importante sapere che l'immagine/metafora che guida il senso con il quale la famiglia si percepisce, condiziona il modo in cui una famiglia si sente e la leggerezza/pesantezza, vitalità/fatica, creatività/stereotipia con cui ogni famiglia affronta le fatiche e le soddisfazioni quotidiane.
Ivan
argomento:
Ivan Sirtori
LA COPPIA CRESCE O SCOPPIA
L'importanza di coltivare la relazione tra moglie e marito per alimentare la genitorialità e il benessere dell'intera famiglia.
In una coppia, come in generale nella vita, non è possibile rimanere nella stessa posizione, allo stesso livello a lungo; o si cambia, si cresce, si matura, si impara, oppure si “scoppia”, ci si allontana.
Per vivere e crescere in una coppia bisogna sostenere la fatica (mentale ed emotiva) di mettere da parte le idee su ciò che è “bene e male”, “buono e cattivo”, “giusto e sbagliato” e imparare dalle proprie esperienze reali, concedendosi di “errare”, perché errare significa “viaggiare” (fare esperienze) e non è qualcosa di “sbagliato”, ma necessario per diventare persone sempre più mature. Sapere a priori cosa è giusto e cosa è sbagliato mantiene piccoli, infantili, nega esperienze preziose per la crescita. D'altronde i concetti comuni di giusto e sbagliato si imparano nelle proprie famiglie d'origine, attraverso l'educazione, quindi sono generalmente relativi.
Uomo e donna sono diversi e complementari e sentono intimamente la spinta ad incontrarsi e condividere le reciproche specificità: anima, animus. Nessuno è migliore e solo nell'accettazione della loro complementarietà possono davvero incontrarsi e realizzarsi.
Esistono differenze cerebrali fra uomo e donna: il cervello femminile sarebbe stato modellato dalla natura per essere mediamente più empatico di quello maschile (secondo gli antropologi questo modellamento dipende dalla diade madre-bambino: una buona capacità empatica svolge la funzione di sopravvivenza anche nel periodo pre-verbale).
Uomini e donne si comportano diversamente in situazioni conflittuali. Mentre i maschi rispondono in modo più freddo e razionale, le femmine sono molto più emotive (non è un luogo comune ma un dato di fatto, un’evidenza scientifica: il “cervello morale” femminile sottoposto ad un compito di giudizio morale attiva con maggiore intensità rispetto agli uomini le aree del cosiddetto “cervello sociale”, mentre negli uomini si osserva una maggiore attivazione nelle aree coinvolte nel ragionamento logico/sistematico).
Nella coppia siamo connessi a qualcosa di profondo: ciò che guida e porta avanti il mondo, dato che rappresenta la premessa alla trasmissione della vita.
La coppia è l'incontro tra due culture diverse (sempre - sia quando sono evidentemente diverse, per religione, razza, appartenenza sociale, provenienza geografica – sia quando paiono simili, ma si distinguono per condizionamenti, abitudini, livelli di attaccamento, apertura mentale, sociale, ecc.)
La coppia genera una terza cultura, come sintesi, emancipazione e superamento delle culture di provenienza. Dipendere dalla propria famiglia, dai propri genitori e considerarla come modello che va perpetuato, rende piccoli e impedisce l'incontro con l'altro e la creazione della nuova cultura e quindi lo sviluppo. Bisogna prendere commiato dai valori originari di provenienza e accettare la sfida di viaggiare verso il nuovo.
Al contempo è necessario riconoscere che le famiglie d'origine sono entrambe “buone”, anche con i loro limiti e, a volte, le loro patologie.
“Cosa accade quando l'uomo dice alla donna e la donna dice all'uomo “Amo te e ciò che guida me e te”? D'un tratto non guardano più solo a se stessi e al loro desiderio, ma guardano a qualcosa che è superiore a loro.... Questa è una frase che dopo l'amore a prima vista prepara e rende possibile l'amore a seconda vista” Bert Hellinger
La coppia è anche l'incontro tra due destini. Vi sono dei destini dietro ogni persona (i destini della propria famiglia d'origine). Destini intesi come direzioni di senso che la vita prende. E la coppia si incontra generando il proprio destino e condizionando il destino dei due partner. Amare il destino e non solo l'altro, apre l'incontro tra due partner ad una dimensione più vasta, che possiamo definire spirituale, perché va oltre i singoli e riguarda i movimenti che coinvolgono e uniscono le persone su di un piano più vasto. Due cellule nel corpo si incontrano, ma sono mosse da un senso più ampio, legato ai tessuti, agli organi e al corpo (nonché alla coscienza) ai quali appartengono.
Sapersi “inchinare” di fronte al destino dei propri antenati e genitori, permette di vivere il proprio, liberi dai condizionamenti passati.
