UBUNTU IN AZIONE - il nuovo anno
Pawl Hawken parla del suo ultimo libro Blessed Unrest (il libro in italiano ha come titolo "Moltitudine Inarrestabile"), come il piu' grande Movimento della storia del mondo è nato e perchè nessuno lo ha visto arrivare. Una parte del libro in italiano è ora consultabile su www.moltitudineinarrestabile.it
argomento:
Da vedere,
Etica politica,
UniBuntu Università da Campo
POESIAPRESENTE 2010
poesia contemporanea in Monza e Brianza 2010 4a stagione
21 gennaio ore 21.00
IN NOME DI DIO
Franco Loi [videointervista di Simone Casetta]
Paolo Gentiluomo (GE)
Silvia Cassioli (SI)[video Emiliano Bennici]
Lorenzo Pierobon &
Harmonics Art Ensemble(MB)
“Cellula staminale DGM”
installazione di Davide Giuseppe Mauri – Robindart Factory
18 febbraio ore 21.00
NEL SEGNO DELLA PAROLA
Jean Jacques Viton (FRANCIA)
Biagio Cepollaro (MI)
Mario Bertasa (MB)
“LaPoesiaSalvaLanima”
distributore gratuito di poesie
4 marzo ore 21.00
APOCALISSI QUOTIDIANE
Regie Gibson (USA)
Kaos One (MI)
+ MONZA POETRY SLAM:
slammers vs rappers
Chiara Daino (GE)
Adriano Padua (RG)
Scarty (MB)
Sparajurij Lab (TO)
Vaitea (MI)
Teatro Binario 7, Monza - ingresso libero
Mille Gru Associazione culturale
via Monti e Tognetti 21 MONZA
millegru@poesiapresente.it
www.poesiapresente.it
21 gennaio ore 21.00
IN NOME DI DIO
Franco Loi [videointervista di Simone Casetta]
Paolo Gentiluomo (GE)
Silvia Cassioli (SI)[video Emiliano Bennici]
Lorenzo Pierobon &
Harmonics Art Ensemble(MB)
“Cellula staminale DGM”
installazione di Davide Giuseppe Mauri – Robindart Factory
18 febbraio ore 21.00
NEL SEGNO DELLA PAROLA
Jean Jacques Viton (FRANCIA)
Biagio Cepollaro (MI)
Mario Bertasa (MB)
“LaPoesiaSalvaLanima”
distributore gratuito di poesie
4 marzo ore 21.00
APOCALISSI QUOTIDIANE
Regie Gibson (USA)
Kaos One (MI)
+ MONZA POETRY SLAM:
slammers vs rappers
Chiara Daino (GE)
Adriano Padua (RG)
Scarty (MB)
Sparajurij Lab (TO)
Vaitea (MI)
Teatro Binario 7, Monza - ingresso libero
Mille Gru Associazione culturale
via Monti e Tognetti 21 MONZA
millegru@poesiapresente.it
www.poesiapresente.it
argomento:
[EVENTI],
Da visitare
CONCERTO NATALIZIO
Domenica 27 dicembre 2009, alle ore 16.00, presso il Centro Oceanic Love (per informazioni e mappa stradale www.oceaniclove.it), concerto natalizio di Ivan Sirtori, con i nuovi brani nati dai fertili mesi di ottobre, novembre e dicembre 2009, in un contesto bellissimo, alle pendici dei Piani D’Erna a Lecco, dentro una sala emisferica nella quale si accede a pieni scalzi e si siede a terra sui cuscini.
Il concerto è alle ore 16.00 per godere il paesaggio, prima che cali il tramonto. L'incontro termina con un aperitivo preparato dallo staff di Oceanic Love.
Il concerto è offerto da Ivan, mentre per le spese di funzionamento, l’ospitalità e l’aperitivo il centro Oceanic Love chiede un contributo di €10,00.
Ecco la scaletta dei brani che verranno cantati e suonati al piano elettrico da Ivan:
1. Intero
2. Il mio niente
3. Sospeso
4. Sasso nello stagno
5. Il Barro, dinosauro millenario
6. La realtà è magica
7. La Cura (fiaba e canzone dello stregone)
8. Il mio blues
9. Formula
10. Rito quotidiano
11. L’Io-Noi
12. Buona notte di Gregor e Rebecca
13. S.o.s. Lara
Per leggere i testi delle canzoni cliccate sulla sezione [MUSICA] tra gli argomenti del blog.
argomento:
[EVENTI]
09' (short movie) ANCHORMAN
Corto sull'informazione giornalistica odierna in Italia. Potente.
argomento:
Da vedere
FESTA TORRELUNATICA DELLA CONDIVISIONE 19 dic 2009
Foto di Sara Munari www.saramunari.it




Con buffet, musica, danze, interventi poetici, musicali, visuali, performativi, gastronomici.
Chi porta un alimento o una bevanda fatta in casa con le sue mani, chi un cd con una o più musiche per far ballare tutti, chi una poesia, una canzone, una performance, una foto, un'opera visuale, un video da condividere con i torrelunatici. E la serata si compone come un'opera musicale aperta, con gli interventi di ciascuno, con la danza e la musica, con il cibo, le parole e i vissuti, di tutti, per tutti.
Presso Torreluna, via Marco D'Oggiono 15, Oggiono (LC), dalle 20.00.
ARTE COME NODO, NODO COME DONO

Jorge Eduardo Eielson - Quipus 19, 1996




Con buffet, musica, danze, interventi poetici, musicali, visuali, performativi, gastronomici.
Chi porta un alimento o una bevanda fatta in casa con le sue mani, chi un cd con una o più musiche per far ballare tutti, chi una poesia, una canzone, una performance, una foto, un'opera visuale, un video da condividere con i torrelunatici. E la serata si compone come un'opera musicale aperta, con gli interventi di ciascuno, con la danza e la musica, con il cibo, le parole e i vissuti, di tutti, per tutti.
Presso Torreluna, via Marco D'Oggiono 15, Oggiono (LC), dalle 20.00.
ARTE COME NODO, NODO COME DONO

Jorge Eduardo Eielson - Quipus 19, 1996
argomento:
[EVENTI]
FORMULA
C/D
A/ D4
G/ D7no5
D
Riparo la tela - Ne tesso le reti
Nuovi nodi allaccio – alla trama del ragno
C - D / C - D
Nell’andare stanco aiutami, sono un pescatore
Nel procedere sorreggimi, sono a mollo da ore ed ore
BRIDGE MUSICALE con armonici in fuga
G – G/Bm – G/D5+ - G/Gm6
D- F G D-
C Bb
Preso dal viaggio ho scordato l’aurora l’ho lasciata sospesa nel cielo
Uh oh
Ripetendo la strada mi son perso alle spalle di uno scoglio altissimo e nero
Uh oh
F G Bb D-
C Bb
E l’ho visto voltarsi, ombra al sole nascente, scomparire nella pioggia di raggi
Uh oh
C6
F - G - Bb - D-
D- F G D-
C Bb
Vasto mare davanti, strada nota alle spalle, mi ricordo quan’ero bambino
Uh oh
Mi muovevo scomposto, dentro un corpo piombato, con catene nelle articolazioni
Uh oh
F G Bb D-
C Bb
E spingedo le cose, dando colpi alle braccia, sono emerso dalla terra bagnata
Uh oh
A/ D4
G/ D7no5
D
Riparo la tela - Ne tesso le reti
Nuovi nodi allaccio – alla trama del ragno
C - D / C - D
Nell’andare stanco aiutami, sono un pescatore
Nel procedere sorreggimi, sono a mollo da ore ed ore
BRIDGE MUSICALE con armonici in fuga
G – G/Bm – G/D5+ - G/Gm6
D- F G D-
C Bb
Preso dal viaggio ho scordato l’aurora l’ho lasciata sospesa nel cielo
Uh oh
Ripetendo la strada mi son perso alle spalle di uno scoglio altissimo e nero
Uh oh
F G Bb D-
C Bb
E l’ho visto voltarsi, ombra al sole nascente, scomparire nella pioggia di raggi
Uh oh
C6
F - G - Bb - D-
D- F G D-
C Bb
Vasto mare davanti, strada nota alle spalle, mi ricordo quan’ero bambino
Uh oh
Mi muovevo scomposto, dentro un corpo piombato, con catene nelle articolazioni
Uh oh
F G Bb D-
C Bb
E spingedo le cose, dando colpi alle braccia, sono emerso dalla terra bagnata
Uh oh
argomento:
[MUSICA]
S.O.S. LARA
D – C- Bm – G
Ti lascio in ammollo nei ricordi - Fantasie si scatenano pensando al futuro
Vecchie paure di perdere la testa - S’affacciano stanche nel buio della mente
Quando ti sei alzata - Ho visto nei tuoi occhi le ombre
Posarsi su di me e confondermi - Coi colori della tua pelle
voce
Mi chiedi di dirti il vero - Ed io scivolo nelle orecchie piano
Tu piangi e ridi e gridi - Mi solletichi di schiaffi la mano
Oh Lara, Lara, Lara, Lara
Ti amo, incessantemente – a volte lo sento come il sole d’state
Altre arranco senza sosta e stanco – cercando una porta segreta che conduca al tuo giardino
Stanotte ti ho vista danzare – nello spazio aperto sopra il mio viso
Un rito di purificazione – che scioglieva le ombre dal tuo morbido cuore
voce
Quando ti prende il buio della notte – sei come un vento che soffia senza posa