La sessualità in una coppia può essere vissuta a diversi livelli di profondità:
- puro impulso animale (fondato sull'istinto di procreazione). Ne è la base, perché permette la trasmissione della vita;
- modo per vivere l'intimità, la vicinanza, la comunicazione corporea;
- scambio emotivo, affettivo, energetico;
- esperienza spirituale, che permette di accedere ad una momentanea liberazione dei confini dell'Ego.
Tramite la coppia si ha l'occasione di affrontare la propria immaturità, vivendo lo scontro e l'incontro con l'altro, smussando i propri spigoli, elaborando i propri limiti, superando i propri condizionamenti. Questo, se la coppia cresce e matura, attraverso il confronto. Crescere infatti significa anzitutto fare esperienze e condividerle (comunicazione, dialogo). Gli scontri, i litigi, le incomprensioni, i fraintendimenti sono inevitabili se si è in una vera relazione e utili, nel momento in cui vengono considerati la base per confrontarsi, ri-trovarsi, ri-organizzarsi, ri-conoscersi.
Uomo e donna devono coltivare il proprio stare insieme, continuamente, come si coltiva un giardino, una pianta, un fiore. Entrare nella logica delle abitudini, nella ripetizione, nel fare sempre allo stesso modo, nel dare per scontato che l'altro dica, faccia o capisca le cose così come io mi aspetto è un cancro per la vita di coppia. Potremmo idealmente immaginare che ogni sera la vita di coppia “muore” e ogni mattina “rinasce” e va osservata con attenzione, curiosità, per scoprire cosa può accadere di nuovo ogni giorno. Un nuovo orizzonte ispiratore.
Ivan
Riferimenti bibliografici
Hellinger Bert, Amore a seconda vista (soluzioni per le coppie. La psicologia e l'amore nelle relazioni e nella coppia)
Accademia Edizioni, 2006, Roma
Hellinger Bert, Storie d'amore (tra uomo e donna, genitori e figli, noi e il mondo)
Ed. Tecniche Nuove, 2007 (2006), Milano
Nelles Wilfried, Nella buona e nella cattiva sorte (amore, passione e crescita nei rapporti di coppia)
Ed. Urra, 2005 (2004), Milano
In una coppia, come in generale nella vita, non è possibile rimanere nella stessa posizione, allo stesso livello a lungo; o si cambia, si cresce, si matura, si impara, oppure si “scoppia”, ci si allontana.
Per vivere e crescere in una coppia bisogna sostenere la fatica (mentale ed emotiva) di mettere da parte le idee su ciò che è “bene e male”, “buono e cattivo”, “giusto e sbagliato” e imparare dalle proprie esperienze reali, concedendosi di “errare”, perché errare significa “viaggiare” (fare esperienze) e non è qualcosa di “sbagliato”, ma necessario per diventare persone sempre più mature. Sapere a priori cosa è giusto e cosa è sbagliato mantiene piccoli, infantili, nega esperienze preziose per la crescita. D'altronde i concetti comuni di giusto e sbagliato si imparano nelle proprie famiglie d'origine, attraverso l'educazione, quindi sono generalmente relativi.
Uomo e donna sono diversi e complementari e sentono intimamente la spinta ad incontrarsi e condividere le reciproche specificità: anima, animus. Nessuno è migliore e solo nell'accettazione della loro complementarietà possono davvero incontrarsi e realizzarsi.
Esistono differenze cerebrali fra uomo e donna: il cervello femminile sarebbe stato modellato dalla natura per essere mediamente più empatico di quello maschile (secondo gli antropologi questo modellamento dipende dalla diade madre-bambino: una buona capacità empatica svolge la funzione di sopravvivenza anche nel periodo pre-verbale).
Uomini e donne si comportano diversamente in situazioni conflittuali. Mentre i maschi rispondono in modo più freddo e razionale, le femmine sono molto più emotive (non è un luogo comune ma un dato di fatto, un’evidenza scientifica: il “cervello morale” femminile sottoposto ad un compito di giudizio morale attiva con maggiore intensità rispetto agli uomini le aree del cosiddetto “cervello sociale”, mentre negli uomini si osserva una maggiore attivazione nelle aree coinvolte nel ragionamento logico/sistematico).
Nella coppia siamo connessi a qualcosa di profondo: ciò che guida e porta avanti il mondo, dato che rappresenta la premessa alla trasmissione della vita.
La coppia è l'incontro tra due culture diverse (sempre - sia quando sono evidentemente diverse, per religione, razza, appartenenza sociale, provenienza geografica – sia quando paiono simili, ma si distinguono per condizionamenti, abitudini, livelli di attaccamento, apertura mentale, sociale, ecc.)