E se mi lasci attrarti verso il centro – brilli vastissima sei la mia Regina
Oh Lara, Lara, Lara, Lara
Bm – G – D (Bb – C – D)
Ti prendo come mia sposa per sempre
Ti lascio in ammollo nei ricordi - Fantasie si scatenano pensando al futuro
Vecchie paure di perdere la testa - S’affacciano stanche nel buio della mente
Quando ti sei alzata - Ho visto nei tuoi occhi le ombre
Posarsi su di me e confondermi - Coi colori della tua pelle
voce
Mi chiedi di dirti il vero - Ed io scivolo nelle orecchie piano
Tu piangi e ridi e gridi - Mi solletichi di schiaffi la mano
Oh Lara, Lara, Lara, Lara
Ti amo, incessantemente – a volte lo sento come il sole d’state
Altre arranco senza sosta e stanco – cercando una porta segreta che conduca al tuo giardino
Stanotte ti ho vista danzare – nello spazio aperto sopra il mio viso
Un rito di purificazione – che scioglieva le ombre dal tuo morbido cuore
voce
Quando ti prende il buio della notte – sei come un vento che soffia senza posa
E se mi lasci attrarti verso il centro – brilli vastissima sei la mia Regina
Oh Lara, Lara, Lara, Lara
Bm – G – D (Bb – C – D)
Ti prendo come mia sposa per sempre
argomento:
[MUSICA]
LE RELAZIONI
Le relazioni sono i nodi
che la Realtà intreccia
per generare il nuovo
in sé stessa.
Ivan
che la Realtà intreccia
per generare il nuovo
in sé stessa.
Ivan
argomento:
[RIFLESSIONI]
Severn Suzuki, la bambina che zittì il Mondo per 6 minuti (Nazioni Unite 1992)
Severn Cullis-Suzuki (Vancouver, 30 novembre 1979) è una attivista ambientale, speaker, conduttrice televisiva e autrice canadese.
Figlia della scrittrice Tara Elizabeth Cullis e del genetista e ambientalista David Suzuki, ha tenuto vari discorsi sulle problematiche ambientali, invitando i suoi ascoltatori a stabilire dei valori, a saper programmare il futuro e ad assumersi le proprie responsabilità.
All'età di 9 anni, mentre frequentava la scuola elementare di Lord Tennyson, fondò l'Environmental Children's Organization (ECO), un gruppo di bambini interessato a sensibilizzare i propri coetanei verso le problematiche ambientali. Nel 1992, all'età di 12 anni, Cullis-Suzuki raccolse fondi sufficienti per partecipare al Vertice della Terra a Rio de Janeiro. Con i membri del gruppo Michelle Quigg, Vanessa Suttie e Morgan Geisler, la Cullis-Suzuki con un appassionato discorso presenta le questioni ambientali dal punto di vista dei giovani, è stata poi applaudita dai delegati. Il video è diventato una sorta di messaggio virale, popolarmente conosciuto come "La ragazzina che zittì il mondo per 6 minuti". Nel 1993 fu insignita del Global 500 Roll of Honour dal Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente. Nel 1993 ha pubblicato un libro per famiglie "Tell the World", di 32 pagine, riguardante la salvaguardia ambientale.
Dopo aver frequentato l'Università di Yale, la Cullins-Suzuki ha trascorso due anni viaggiando per il mondo. Nel 2002 è stata co-conduttrice della trasmissione televisiva per bambini Suzuki's Nature Quest, andata in onda su Discovery Channel. Nello stesso anno contribuì alla promozione di The Skyfish Project, un think tank presente su Internet, e promosse al Summit Mondiale per lo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg, in qualità di membro della commissione consultiva speciale di Kofi Annan ed insieme agli altri membri del progetto Skyfish, un documento chiamato Recognition of Responsibility, ovvero "Riconoscimento di Responsabilitá". Il progetto Skyfish è stato sciolto nel 2004, quando Cullis-Suzuky riprese gli studi universitari iscrivendosi ad un corso di laurea in Etnobotanica alla University of Victoria sotto la guida di Nancy Turne
argomento:
Da vedere,
Etica politica
COP 15
Video shock all'apertura del vertice di Copenaghen: le catastrofi naturali viste con gli occhi di una bambina.
In apertura del vertice Onu sui cambiamenti climatici a Copenaghen è stato mandato in onda un video sui possibili disastri del surriscaldamento globale. Sullo schermo di fronte ai 1.200 delegati presenti nella sala della Plenaria un cortometraggio realizzato dalla 15/a Conferenza Onu sui cambiamenti climatici (Cop15). Protagonista una bambina che è ripresa in un sonno profondo con accanto il suo peluche, un orso bianco.Ad un tratto la bimba si sveglia e si trova catapultata nel deserto afflitto dalla siccità per poi essere travolta da onde gigantesche. Quindi la calma, e la bambina si ritrova davanti a una schermata internet in cui appaiono diversi appelli tra cui quello del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon che chiede un accordo ambizioso per non avere nel futuro simili catastrofi, e del premio nobel Rajendra Pachauri, presidente del gruppo intergovernativo di scienziati (Ipcc) che mette in guardia sulla crisi climatici e sul rischio di avere nel futuro centinaia di milioni di rifugiati. Il video si conclude con immagini di bambini di tutto il mondo per lanciare il messaggio di correre ai ripari ora per garantire un futuro alle generazioni future.
www.cop15.dk
07 dicembre 2009
In apertura del vertice Onu sui cambiamenti climatici a Copenaghen è stato mandato in onda un video sui possibili disastri del surriscaldamento globale. Sullo schermo di fronte ai 1.200 delegati presenti nella sala della Plenaria un cortometraggio realizzato dalla 15/a Conferenza Onu sui cambiamenti climatici (Cop15). Protagonista una bambina che è ripresa in un sonno profondo con accanto il suo peluche, un orso bianco.Ad un tratto la bimba si sveglia e si trova catapultata nel deserto afflitto dalla siccità per poi essere travolta da onde gigantesche. Quindi la calma, e la bambina si ritrova davanti a una schermata internet in cui appaiono diversi appelli tra cui quello del segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon che chiede un accordo ambizioso per non avere nel futuro simili catastrofi, e del premio nobel Rajendra Pachauri, presidente del gruppo intergovernativo di scienziati (Ipcc) che mette in guardia sulla crisi climatici e sul rischio di avere nel futuro centinaia di milioni di rifugiati. Il video si conclude con immagini di bambini di tutto il mondo per lanciare il messaggio di correre ai ripari ora per garantire un futuro alle generazioni future.
www.cop15.dk
07 dicembre 2009
argomento:
Da vedere
LARA E IVAN SI SPOSANO
"Quando la realtà ti possiede, chettifrega di avere paura?"
"Sei la più bella del Reale"
Ivan a Lara, oggi sposi
"Sei la più bella del Reale"
Ivan a Lara, oggi sposi
argomento:
Ivan Sirtori
UN UOMO DEL SECOLO SCORSO
In occasione della giornata del 5 dicembre NO B DAY
PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli
E’ stata una gran bella giornata, e per adesso mi fermo qui. Una gran bella giornata per l’Italia civile.
Queste, per chi è interessato, le quattro cose che ho avuto l’onore di dire dal palco di piazza san Giovanni.
Presidente Berlusconi, noi oggi siamo qui a darle una notizia: lei è un uomo del secolo scorso.
Siamo qui a comunicarle che lei è un uomo del tempo in cui bastava avere tre o quattro televisioni per imporre un modello culturale, un sogno fasullo, un partito creato a tavolino in una concessionaria di pubblicità.
Un uomo del tempo in cui comunicazione voleva dire pochi grandi proprietari di mass media che potevano fare e disfare la realtà a loro piacimento, stabilire ciò di cui si doveva avere paura e ciò che si doveva desiderare.
Un uomo del tempo in cui lei poteva entrare nelle case, nelle teste e nell’anima delle persone mescolando bugie e illusioni per modellarle secondo i suoi interessi prima economici e poi politici.
Bene, presidente Berlusconi, noi oggi siamo qui a dirle che quel tempo è finito.
Lo sappiamo, queste sera le sue tivù pubbliche e private faranno finta che noi non ci siamo mai stati, che oggi non sia successo niente e nessuno sia venuto qui a dirle quello che è già accaduto: e cioè che lei è diventato l’uomo del passato, è diventato l’uomo di un secolo che non c’è più.
Noi oggi siamo qui a comunicarle che il suo giocattolo si è rotto e non le servirà più a niente perché milioni di persone lo sapranno lo stesso, su Twitter e su Facebook, sui blog e su YouTube e in mille altri posti ancora di cui lei nemmeno conosce l’esistenza.