La coppia genera una terza cultura, come sintesi, emancipazione e superamento delle culture di provenienza. Dipendere dalla propria famiglia, dai propri genitori e considerarla come modello che va perpetuato, rende piccoli e impedisce l'incontro con l'altro e la creazione della nuova cultura e quindi lo sviluppo. Bisogna prendere commiato dai valori originari di provenienza e accettare la sfida di viaggiare verso il nuovo.
Al contempo è necessario riconoscere che le famiglie d'origine sono entrambe “buone”, anche con i loro limiti e, a volte, le loro patologie.
“Cosa accade quando l'uomo dice alla donna e la donna dice all'uomo “Amo te e ciò che guida me e te”? D'un tratto non guardano più solo a se stessi e al loro desiderio, ma guardano a qualcosa che è superiore a loro.... Questa è una frase che dopo l'amore a prima vista prepara e rende possibile l'amore a seconda vista” Bert Hellinger
La coppia è anche l'incontro tra due destini. Vi sono dei destini dietro ogni persona (i destini della propria famiglia d'origine). Destini intesi come direzioni di senso che la vita prende. E la coppia si incontra generando il proprio destino e condizionando il destino dei due partner. Amare il destino e non solo l'altro, apre l'incontro tra due partner ad una dimensione più vasta, che possiamo definire spirituale, perché va oltre i singoli e riguarda i movimenti che coinvolgono e uniscono le persone su di un piano più vasto. Due cellule nel corpo si incontrano, ma sono mosse da un senso più ampio, legato ai tessuti, agli organi e al corpo (nonché alla coscienza) ai quali appartengono.
Sapersi “inchinare” di fronte al destino dei propri antenati e genitori, permette di vivere il proprio, liberi dai condizionamenti passati.
La sessualità in una coppia può essere vissuta a diversi livelli di profondità:
- puro impulso animale (fondato sull'istinto di procreazione). Ne è la base, perché permette la trasmissione della vita;
- modo per vivere l'intimità, la vicinanza, la comunicazione corporea;
- scambio emotivo, affettivo, energetico;
- esperienza spirituale, che permette di accedere ad una momentanea liberazione dei confini dell'Ego.
Tramite la coppia si ha l'occasione di affrontare la propria immaturità, vivendo lo scontro e l'incontro con l'altro, smussando i propri spigoli, elaborando i propri limiti, superando i propri condizionamenti. Questo, se la coppia cresce e matura, attraverso il confronto. Crescere infatti significa anzitutto fare esperienze e condividerle (comunicazione, dialogo). Gli scontri, i litigi, le incomprensioni, i fraintendimenti sono inevitabili se si è in una vera relazione e utili, nel momento in cui vengono considerati la base per confrontarsi, ri-trovarsi, ri-organizzarsi, ri-conoscersi.
Uomo e donna devono coltivare il proprio stare insieme, continuamente, come si coltiva un giardino, una pianta, un fiore. Entrare nella logica delle abitudini, nella ripetizione, nel fare sempre allo stesso modo, nel dare per scontato che l'altro dica, faccia o capisca le cose così come io mi aspetto è un cancro per la vita di coppia. Potremmo idealmente immaginare che ogni sera la vita di coppia “muore” e ogni mattina “rinasce” e va osservata con attenzione, curiosità, per scoprire cosa può accadere di nuovo ogni giorno. Un nuovo orizzonte ispiratore.
Ivan
Riferimenti bibliografici
Hellinger Bert, Amore a seconda vista (soluzioni per le coppie. La psicologia e l'amore nelle relazioni e nella coppia)
Accademia Edizioni, 2006, Roma
Hellinger Bert, Storie d'amore (tra uomo e donna, genitori e figli, noi e il mondo)
Ed. Tecniche Nuove, 2007 (2006), Milano
Nelles Wilfried, Nella buona e nella cattiva sorte (amore, passione e crescita nei rapporti di coppia)
Ed. Urra, 2005 (2004), Milano
argomento:
Ivan Sirtori
SECONDO MESSAGGIO DALL'ALDIQUA'
Dio esiste.
Non sei tu.
Rilassati.
Autore ignoto.
Non sei tu.
Rilassati.
Autore ignoto.
argomento:
Messaggi dall'aldiquà
PRIMO MESSAGGIO DALL'ALDIQUA'
Se Dio esiste
c'è un ordine divino
nel Caos apparente
che non si vede.
Tutto è a posto.
Se esiste la Natura
c'è un ordine naturale
nel Caos apparente
che non si sente.
Tutto è a posto.
Ivan
c'è un ordine divino
nel Caos apparente
che non si vede.
Tutto è a posto.
Se esiste la Natura
c'è un ordine naturale
nel Caos apparente
che non si sente.
Tutto è a posto.
Ivan
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Il Salotto Pedagogico di Studio Dedalo
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