Oggi siamo qui a dirle che noi non siamo caduti nella sua trappola della paura e non crediamo più al modello conformista e al pensiero unico che lei, come i suoi amici dittatori sparsi per il mondo, ha imposto per vent’anni ingannando soprattutto i meno avveduti e i più vulnerabili: gli anziani, i poco istruiti, quegli elettori che lei stesso ha definito «bambini di quinta elementare e neppure tanto svegli».
Presidente Berlusconi, noi oggi siamo qui a dirle che la bolla d’aria in cui voleva tenerci per sempre chiusi è scoppiata.
Noi ora sappiamo aprire le finestre e vedere il mondo fuori che ride di lei, che la disprezza, che la sbugiarda. Non servono più a niente le censure delle sue tivù, non servono più a niente i piccoli e grandi servi che riempiono di bugie i suoi mass media. Perché noi sappiamo aprire le finestre e sconfiggere la paura del nuovo.
Presidente Berlusconi, ci guardi, non c’è niente di virtuale in questa piazza. Perché lei non lo sa ma il Web è soltanto uno strumento, un grande strumento che lei, uomo della tivù, semplicemente non conosce.
Noi non siamo virtuali, signor presidente, siamo persone in carne e anima che usano la Rete perché è il luogo della pluralità culturale, delle mille idee e dei mille confronti, della comunicazione orizzontale e degli unici miracoli davvero possibili, come quello che abbiamo creato oggi: una piazza piena di gente che si è organizzata in Rete e ora è qui tutta insieme, per dare a questo paese una scossa che è d’amore e non di rabbia.
Noi non siamo pirati informatici o aspiranti assassini via Facebook, signor presidente, siamo persone appassionate e forti, tolleranti e libere, curiose e coraggiose, innamorate della biodiversità intellettuale, culturale, etnica, etica, religiosa, politica.
Cioè proprio il contrario del suo modello, signor presidente: monocratico, verticale, impositivo, fasullo. E davvero sì, virtuale, quello.
Presidente Berlusconi, qui ci sono ragazzi che avevano 15 anni quando l’hanno vista per la prima volta in televisione a insultare i giudici, ad accusare ogni dissidente di essere comunista, a raccontare barzellette stupide e bugie pietose.
Adesso quei ragazzi hanno trent’anni, magari si sono sposati e hanno dei figli, ma se accendono la televisione trovano ancora lei – con i capelli dello stesso colore – lì a insultare i giudici, ad accusare ogni dissidente di essere comunista, a raccontare barzellette stupide e bugie pietose.
Ma loro e noi , insieme, nel frattempo abbiamo aperto le finestre, anche se lei non se n’è accorto, impegnato com’era a fare affari, ad allargare il suo potere e il suo io, a inventarsi nuove leggi che la mettessero al di sopra di ogni giudizio.
E noi oggi le mandiamo questa lettera per dirle che anche se lei cercherà di nascondere a se e agli altri la realtà e il nuovo secolo, saranno la realtà e il nuovo secolo a venirla a prendere.
Noi, presidente Berlusconi, oggi glielo diciamo con le parole di Aurelio Peccei, partigiano, imprenditore, pioniere del suo tempo.
«Quanto accadrà d’ora in avanti dipende da noi in una misura mai concepita nel passato, che noi dobbiamo fare appello a nuove forme di coraggio perchè uscire dal pozzo non è un’utopia ma una prospettiva assolutamente verosimile.
Lo è se vogliamo che lo sia».
Ecco perchè, per quanto cerchi di prolungare il suo giorno più in là, signor presidente, per lei la sera è arrivata.
Onorevole Berlusconi, noi oggi siamo qui a darle la notizia che il suo tempo è finito.
condiviso dalla pagina Facebook di INFORMARE PER RESISTERE
informareperresistere@gmail.com
PIOVONO RANE di Alessandro Gilioli
E’ stata una gran bella giornata, e per adesso mi fermo qui. Una gran bella giornata per l’Italia civile.
Queste, per chi è interessato, le quattro cose che ho avuto l’onore di dire dal palco di piazza san Giovanni.
Presidente Berlusconi, noi oggi siamo qui a darle una notizia: lei è un uomo del secolo scorso.
Siamo qui a comunicarle che lei è un uomo del tempo in cui bastava avere tre o quattro televisioni per imporre un modello culturale, un sogno fasullo, un partito creato a tavolino in una concessionaria di pubblicità.
Un uomo del tempo in cui comunicazione voleva dire pochi grandi proprietari di mass media che potevano fare e disfare la realtà a loro piacimento, stabilire ciò di cui si doveva avere paura e ciò che si doveva desiderare.
Un uomo del tempo in cui lei poteva entrare nelle case, nelle teste e nell’anima delle persone mescolando bugie e illusioni per modellarle secondo i suoi interessi prima economici e poi politici.
Bene, presidente Berlusconi, noi oggi siamo qui a dirle che quel tempo è finito.
Lo sappiamo, queste sera le sue tivù pubbliche e private faranno finta che noi non ci siamo mai stati, che oggi non sia successo niente e nessuno sia venuto qui a dirle quello che è già accaduto: e cioè che lei è diventato l’uomo del passato, è diventato l’uomo di un secolo che non c’è più.
Noi oggi siamo qui a comunicarle che il suo giocattolo si è rotto e non le servirà più a niente perché milioni di persone lo sapranno lo stesso, su Twitter e su Facebook, sui blog e su YouTube e in mille altri posti ancora di cui lei nemmeno conosce l’esistenza.
Oggi siamo qui a dirle che noi non siamo caduti nella sua trappola della paura e non crediamo più al modello conformista e al pensiero unico che lei, come i suoi amici dittatori sparsi per il mondo, ha imposto per vent’anni ingannando soprattutto i meno avveduti e i più vulnerabili: gli anziani, i poco istruiti, quegli elettori che lei stesso ha definito «bambini di quinta elementare e neppure tanto svegli».
Presidente Berlusconi, noi oggi siamo qui a dirle che la bolla d’aria in cui voleva tenerci per sempre chiusi è scoppiata.
Noi ora sappiamo aprire le finestre e vedere il mondo fuori che ride di lei, che la disprezza, che la sbugiarda. Non servono più a niente le censure delle sue tivù, non servono più a niente i piccoli e grandi servi che riempiono di bugie i suoi mass media. Perché noi sappiamo aprire le finestre e sconfiggere la paura del nuovo.
Presidente Berlusconi, ci guardi, non c’è niente di virtuale in questa piazza. Perché lei non lo sa ma il Web è soltanto uno strumento, un grande strumento che lei, uomo della tivù, semplicemente non conosce.
Noi non siamo virtuali, signor presidente, siamo persone in carne e anima che usano la Rete perché è il luogo della pluralità culturale, delle mille idee e dei mille confronti, della comunicazione orizzontale e degli unici miracoli davvero possibili, come quello che abbiamo creato oggi: una piazza piena di gente che si è organizzata in Rete e ora è qui tutta insieme, per dare a questo paese una scossa che è d’amore e non di rabbia.
Noi non siamo pirati informatici o aspiranti assassini via Facebook, signor presidente, siamo persone appassionate e forti, tolleranti e libere, curiose e coraggiose, innamorate della biodiversità intellettuale, culturale, etnica, etica, religiosa, politica.
Cioè proprio il contrario del suo modello, signor presidente: monocratico, verticale, impositivo, fasullo. E davvero sì, virtuale, quello.
Presidente Berlusconi, qui ci sono ragazzi che avevano 15 anni quando l’hanno vista per la prima volta in televisione a insultare i giudici, ad accusare ogni dissidente di essere comunista, a raccontare barzellette stupide e bugie pietose.
Adesso quei ragazzi hanno trent’anni, magari si sono sposati e hanno dei figli, ma se accendono la televisione trovano ancora lei – con i capelli dello stesso colore – lì a insultare i giudici, ad accusare ogni dissidente di essere comunista, a raccontare barzellette stupide e bugie pietose.
Ma loro e noi , insieme, nel frattempo abbiamo aperto le finestre, anche se lei non se n’è accorto, impegnato com’era a fare affari, ad allargare il suo potere e il suo io, a inventarsi nuove leggi che la mettessero al di sopra di ogni giudizio.
E noi oggi le mandiamo questa lettera per dirle che anche se lei cercherà di nascondere a se e agli altri la realtà e il nuovo secolo, saranno la realtà e il nuovo secolo a venirla a prendere.
Noi, presidente Berlusconi, oggi glielo diciamo con le parole di Aurelio Peccei, partigiano, imprenditore, pioniere del suo tempo.
«Quanto accadrà d’ora in avanti dipende da noi in una misura mai concepita nel passato, che noi dobbiamo fare appello a nuove forme di coraggio perchè uscire dal pozzo non è un’utopia ma una prospettiva assolutamente verosimile.
Lo è se vogliamo che lo sia».
Ecco perchè, per quanto cerchi di prolungare il suo giorno più in là, signor presidente, per lei la sera è arrivata.
Onorevole Berlusconi, noi oggi siamo qui a darle la notizia che il suo tempo è finito.
condiviso dalla pagina Facebook di INFORMARE PER RESISTERE
informareperresistere@gmail.com
argomento:
Da leggere
I QUATTRO MOMENTI DEL SILENZIO
da Raimon Panikkar, La dimora della saggezza, Mondadori, 2005 (1991), pp.97-98.
"Possiamo distinguere nel silenzio quattro momenti ben distinti:
Primo: IL SOFFOCAMENTO DELLE PAROLE.
Si tace nonostante si abbia moltro da dire. Si tace per prudenza, per accortezza o per paura. Tale silenzio è un ammutolire. Esercita una violenza, mozza il respiro. Calcola mentre distingue e separa. Nel separare isola il vivente e gli toglie il respiro vitale. Impedisce il flusso della vita.
Secondo: LO SBIGOTTIMENTO DELLE PAROLE.
Si tace per la mancanza di parole adeguate. Si tace per smarrimento, per inadeguatezza o per insipienza. E' un silenzio che produce distanza, che rifugge il contatto. La scia atrofizzare e consuma il rapporto vivo. Nell'isolamento sta in agguato la morte.
Terzo: L'INADEGUATEZZA DELLE PAROLE.
Si tace perché si avverte di essere in presenza di qualcosa di inesprimibile. Si tace per impossibilità di esprimere ciò di cui si è avuta esperienza. Si ha sentore dell'indicibile e se ne è consapevoli. E' il silenzio che rimane senza parola. Lo stupore dinanzi almistero. Il suo pericolo è l'irrigidirsi e il rimanere bloccati. Qui l'uomo, per lo più inconsapevolmente, è posto dinanzi a una decisione: affermare la vita o scegliere la razionalità. La razionalità: il tentativo di tradurre l'indicibile in parole e in concetti. La vita: il rischio di lasciarsi prendere dall'indicibile rimanendo nel silenzio. Ciò porta alla quarta distinzione.
Quarto: L'ASSENZA DI PAROLE.
Il silenzio qui non è uno "stare in silenzio", un azzittirsi in mezzo al frastuono. E non è neppure un tacere perché non si ha niente da dire; piuttosto si tace perché non c'è nulla da dire - o, come afferma un'altra Upanisad, perché "ciò che la prola non dice" E' (brahaman). Qui la parola non esaurisce la realtà. Il silenzio è il silenzio della parola. La parola non è più presente. Resta solo il silenzio. Non è l'anninetamento della parola, ma la sua assenza - dal momento che non si presenta più nulla di "essente"."
"Possiamo distinguere nel silenzio quattro momenti ben distinti:
Primo: IL SOFFOCAMENTO DELLE PAROLE.
Si tace nonostante si abbia moltro da dire. Si tace per prudenza, per accortezza o per paura. Tale silenzio è un ammutolire. Esercita una violenza, mozza il respiro. Calcola mentre distingue e separa. Nel separare isola il vivente e gli toglie il respiro vitale. Impedisce il flusso della vita.
Secondo: LO SBIGOTTIMENTO DELLE PAROLE.
Si tace per la mancanza di parole adeguate. Si tace per smarrimento, per inadeguatezza o per insipienza. E' un silenzio che produce distanza, che rifugge il contatto. La scia atrofizzare e consuma il rapporto vivo. Nell'isolamento sta in agguato la morte.
Terzo: L'INADEGUATEZZA DELLE PAROLE.
Si tace perché si avverte di essere in presenza di qualcosa di inesprimibile. Si tace per impossibilità di esprimere ciò di cui si è avuta esperienza. Si ha sentore dell'indicibile e se ne è consapevoli. E' il silenzio che rimane senza parola. Lo stupore dinanzi almistero. Il suo pericolo è l'irrigidirsi e il rimanere bloccati. Qui l'uomo, per lo più inconsapevolmente, è posto dinanzi a una decisione: affermare la vita o scegliere la razionalità. La razionalità: il tentativo di tradurre l'indicibile in parole e in concetti. La vita: il rischio di lasciarsi prendere dall'indicibile rimanendo nel silenzio. Ciò porta alla quarta distinzione.
Quarto: L'ASSENZA DI PAROLE.
Il silenzio qui non è uno "stare in silenzio", un azzittirsi in mezzo al frastuono. E non è neppure un tacere perché non si ha niente da dire; piuttosto si tace perché non c'è nulla da dire - o, come afferma un'altra Upanisad, perché "ciò che la prola non dice" E' (brahaman). Qui la parola non esaurisce la realtà. Il silenzio è il silenzio della parola. La parola non è più presente. Resta solo il silenzio. Non è l'anninetamento della parola, ma la sua assenza - dal momento che non si presenta più nulla di "essente"."
argomento:
Da leggere
DENTRO E FUORI LA CAVERNA
In omaggio a ieri.
PRIMA
Se cammino per la strada bendato non vedo e credo
se si disfa la benda e la luce tocca gli occhi brucia
se fuggo al bruciore coprendomi gli occhi con le mani, credo e non vedo
se lascio il bruciore a sé stesso e rimango in compagnia degli occhi
dalle confuse luci indistinte emerge il nuovo, là dove è sempre stato
non visto
ORA
Vedo e non comprendo cosa vedo
quando comprendo ciò che vedo, c'è altro ancora e ancora
da vedere, da con-prendere
muovo il passo sicuro, al vento che mi incalza
e so che porta il mio nome
POI
Chi vede, chi comprende, chi vive?
non sono più qui là altrove
sono ovunque, ovunque sono, la stessa cosa,
forza che si espande in infinite forme
chiamate vita
Ivan
PRIMA
Se cammino per la strada bendato non vedo e credo
se si disfa la benda e la luce tocca gli occhi brucia
se fuggo al bruciore coprendomi gli occhi con le mani, credo e non vedo
se lascio il bruciore a sé stesso e rimango in compagnia degli occhi
dalle confuse luci indistinte emerge il nuovo, là dove è sempre stato
non visto
ORA
Vedo e non comprendo cosa vedo
quando comprendo ciò che vedo, c'è altro ancora e ancora
da vedere, da con-prendere
muovo il passo sicuro, al vento che mi incalza
e so che porta il mio nome
POI
Chi vede, chi comprende, chi vive?
non sono più qui là altrove
sono ovunque, ovunque sono, la stessa cosa,
forza che si espande in infinite forme
chiamate vita
Ivan
argomento:
[POESIA / NARRATIVA]
RITO QUOTIDIANO
4/4
B
D6
G#m7
G/Bm7
B
D6
G#m7
G/Bm7 - G
Uhhhhhhhh / Uhhhhhhhh
3/4
B
D6
G#m7
G/Bm7
FORMULAMAGICA (ad lib)
Prendo la foglia stanca
che cade dal ramo
Ne faccio soffio limpido
che getta il mare nella rete
ohhh
ohhhh
ehhhhh
ehhhhhh
STROFE
Ad ogni passo ogni giorno
Incontro un girotondo
Di cose che accadono
In luoghi remoti
Ne bevo sorsate
Vi metto le mani
Mi dono carezze
Che vibrano piano
RIT.
E7
E/F#7
G#m7
G/Bm7
La schiena si estende
I muscoli accesi
Si fanno vele
Al vento invisibile
E7 x2
E/F#7 x2
G#m7 x2
G/Bm7 x2
uh oh
oh eh
eh ah
Ah ih
STROFE
Lara mi chiede il cielo
Glielo porto la sera
Raccolgo le stelle
Nella notte sincera e nera
Ne respiro la luce
Mi sdraio sul letto
Lascio il corpo adagiato
Mi ritrovo sul tetto
Del mondo che parla
Con la voce di tutti
del canto celeste
inizio a sentire i flutti
B
D6
G#m7
G/Bm7
B
D6
G#m7
G/Bm7 - G
Uhhhhhhhh / Uhhhhhhhh
3/4
B
D6
G#m7
G/Bm7
FORMULAMAGICA (ad lib)
Prendo la foglia stanca
che cade dal ramo
Ne faccio soffio limpido
che getta il mare nella rete
ohhh
ohhhh
ehhhhh
ehhhhhh
STROFE
Ad ogni passo ogni giorno
Incontro un girotondo
Di cose che accadono
In luoghi remoti
Ne bevo sorsate
Vi metto le mani
Mi dono carezze
Che vibrano piano
RIT.
E7
E/F#7
G#m7
G/Bm7
La schiena si estende
I muscoli accesi
Si fanno vele
Al vento invisibile
E7 x2
E/F#7 x2
G#m7 x2
G/Bm7 x2
uh oh
oh eh
eh ah
Ah ih
STROFE
Lara mi chiede il cielo
Glielo porto la sera
Raccolgo le stelle
Nella notte sincera e nera
Ne respiro la luce
Mi sdraio sul letto
Lascio il corpo adagiato
Mi ritrovo sul tetto
Del mondo che parla
Con la voce di tutti
del canto celeste
inizio a sentire i flutti
argomento:
[MUSICA]
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